Questa mattina, aprendo la seduta del Consiglio regionale, il presidente dell’Assemblea legislativa Rosario Monteleone ha ricordato le vittime e i feriti dell’incidente accaduto la settimana scorsa nel porto di Genova.
Al termine dell’intervento del Presidente, il Consiglio ha osservato un minuto di silenzio.
COMMEMORAZIONE DELLE VITTIME DEL CROLLO DELLA TORRE PILOTI DEL PORTO DI GENOVA
Sala del Consiglio regionale
Cari colleghi,
Una settimana di penose ricerche, ci separa dal crollo della torre piloti del porto di Genova; una settimana di ricerche ininterrotte sotto lo sguardo di una città attonita.
Non è stata la speranza di trovare superstiti ad animare la determinazione dei soccorritori – troppo evidente fin da subito la gravità dell’accaduto – ma il sentimento forte di solidarietà della gente di mare.
Toccata nella sua più vera essenza, nella sua identità più profonda, la città ha sostenuto e tutt’ora sostiene il compito pietoso e difficile di sommozzatori instancabili, aprendo ogni volta le braccia ai parenti di questi suoi figli morti all’improvviso in una notte tranquilla di ordinario lavoro.
Lavoravano nel cuore operativo della città , in quell’edificio, simbolo e vanto di una moderna portualità , che la poppa di una portacontainer ha spazzato via in pochi istanti.
Ricordiamo in quest’Aula, espressione della comunità ligure, la tragica e prematura scomparsa dei capi di prima classe di Guardia Costiera Francesco Cetrola e Marco De Candussio, dei sottocapi Daniele Fratantonio e Davide Morella, e del giovanissimo Giuseppe Tusa 25 anni appena. E ancora, dolorosamente, ricordiamo il capitano di lungo corso, pilota del porto Michele Robazza, l’operatore radio dei rimorchiatori Sergio Basso, e Maurizio Potenza, anche lui operatore radio per quanto riguarda i piloti ed infine Giovanni Iacoviello il sergente di Guardia Costiera, del quale il mare non ha ancora restituito le spoglie.
In questi giorni pesanti, in attesa di quell’ultimo corpo, la camera ardente allestita presso la Capitaneria di Porto gli rende onore, aprendosi all’ affetto spontaneo e sincero della città .
Rappresentiamo oggi alle loro famiglie, il cordoglio di un’intera regione, e la commossa vicinanza delle tante istituzioni che in questi giorni hanno voluto manifestarci la loro solidale partecipazione.
Un pensiero, carico di speranza indirizziamo infine ai feriti, solo miracolosamente scampati alla tragedia, le cui condizioni, ci auguriamo, migliorino rapidamente.
Ai famigliari del tenente di vascello Enea Pecchi, e dei sottocapi Raffaele Chiarlone, Gabriele Russo e Giorgio Meo, che vivono momenti di trepidazione per la salute dei propri cari, esprimiamo la nostra solidarietà con l’auspicio di una prossima e completa guarigione.
Nei momenti di maggiore difficoltà , quando il dolore è più lacerante e la ferita più viva, questa città ha sempre saputo risollevarsi facendo del lavoro lo strumento privilegiato per non abbandonarsi alle lacrime, l’ancora cui aggrapparsi per scongiurare l’impotenza e la sconfitta.
E’ stato così anche questa volta e non solo nell’operatività encomiabile dei soccorsi.
Senza scalpore, quasi in punta di piedi, nel rispettoso silenzio per le vittime di quanto accaduto, con uno sforzo di volontà caparbio, scosso da un moto d’orgoglio, il porto, pur privato del suo polo strategico, ha saputo ritornare operativo a poche ore dal disastro.
Con altrettanta silenziosa solerzia, nello stesso tempo si avviava il meticoloso lavoro di indagine per accertare il come e il perché di questa tragedia.
Un modo forse tutto ligure di affrontare le proprie sciagure e rendere onore ai propri morti.
La città adesso aspetta una risposta. Urgente. Abbiamo il diritto di sapere se vi sono delle responsabilità da ascrivere o se stiamo piangendo una tragica fatalità .
Lo dobbiamo alle vittime, al dolore delle loro famiglie, lo dobbiamo a quelli che domani, su quel molo torneranno ad operare, vorremmo in sicurezza.
Cari Colleghi,
con il peso di questi interrogativi nel cuore, certi però che ogni istituzione opererà al meglio per dare al più presto una risposta al bisogno di verità che ci tormenta, esprimiamo con un minuto di raccoglimento il nostro fraterno cordoglio.
Rosario Monteleone






