Come ripetono quotidianamente tutti i media, questa non sarà una stagione facile per tutti gli albergatori d’Italia. La crisi economica, infatti, ha fatto sì che sempre meno cittadini si concedano una vacanza in hotel. Come se non bastasse, la stagione è iniziata male, con un mese di maggio da dimenticare per colpa di un clima decisamente freddo.Â
Qui ci focalizziamo sull’isola regina del turismo in Italia: la Sardegna. Per l’isola, come riportano varie fonti locali online, kl’anno passato è stato pessimo, con un calo del 16 per cento rispetto al 2011 per quanto riguarda gli arrivi e le presenze, sia di turisti italiani che stranieri. Ricordiamo tutti, a questo proposito, le polemiche che erano scaturite riguardo il caro traghetti: in sostanza gli imprenditori accusavano la politica di aumento di prezzo per il trasporto in nave di essere stata la principale causa del calo delle prenotazioni. Altre strutture alberghiere, invece, dopo le botte prese nel 2012 e nel 2011, non riescono più a fare quadrare i conti.
Vista la stagione “anomalaâ€, saranno molti gli albergatori che apriranno le loro strutture solo alla fine di giugno, molti accoglieranno i primi clienti nel prossimo week end. Il numero di prenotazioni non fa sorridere, come sempre da diversi anni a questa parte si confida nel last minute. Dice Giorgio Macciocu, presidente regionale di Federalberghi, come riporta lanuovasardegna.gelocal.it: “Sappiamo che una quindicina di strutture resteranno chiuse. Altrettante, sinora gestite da grosse società , ritorneranno ai proprietari: un brutto segnale, che rende l’idea di quanto grave sia la crisi del settore, che colpisce anche aziende leader (come la Valtur ndr) del pianeta vacanzeâ€.Â
C’è chi sostiene, come lanuovasardegna, che: “li effetti del passaggio di consegne potrebbero essere due: minore professionalità , con un padrone di casa che si ritrova a mandare avanti un albergo senza averne le capacità , e aumento dei costi, legato alla perdita delle entrate garantite dalla precedente società di gestioneâ€. Staremo a vedere.






