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Comitato per gli Immigrati, inaugurata la panchina arcobaleno a Bogliasco

Comitato per gli Immigrati
Panchine Comitato per gli Immigrati

È stata inaugurata la panchina arcobaleno a Bogliasco proposta dal “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”:

“Siamo lieti che il Comune di Bogliasco abbia provveduto con la realizzazione di questa nostra proposta che era già accolta dal Sindaco Gianluigi Brisca che ringraziamo. La panchina arcobaleno che si sarebbe dovuta però celebrare in Piazza 26 Aprile in relazione alla guerra contro i nazi-fascisti, invece è stata concretizzata in Via Giuseppe Mazzini subito dopo il palazzo del Comune stesso. Nessuno ci ha informati di questo fatto, pur avendo chiesto e già mesi fa, diverse volte, un incontro affinché si compiesse una Giornata contro le discriminazioni inoltre, e con diversi ospiti, tra cui pensavamo di invitare Don Giulio Mignani e, perché no, anche il cantante Fedez, considerando che aveva aperto il Concertone con la frase incriminata di Giovanni De Paoli “Se avessi un figlio Gay, lo brucerei in una caldaia”: il Primo caso giudiziario contro l’omofobia che ha creato la sottoscritta” – spiega Aleksandra Matikj, Presidentessa del Comitato – “Invece si è preferito isolarci dalla nostra iniziativa, non siamo stati nemmeno invitati. Abbiamo chiesto una valida spiegazione sia al Sindaco Luca Pastorino, sia alla Vicesindaco Laura Oliva e l’Assessora Greta Selvestrel che, scusandosi per la loro “svista” a novembre l’anno scorso quando hanno augurato la panchina rossa contro la violenza sulle Donne, anche quella proposta dal nostro Comitato ma ci avevano detto che non avevano compreso tale fatto per via di alcuni passaggi tra una Giunta comunale all’altra e, garantendoci che (almeno) sulla panchina arcobaleno ci sarebbe stata la nostra insegna, il nostro logo che è quello ufficiale con il volto di Nelson Mandela. E invece non sono stati di parola. Siamo molto delusi ed amareggiati da questo modus operandi che a quanto pare più che casuale sembra essere proprio intenzionale per cui attendiamo con i nostri Legali una risposta ufficiale. Non ci spieghiamo un comportamento del genere, esistiamo dal 2012, ufficialmente dal 2017 tanto da far parte dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, l’ufficio deputato dallo Stato italiano. Chiederemo un riconoscimento ufficiale con in aggiunta su entrambe le panchine del nostro logo, con una valida spiegazione dell’accaduto. Non vogliamo giudicare nessuno ma nemmeno stare zitti e buoni davanti ad un’ingiustizia del genere.

Ci farebbe piacere vedere che ci sia la collaborazione tra le istituzioni e le realtà come la nostra, senza quell’apparente egoismo e narcisismo singolo che di certo una bella figura non fa a nessuno. Noi, da anni, siamo in contatto con tutti, e, mi pare che finora ci siamo sempre comportati in modo trasparente e corretto, esigiamo lo stesso. Tutto qua.

Nel frattempo, anche quest’anno, oggi, ci saremo a partecipare al Liguria Pride a Genova che si terrà dalle ore 16 partendo da Via San Benedetto: “Andiamoci tutti, diamo un segno di Civiltà, contro le discriminazioni”, conclude la Matikj.