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Maruska Piredda (Idv)

Su precari del Comune di Genova e domande a candidati sindaco  

Si è tenuta questa mattina in Regione la conferenza stampa di Maruska Piredda, consigliere regionale dell'Italia dei Valori e responsabile Lavoro-Welfare Idv Liguria, sulla situazione contrattuale dei “precari storici” del Comune di Genova. Sul tema, Piredda ha presentato un'interrogazione in consiglio regionale (in allegato) chiedendo alla giunta se la Regione sia “a conoscenza dell'eventuale impiego da parte del Comune di Genova di personale mediante contratti di lavoro atipico, in particolare nella gestione di pratiche e progetti di interesse Regionale”.

«Negli ultimi mesi – spiega Maruska Piredda – come presidente dell'Alvip, Associazione lavoratori vittime del precariato, ho raccolto le testimonianze di una rappresentanza di “precari storici”, che lavorano, da oltre dieci anni, nella macchina comunale genovese. È difficile stabilirne il numero preciso perché in molti di loro hanno difficoltà nell’uscire allo scoperto per timore di perdere quel poco di certezza sul futuro conquistata in questi anni».

I “precari storici”del Comune di Genova ricoprono posizioni di responsabilità e di rilievo in progetti strategici per l’amministrazione nel campo della pianificazione urbanistica (progettazione urbanistica del nuovo Puc), della mobilità e della sicurezza stradale (sistemi di controllo e gestione del traffico), della riqualificazione urbana di interi quartieri (Urban e i Por), della progettazione per la disabilità, della gestione delle banche dati geografiche (analisi Gis). Sono architetti, ingegneri, laureati in scienze politiche, la cui alta professionalità e l'elevato grado di specializzazione è indispensabile al normale funzionamento della macchina comunale. «Lo stesso Comune di Genova – spiega Piredda – attraverso apposite e preventive ricerche di personale, ha accertato l’assenza di figure interne all’amministrazione che possano assolvere certe funzioni con una professionalità tale da perseguire obiettivi e ottenere risultati predeterminati, che quasi sempre si configurano nell’ottenimento di nuovi finanziamenti a favore del Comune, milioni di euro che entrano nelle casse comunali dai progetti comunitari, o nell’efficienza gestionale di finanziamenti già ottenuti».

Malgrado la loro posizione sia stata più volte mantenuta attraverso ripetuti rinnovi contrattuali, i “precari storici” vedono continuamente messo a rischio il loro posto di lavoro. Secondo quanto riferito al consigliere Piredda dai lavoratori stessi, il Comune, infatti, volendo interpretare sempre più restrittivamente le norme nazionali, sta invitando i “precari storici” a diventare “liberi professionisti”, ingrossando le fila del popolo delle “finte partita Iva”, ovvero dei consulenti per lo più con un unico committente, che, spendendo più di quel che guadagnano (il compenso netto a volte non raggiunge i mille euro), vedono peggiorare drammaticamente la propria posizione economica.

Inoltre, la normativa nazionale non ha mai equiparato, negli anni, la loro tipologia contrattuale (co.co.co.) a un contratto a tempo determinato, escludendo tali lavoratori dai percorsi di stabilizzazione, condotti invece da molte altre Pubbliche Amministrazioni italiane equiparandoli, comprese Regione Liguria e Provincia di Genova. Tutto questo nonostante queste persone facciano ormai concretamente, anche se impropriamente, parte dell’organizzazione comunale, tanto è vero che hanno spesso rappresentato l’ente in Italia (presso i Ministeri, per esempio) e in Europa (nei partenariati internazionali o presso la Commissione Europea): è difficile non sentirsi “interni” all’Ente quando da molti anni si dispone di un proprio ufficio, di una postazione con computer, telefono, indirizzo email personale e magari anche cellulare di servizio e biglietto da visita. Il fatto è ancora più grave se si pensa che le risorse economiche per il pagamento dei loro incarichi non hanno quasi mai gravato sul Bilancio dell’ente, derivando da finanziamenti che loro stessi hanno contribuito a reperire o ad accrescere.

Quattro domande per i candidati sindaco di Genova

Maruska Piredda, come presidente dell'Alvip (Associazione lavoratori vittime del precariato), è stata scelta dai “precari storici” del Comune di Genova, presenti in conferenza stampa, come portavoce per rivolgere quattro domande ai candidati sindaco di Genova dei diversi schieramenti politici e liste civiche che già si sono presentati ufficialmente o che lo faranno nei prossimi giorni in vista delle Amministrative 2012.

  1. Qual è la posizione del candidato in merito alla situazione dei “precari storici” del Comune di Genova?

  1. Valutate le risorse disponibili e censite le posizioni contrattuali esistenti (contratti a tempo determinato, co.co.co., partite Iva, ecc.), ritiene percorribile l’ipotesi di un inserimento dei precari nell’organico dell’ente o delle società partecipate durante il mandato di sindaco?

  1. Se sì, attraverso quali modalità o quali tipologie contrattuali, considerando anche che alcuni precari sono presenti in graduatoria di concorso?

  1. Da molti mesi è aperto un tavolo di confronto Comune – precari: il candidato è intenzionato a mantenere aperta questa trattativa con l’obiettivo di chiuderla a favore di persone che forniscono all’ente, da oltre dieci anni, lavoro qualificato e altamente specializzato e che si sono dimostrate in grado di condurre progetti complessi che hanno consentito il reperimento di notevoli risorse finanziarie, nazionali e comunitarie?

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

I sottoscritti Consiglieri Regionali Maruska PIREDDA, Nicolò SCIALFA e Stefano QUAINI del Gruppo Consiliare Di Pietro – Italia dei Valori

PREMESSO CHE le Amministrazioni locali ricorrono, per l’espletamento di incarichi e/o mansioni determinate, anche particolarmente qualificate, all’impiego di personale mediante la sottoscrizione di contratti di lavoro atipici, quali contratti di collaborazione coordinata e continuativa;

CONSIDERATO CHE tali forme di collaborazione sono state utilizzate, tra gli altri, anche dalla Regione Liguria, Provincia di Genova e Comune di Genova, anche per individuare soggetti aventi preparazioni e competenze specifiche;

CONSIDERATO CHE, nel percorso di tutela del lavoro avviato a partire dalla precedente Legislatura, sia la Regione Liguria che la Provincia di Genova hanno provveduto, negli ultimi anni, ad attuare un piano di stabilizzazione dei lavoratori precari pressoché completato;

TENUTO CONTO CHE lo sviluppo di un progetto di stabilizzazione dei precari è stato fin dall’inizio un obiettivo strategico del programma di governo della Giunta Burlando, perseguito con impegno anche nel corso dell’attuale mandato, a tutela dei lavoratori atipici;

POSTO CHE l’obiettivo dell’eliminazione del precariato ha il significato di riconoscere l’importanza delle relazioni lavorative che si instaurano tra amministrazione e lavoratori atipici, come strumento per accrescere la professionalità di questi ultimi e dunque l’efficienza dell’amministrazione medesima;

TENUTO CONTO CHE i contratti di lavoro atipico, tra cui co.co.co. e co.co.pro, collaborazioni occasionali, a partita IVA, cui anche gli Enti Pubblici fanno ricorso, identificano spesso persone, per lo più laureate, in possesso di un’elevata specializzazione e una grande capacità gestionale di programmi complessi, anche a fronte del loro impiego reiterato nel tempo da parte degli Enti Pubblici medesimi;

CONSIDERATO CHE è stato segnalato che negli ultimi tempi l’Amministrazione comunale di Genova, al fine di evitare il ricorso a contratti atipici, starebbe incentivando il personale così inserito nel proprio interno a diventare “liberi professionisti”, con conseguente apertura di partita IVA e conseguenti aggravi di costi e ulteriore diminuzione di tutele sindacali, e ciò nonostante il rapporto di lavoro, spesso ultra decennale, tra tali persone e l’Amministrazione comunale;

VENUTI a conoscenza che all’interno del Comune di Genova vi sarebbero numerosi “precari storici”, con ciò intendendosi persone qualificate, che lavorerebbero, in alcuni casi addirittura da oltre dieci anni, nell’Amministrazione comunale, in posizioni di responsabilità e rilievo nell’ambito di progetti strategici, ad esempio nel campo della pianificazione urbanistica (progettazione urbanistica del nuovo PUC), della mobilità e della sicurezza stradale (sistemi di controllo e gestione del traffico), della riqualificazione urbana di interi quartieri (URBAN e i POR), della progettazione per la disabilità, della gestione delle banche geografiche (analisi GIS);

CONSIDERATO CHE tra i motivi del ricorso a tali figure professionali, contrattualmente così inquadrate, parrebbe esservi la carenza di figure interne all’Amministrazione, dotate degli specifici requisiti di professionalità tali da perseguire obiettivi e ottenere risultati predeterminati, quali ad esempio la gestione di progetti anche comunitari e dei conseguenti finanziamenti;

VENUTI a conoscenza che il Comune di Genova avrebbe fatto ricorso a personale precario, con contratti di lavoro atipico, anche nella gestione di molti programmi e progetti finanziati dalla Regione o, per il tramite di essa, dall’Unione Europea e dallo Stato, mediante l’impiego di finanziamenti ministeriali;

INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA E L’ASSESSORE COMPETENTE

Per sapere se:

  • codesta Amministrazione è a conoscenza dell’eventuale impiego da parte del Comune di Genova di personale mediante contratti di lavoro atipico, in particolare nella gestione di pratiche e/o progetti di interesse Regionale;

  • in caso negativo intenda attivarsi presso il Comune di Genova, al fine di verificare la sussistenza di posizioni contrattuali quali quelle sopra esposte;

  • in caso affermativo quali intendimenti voglia esprimere in merito

Maruska Piredda

Nicolò Scialfa Presidente Gruppo

Stefano Quaini