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Libreria di viaggi Finisterre

il 31 maggio alle ore 21

in piazza Truogoli di Santa Brigida
a cura della libreria Finisterre

Isoke Aikpitani presenta

il film di Giuseppe Carrisi, di cui è protagonista
Le figlie di Mami Wata
Sulla tratta delle donne nigeriane ad opera di organizzazioni criminali internazionali
con la partecipazione straordinaria di Ester Ekanem operatrice internazionale contro la tratta, che presenta alcuni video girati in Nigeria e l’intervista a Isoke girata a Genova e diffusa in Niger e di Esohe Aghatise, responsabibile della associazione Iroko, contro la tratta degli esseri umani
Il film
Racconta il fenomeno del traffico di ragazze nigeriane dal loro Paese in Italia a scopo di sfruttamento sessuale. Nel film, ambientato a Benin City, definita la “fabbrica italiana di prostitute” e in varie realtà italiane dove le vittime finiscono sulla strada, si intrecciano diverse circostanze.
La povertà del paese africano, la condizione della donna, il mondo dei trafficanti di esseri umani e delle “maman”, i riti voodoo; ed ancora, i viaggi di queste ragazze attraverso il deserto del Sahara sulle stesse rotte dei migranti economici, le soste nelle oasi del Niger, le carceri libiche, le traversate sui barconi fino a Lampedusa per approdare alle condizioni di assoluto sfruttamento una volta arrivate in Italia.
Il film è stato girato in Nigeria con non poche difficoltà. Per le riprese sono stati selezionati durante il casting i migliori studenti della Butterfly School of Cinema di Benin City, una scuola per ragazzi di strada e vittime della tratta nigeriana in rientro dall’Italia e fondata dall’Associazione Butterfly Europe for Africa ONLUS che ha sede sia in Italia sia in Nigeria (Benin City). Un’altra associazione denominata ‘Progetto La ragazza di Benin City’ ha collaborato alle riprese in Italia dando un enorme contributo al film che ha acquistato una notevole e forse imparagonabile ricchezza di contenuti sul misterioso volto della tratta di esseri umani.
Isoke Aikpitanyi, Vittima della tratta, da cui riesce a liberarsi in circostanze drammatiche, è diventata ormai il simbolo della lotta a questa odierna forma di schiavitù esercitata dalla mafia nigeriana, e del sostegno alle donne sfruttate che cercano la salvezza: la sua “Casa di Isoke” comincia a dare riparo a tante ragazze come lei e in pochi mesi la sua sfera d’azione si allarga in tutta Italia. Pubblica insieme alla giornalista Laura Maragnani “Le ragazze di Benin City” (Melampo, Milano, 2007) e inizia a girare l’Italia per presentare il libro, sostenere ragazze, tenere “lezioni” in scuole e università, testimonial per Libera e per Amnesty. International. Nasce “l’Associazione vittime ed ex vittime della tratta”.
A settembre del 2009 prende la parola al G 8 convocato a Roma contro la violenza sulle donne e dopo questa partecipazione il suo ruolo di portavoce delle nigeriane vittime della tratta si consolida ulteriormente, moltiplicando gli eventi ai quali è chiamata a partecipare.
Testimonial di Amnesty International e della Campagna per l’attribuzione del Premio Nobel 2010 per la Pace alla donna africana, ottiene il Premio Internazionale Martin Luther King e il Premio Future a Lagos (Nigeria).
Nel 2011 pubblica il libro “500 storie vere” (Ediesse, Roma). Di lei sta per uscire un nuovo libro, “Le figlie di Mami Wata”