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IL PEGGIORE – Ascesa e caduta di Massimo D’Alema – di Giuseppe Salvaggiulo

Ascesa e caduta di Massimo D’Alema

e la crisi d’identità della sinistra italiana

IL PEGGIORE

di Giuseppe Salvaggiulo

Chiarelettere, Collana Reverse I protagonisti dell’antipolitica,

In libreria – pp. 256, euro 13,90

PRETESTI

Io non conosco questa cosa, questa politica che viene fatta dai cittadini e non dalla politica.

Massimo D’Alema, discorso del 9 marzo 1997 al seminario dell’Ulivo nel Castello di Gargonza

Ci sono tre luoghi comuni: è intelligente, ha i baffi, ha la barca.

Roberto Benigni su Massimo D’Alema

“Prodi e Veltroni sono due flaccidi imbroglioni”, “Veltroni è un ragazzotto, Prodi non capisce un cazzo di politica”, “La Lega è una costola della sinistra”, “Capotavola è dove mi siedo io”,

“La sinistra è una disgrazia che solo la destra rende accettabile”, “Tremonti è stato come Picasso: ha inventato la finanza creativa”, “Brunetta è un energumeno tascabile”,

“Dove si vende l’agenda Monti?”, “Il Pd è un amalgama mal riuscito.” “Berlusconi è veramente un uomo simpatico, di straordinaria simpatia.”

“È una frase che sottoporrei a una seria revisione critica.” Massimo D’Alema, 2000 e 2011

Berlusconi era ed è ineleggibile.

Festa dell’Unità, Bologna, 2000

D’Alema e Berlusconi si imitano a vicenda.

Valentino Parlato, «Corriere della Sera», 2000

La testa più pensante della sinistra, e anche della destra.

Roberto Gervaso

D’Alema è una specie di re Mida: tutto quello che tocca diventa oro. Per Berlusconi.

Marco Travaglio

Voi de ‘il Fatto’ siete tecnicamente fascisti…

Massimo D’Alema a Luca Telese, 2011

Perché comprare i giornali? È un segno di civiltà lasciarli in edicola.

Intervista rilasciata da Massimo D’Alema a «Prima Comunicazione», 1995

SCHEDA

La peculiare parabola di Massimo D’Alema — biografica, psicologica, politica — disvela il senso profondo della crisi che ha colpito la sinistra italiana.

Ha teorizzato il primato della politica e l’ha ridotta a puro tatticismo; voleva sbaragliare Berlusconi e lo ha fatto arricchire; idolatrava il partito e lo ha distrutto; ha partorito l’Ulivo e l’ha ammazzato in culla (“Prodi non capisce un cazzo di politica”); si proclama erede di Berlinguer ma si circonda di affaristi, coltivando passioni non certo popolari (le scarpe fatte a mano, Sankt Moritz, la barca a vela, gli chef stellati, gli abiti firmati).

Ecco la storia di un uomo che spiega perché oggi la sinistra scambia la richiesta di politica per antipolitica, ritrovandosi senza più una storia e senza una nuova identità.

Giuseppe Salvaggiulo è giornalista del quotidiano “La Stampa”. Oltre al libro LA COLATA. IL PARTITO DEL CEMENTO CHE STA CANCELLANDO L’ITALIA E IL SUO FUTURO (Chiarelettere 2010), ha scritto FLOP. BREVE MA VERIDICA STORIA DEL PARTITO DEMOCRATICO (Aliberti Castelvecchi 2009).