In libreria Di notte i bambini piangono (Mursia, pagg. 264, Euro 17,00) della scrittrice bressese Nunzia Volpe, un romanzo potente, che smuove l’anima del lettore e arriva dritto come un pugno nello stomaco. Una storia attualissima, ambientata nella periferia milanese, che affronta temi come il degrado sociale, la fame d’amore di bambini e adolescenti abbandonati a loro stessi, il desiderio di riscatto, la morte, ma anche la speranza come motore inesauribile che viene fuori nei momenti più bui. Con uno stile diretto, crudo e senza sconti Nunzia Volpe porta il lettore a riflettere sul senso stesso della nostra società, obbligandolo a fare i conti con la propria umanità.
Alla Torre – quartiere periferico e degradato di Milano – di notte si sentono passi che salgono fino al terrazzo condominiale della Pantafica, l’edificio più alto del rione, quello dove si vocifera abitino le streghe. I grandi dicono che non c’è niente di strano, che si tratta solo di fantasie. Greta e Franco, invece, non sono affatto tranquilli e quando una notte Felicino, il bambino di una giovane madre tossicodipendente e di un padre alcolizzato, muore improvvisamente, entrambi decidono di verificare di persona che cosa si nasconde oltre l’ultimo piano del palazzo che domina la Torre. Sullo sfondo di quegli edifici popolari, in case dall’intonaco scrostato, circondati da un popolo che raspa con le unghie tra il fango nel tentativo di non annegarvi, si muovono due ragazzini, amici inseparabili, un fratello umiliato dal padre e il figlio di un capo-rione.
Come scrive Elisabetta Bricca nella prefazione «La scrittura di Nunzia Volpe è potente, vibrante, affilata come un coltello che apre una ferita da cui sgorga sangue e speranza, una speranza che brilla anche nel buio più profondo…Nunzia Volpe è una scrittrice di razza.»
Nunzia Volpe, con il suo stile inconfondibile, ci accompagna ancora una volta in una storia forte e attualissima che non può lasciare indifferenti i lettori.
Nunzia Volpe (Milano, 1974) vive a Bresso (Milano). Il suo primo romanzo, La bambina che parlava alla luna, ha vinto il Torneo Letterario IoScrittore 2014 ed è stato segnalato dal Premio Letterario Italo Calvino 2015 per «la riuscita ricostruzione di una strage nazista che rivela talento narrativo, senso del dramma e impegno civile». Con Mursia ha pubblicato L’amore imperfetto (2020).







