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La partita a carte tra l’Avvocato e Gigi Rizzi: nei ricordi di Beppe Piroddi le avventure di les italiens che hanno conquistato il mondo

Piroddi 02

Piroddi 02

«A Genova negli anni Sessanta eravamo una coppia di ferro: Beppe e Gigi. Era senza dubbio il mio più caro amico», così Beppe Piroddi nel libro L’Amateur (Mursia) ricorda il legame tra i due ragazzi che hanno consacrato nel mondo il mito del playboy italiano (Piroddi si definisce”amateur” e la differenza c’è), segnato un epoca, imposto uno stile e contribuito non poco a cambiare i costumi di una generazione.

Gli inizi a Genova al «Baretto», quartier generale di un gruppo di giovani sfaccendati e trasgressivi decisi a conquistare il mondo, soprattutto quello femminile, poi lo sbarco in Costa Azzurra dove Rizzi, Piroddi e Franco Rapetti formano il nucleo originario di «les Italiens» senza i quali nessuna festa, nessuna avventura, nessun amore poteva dirsi tale. Belli, sfrontati, affascinanti e squattrinati diventano presto il simbolo degli anni Sessanta.

«Una sera trovammo l’Avvocato seduto da solo al Gorille. Aveva l’aria un po’provata», scrive Piroddi. Gigi Rizzi decide di sfidarlo a Ecarte, un vecchio gioco di carte del Settecento. «Voglio fargli del grano…», dice all’amico.

Comincia una partita che va avanti per ore. Alle nove del mattino Gigi sta perdendo duemila dollari, altri sei mani e la perdita arriva a tremila. Che ovviamente non ha. «Avvocato domani vorrei regolare, preferisce in contanti o un assegno?» domanda Rizzi. Con lo sguardo indecifrabile l’Avvocato risponde: «Un assegno mi sta bene».

Decine gli episodi che Piroddi racconta nel libro, costellato di personaggi del jet set: dal leggendario Porfirio Rubirosa, capostipite di tutti i playboy, a Brigitte Bardot, a Christina Onassis, Marlon Brando, Adnan Kashoggi per citarne solo alcuni. E poi le avventure imprenditoriali: Rizzi e Piroddi fondano il Number One, locale milanese che consacra il mito della discoteca negli anni Ottanta, poi prendono strade diverse: Piroddi si affaccia al mondo della finanza, Rizzi è sempre l’irriducibile playboy; l’amicizia però resta, inossidabile.

«Gigi era un vero playboy. Il vero erede di Porfirio Rubirosa» lo ha ricordato così Piroddi . E se lo dice l’amateur deve essere vero.