Home Altro Varie

RAFFAELLA DELLA BIANCA (Gruppo Misto) su fallimento gestione rifiuti Regione Liguria e ammissione di tale fallimento da parte del Pres. Burlando

MOZIONE

Il Consiglio Regionale

CONSIDERATO che la normativa in materia ambientale, in particolare il D. Lgs. 152 del 2006, ha fissato all’art. 205 obiettivi di raccolta differenziata molto ambiziosi per gli ambiti territoriali ottimali e per gli Enti Locali, i quali avrebbero dovuto raggiungere a fine 2012 il 65% rispetto al rifiuto urbano prodotto;

CONSTATATO che In Liguria, ai fini dell’organizzazione della gestione dei rifiuti, la Legge regionale n. 18 del 1999, all’art. 28 ha individuato il territorio di ciascuna Provincia quale ambito territoriale ottimale. L’entrata in vigore del D. Lgs 152/2006 all’art. 201 ha previsto la costituzione delle Autorità d’Ambito, strutture dotate di personalità giuridica, alle quali gli Enti Locali partecipano obbligatoriamente;

CONSIDERATO che nello Schema di Piano di Gestione dei Rifiuti, che è in fase di predisposizione, la Regione sembra orientata a prevedere la sostituzione degli ATO con la creazione di ambiti identificati per aree omogenee, con l’indicazione anche degli impianti a cui rivolgersi. Ne consegue che la modifica del modello organizzativo è solo nominale e che risulta essere trascurato il problema degli impianti;

CONSIDERATO che assume rilevanza strategica stabilire se chi svolge il servizio possa essere anche chi gestisce l’impianto di discarica, in quanto l’incremento della differenziata e la gestione della discarica possono essere attività in conflitto. Sulle modalità organizzative, si ritiene inoltre che il Piano debba esplicitamente vincolare i costituendi Bacini ad un modello organizzativo di raccolta del prodotto differenziato, in modo tale da garantire il raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata stabilite dalla normativa di settore con una tempistica che sia anticipata rispetto a quella ipotizzata nella bozza di piano che sembra corrispondere al 2018;

RILEVATO che l’entrata in vigore del D. Lgs. 152/2006 all’art. 201 ha previsto la costituzione delle Autorità d’ambito, strutture dotate di personalità giuridica, alle quali gli Enti Locali partecipano obbligatoriamente e che alle stesse, costituite in ciascun ambito territoriale ottimale delimitato dalla competente Regione, è trasferito l’esercizio delle competenze in materia di gestione integrata dei rifiuti;

CONSIDERATO che la situazione degli ambiti territoriali della Liguria, pur registrando un andamento di costante progresso a livello annuale, risulta ancora oggi non allineata rispetto agli obiettivi fissati (65%) dalla normativa di settore, raggiungendo un dato medio relativo all’anno 2012 stimato in circa il 33%;

TENUTO CONTO che negli anni che sono compresi dal 2006 al 2011, nessuno dei 235 Comuni liguri, fatta eccezione per alcuni quantificabili nell’ordine delle unità, ha raggiunto le percentuali di raccolta differenziata stabilite dalla normativa di settore;

CONSTATO che è da ritenere, dunque, che tale ristretto numero di eccellenze, abbia potuto conseguire risultati diversi rispetto alla quasi totalità dei Comuni, in considerazione di fattori oggettivi non riscontrabili in tutti gli altri che un medesimo risultato non hanno potuto conseguire;

CONSIDERATO lo stesso Presidente della Giunta Regionale, On. Claudio Burlando, in una nota ufficiale inviata al Presidente della Conferenza Stato-Regioni, Dr. Vasco Errani, ha evidenziato quali criticità di natura territoriale, tecnica, funzionale ed economica abbiano ad oggi condizionato in Liguria l’applicazione dei sistemi organizzativi per la raccolta differenziata e la loro evoluzione verso gli obiettivi fissati dalla normativa nazionale;
CONSTATO che, dal momento che i Comuni liguri non riescono ad andare a regime in merito alla raccolta differenziata rispetto ai parametri della legge, il presidente Burlando ha chiesto, con nota ufficiale del 4 aprile 2013 inviata al Presidente della Conferenza Stato Regioni, l’attivazione della procedura che consente, tramite la definizione di un Accordo di programma tra Ministero dell’Ambiente, Regione ed Enti Locali interessati, di ottenere una deroga rispetto agli obiettivi fissati dalla normativa nazionale;

CONSIDERATO che è evidente la scarsa funzionalità dell’ATO, organismo al quale la Regione ha attribuito compiti di attuazione della pianificazione di settore, registrata con particolare riguardo nell’individuazione di aree per la realizzazione degli impianti finalizzati alle attività di recupero;
RILEVATO che la principale criticità del sistema gestionale è infatti rappresentata dalla carenza di risorse infrastrutturali per il trattamento della frazione organica che percentualmente rappresenta quella più significativa del rifiuto prodotto. In Liguria non esiste un impianto specificamente dedicato al recupero della frazione organica;
TENUTO CONTO che molti comuni liguri hanno incontrato difficoltà oggettive che hanno condizionato l’applicazione dei sistemi organizzativi per la raccolta differenziata e la loro evoluzione verso gli obiettivi fissati dalla normativa nazionale. Il perseguimento delle politiche ambientali, ivi compreso il raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata indicate dall’articolo 205 del D. Lgs. 152/2006, non è raggiungibile con immediatezza, soprattutto in un territorio come quello ligure che presenta, per la sua stessa morfologia, problematiche logistico strutturali rilevanti e tali da incidere in modo risolutivo sul conseguimento di taluni obiettivi;
CONSTATATO che la Giunta Regionale della Liguria, dal 2008 al 2012, ha adottato 5 deliberazioni (n. 1412 dell11/11/2008, n. 1277 del 25/09/2009, n.892 del 30/07/2010, n. 1238 del 14/10/2011, n. 1142 del 28/09/2012) aventi il medesimo oggetto: “Contributi premiali ai Comuni per i risultati di raccolta differenziali di cui all’art 205 del D. Lgs. 152/2006. Impegno e liquidazione”. In forza degli atti deliberativi appena sopra elencati, la Regione ha erogato contributi premiali per complessivi euro 2.778.221,00 a favore dei Comuni Liguri per i risultati di raccolta differenziata conseguita negli anni 2007/2008/2009/2010/2011; la quasi totalità di questi non risulta allineata rispetto agli obiettivi di legge;
CONSIDERATO che il mancato raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata stabilite ex lege, per il Pubblico Ministero presso la Corte dei Conti è fonte di danno erariale (vedi Comune di Recco); per la Giunta Regionale della Liguria non costituisce un elemento che vale a precludere l’accesso a contributi premiali;
TENUTO CONTO che secondo la sezione giurisdizionale per la Regione Liguria della Corte dei Conti nella determinazione del danno hanno avuto un significativo rilievo causale le inadempienze contrattuali del gestore AMIU S.p.A., società interamente partecipata dal Comune di Genova. Il Comune di Recco, a seguito di apposita convenzione con il Comune di Genova, aveva affidato alla Società AMIU S.p.A. il servizio di igiene urbana del territorio comunale, con contratto n. 114 stipulato dalla parti in data 30/05/2003, che prevedeva una durata estesa sino al 31/05/2010. La questione oggetto della controversia che oppone il Comune di Recco e AMIU S.p.A. (società interamente partecipata del Comune di Genova), riguarda proprio il mancato raggiungimento in Recco delle percentuali di raccolta differenziata nel corso degli anni ricompresi nel contratto sopra citato;
RILEVATO che il Codice dell’Ambiente prevede un’addizionale del 20% del tributo di conferimento dei rifiuti in discarica; tributo a carico dell’Autorità d’Ambito che ne ripartisce l’onere tra i Comuni che non hanno raggiunto le percentuali previste dalla normativa;
CONSIDERATO che ne consegue che non pochi Comuni liguri si sono trovati nella situazione di versare tale addizionale e di ricevere contestualmente denaro pubblico dalla Regione a titolo di contributi premiali. Nell’azione promossa a carico degli Amministratori del Comune di Recco, il Pubblico Ministero presso la Corte dei Conti della Liguria è pervenuto alla quantificazione del danno erariale ipotizzato proprio in misura corrispondente a tale addizionale;
TENUTO CONTO che sulla delicata questione della gestione dei rifiuti, dovrebbero intervenire urgentemente, in via normativa, approfittando anche del fatto che il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sia ligure e bel conosce i problemi legati al nostro territorio;

Impegna il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore competente

– il Presidente Burlando, attraverso anche l’impegno del Ministro dell’Ambiente On. Orlando, a lavorare per un intervento che, anche in via legislativa, tenga conto della specificità dell’attuale situazione ligure, prevedendo la disciplina di interventi a favore dei Comuni che pur migliorando costantemente le loro prestazioni in materia di raccolta differenziata, non hanno raggiungo i limiti fissati dalla legge;
– a spiegare a cosa possa servire passare da ATO (Ambito Territoriale Ottimale) a BACINI, senza vincolare questi ultimi ad un modello organizzativo. Infatti modificare il nome senza vincolarlo ad un modello di fatto vuol dire non cambiare nulla;
– a stabilire tempi certi in cui si farà l’impianto per il trattamento della frazione organica;

Raffaella Della Bianca

235 comuni liguri su 238 non hanno raggiunto, tra il 2007 e il 2011, i parametri di legge sulla raccolta differenziata.
Il fallimento del Piano dei rifiuti è conclamato e ammesso dallo stesso Burlando nella lettera che ha inviato, il 4 aprile scorso, al Presidente della Conferenza Stato-Regioni Vasco Errani.
Ancora oggi, quando i parametri della legge fissano al 65% il dato di raccolta differenziata, la media dei comuni liguri non supera il 35%.
Nella lettera sopra citata, il Presidente Burlando chiede una deroga per i comuni e gli A.T.O. (Autorità d’Ambito territoriali).
Sarebbe opportuno che Burlando esponesse queste criticità al Ministro dell’Ambiente Orlando, affinché trovi una via d’uscita legislativa, perché dal 2007 al 2012, anni non ancora prescritti, i comuni liguri risultano inadempienti di fronte alla legge e sanzionabili. Come è accaduto per il Comune di Recco, dove il 27 maggio 2013, dalla Corte dei Conti, sono stati condannati quattro amministratori e un funzionario.
Al di là di Recco, ci sono 227 comuni che sono interessati a trovare una via d’uscita e tra questi, 20 comuni già ispezionati dalla Guardia di Finanza (compreso il comune di Genova).
Va inoltre sottolineato che la via d’uscita normativa può essere scuola per tutto il territorio nazionale. Quindi la Liguria potrebbe diventare un modello per le altre regioni italiane.
Mi rivolgo al Presidente Burlando in quanto i suoi uffici stanno lavorando al nuovo Piano dei Rifiuti. Ciò è paradossale in quanto da un lato, Burlando certifica con la lettera indirizzata a Errani che ha fallito, e dall’altro sta impostando il lavoro sul futuro, orientato sulla stessa direzione fallimentare (si intende passare da ATO a BACINI, senza vincolare questi ultimi ad un modello organizzativo). Ma modificare il nome senza vincolarlo ad un modello di fatto vuol dire non cambiare nulla.

Il modello di riferimento non può non essere quello di una raccolta differenziata fatta in modo diverso o il porta a porta e in prossimità.
Questi modelli comportano spese d’investimento e spese di gestione maggiori nel primo anno, ma dopo, ciò permetterebbe ai comuni di raggiungere i parametri della legge e di avere anche benefici di carattere economico.

Il problema principale risulta essere legato alla frazione organica (la parte più consistente della raccolta differenziata).
Purtroppo, sulla questione, non ci sono prospettive certe di dove e quando costruire l’impianto.

La certezza che la Regione stia continuando sulla strada sbagliata (Ato-Bacini), è emersa in una riunione che si è tenuta il 22 maggio in Regione tra i funzionari regionali del settore ambiente, i rappresentanti provinciali e l’Anci in rappresentanza dei comuni.
Nel corso di questa riunione è emerso il passaggio da ATO a BACINI, e i funzionari regionali hanno ribadito che i parametri nazionali si potrebbero raggiungere solo tra cinque anni cioè nel 2018.

Questa è la certificazione del fallimento della politica dei rifiuti in Regione Liguria.

Dobbiamo capire che fare una raccolta differenziata fatta bene vuol dire mettere in discussione anche AMIU, perché quest’ultima ha un interesse economico legittimo di raccogliere il ‘sacco nero’, ma in contrasto con i parametri di legge.

La sentenza della Corte dei Conti sul comune di Recco parla di “gravi inadempienze contrattuali di AMIU” perché questa si impegnava a svolgere il servizio in termini a lei più opportuni, e non è nei fatti incline al raggiungimento degli obiettivi che la legge fissa.