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Vinai, controfigura. Si dimetta da Carige

Riceviamo e pubblichiamo

«Non basta tagliarsi la barba per rappresentare il nuovo. E non basta un candidato come Pierluigi Vinai a trasformare il Pdl in un partito che vuole cambiare – è il primo commento di Susy De Martini, da oggi unico candidato sindaco del centro destra, dopo l’annuncio di Vinai della sua candidatura – La candidatura di Vinai era attesa e conferma l’incapacità di un partito che a Genova e in Liguria è ostaggio degli interessi di Claudio Scajola». Più che su Vinai, considerato una «scialba controfigura di Scajola», De Martini mette in evidenza l’ennesimo disastro compiuto dall’ex “ministro con vista sul Colosseo”: «Questa mattina è andata in scena l’ennesima pantomina di una commedia già vista. Quella di Scajola che sceglie un perdente per perpetrare l’accordo storico con Claudio Burlando. Credo che non sia casuale il fatto che la candidatura di Vinai arrivi il giorno seguente la firma del protocollo degli Erzelli, il prossimo business per la “coppia di fatto” formata dai due Claudio. Un nuovo sacco di Genova, che noi condanniamo con forza e per il quale neppure il ministro Profumo ha avuto il coraggio di metterci la faccia». Nel corso della conferenza stampa Vinai ha definito “cretinate” le accuse di essere un rappresentante dei poteri forti: «La mia accusa deve averlo irritato parecchio e quindi significa che ho ragione. Comunque per dimostrare con i fatti di non volere rappresentare le banche e i poteri forti, non deve fare altro che dimettersi dal’incarico che ha attualmente nella Fondazione Carige».

Poi, rispetto alla campagna elettorale al via: «La competizione attuale vede la conferma del peso del Pdp, il partito del potere che fa riferimento a Pd e Pdl. Questo gruppo di potere che fa finta di stare su fronti avversi e che continua a fare accordi sotto banco, presenterà proprio due uomini seduti in altrettante Fondazioni bancarie: il banchiere No-Tav Marco Doria e Pierluigi Vinai, anche lui uomo delle banche. Due personalità che potranno solo affossare Genova del tutto, come oggi il governo Monti sta affossando la vita di tante famiglie di Italiani – dice De Martini – Doria è l’opaco banchiere che al mattino siede nei consigli di amministrazione e alla sera solidarizza con i No-Tav che demoliscono le stazioni ferroviarie di Genova. C’è poi Musso, rappresentante di un terzo polo in disarmo a livello nazionale e praticamente mai esistito a Genova». Per questo De Martini rilancia una speranza per Genova: «I Genovesi hanno la grande occasione di mandare a casa questa sinistra clientelare e vergognosa. Resto l’unico candidato credibile per rilanciare la città; l'unico canddato che ha sempre combattuto i poteri forti, denunciando sprechi e itrregolarità ai tenpi del G8 di Genova e proseguendo da allora la battaglia per la legalità».