
“Se anche aspettassimo di avere tante colonnine, non basterebbero perché l’auto elettrica diventi prodotto di massaâ€.
E’ partendo da questo assunto che Matteo Maestri, il patron di Estrima, l’azienda pordenonese che fabbrica il quattroruote elettrico Birò, rivoluziona il metodo di ricarica. Già perché il Birò, da fine mese, potrà fare il pieno di elettricità anche in salotto o in ufficio accanto alla scrivania.
Estrima, infatti, così come aveva fatto nel 2008 per dare risposta al problema della mobilità privata in ambito urbano con il suo veicolo elettrico perfettamente utilizzabile come un’auto in tutte le stagioni, ora ha brevettato un nuovo sistema denominato Re-move per risolvere il problema dell’autonomia di queste vetturette.
Lo dice il nome stesso dato al sistema: in pratica il pacco di batterie al litio del peso di 26 chili si estrae e, allungando la maniglia telescopica di cui è munito, diventa un trolley facilmente trasportabile ovunque. Misura 28×26 centimetri e il suo caricabatterie è già bello impacchettato come la custodia di un piccolo computer, con la sua bella martingala in velcro da infilare sulla maniglia del trolley. Basteranno circa 4 ore per riavere il Birò in piena efficienza.
Ma, se si ha fretta, sono possibili anche più ricariche parziali a una normale presa di corrente da 3 kW.
In questo modo non solo il Birò riesce a moltiplicare il chilometraggio quotidiano percorribile, ma si dota di un formidabile antifurto.
Senza batterie, infatti, il “personal commuter†(così definiscono in azienda il Birò) è assolutamente inamovibile. Se poi a ciò si aggiunge il fatto che questo veicolo elettrico – peraltro il più venduto di ogni altro a due o quattro ruote nel 2010 e 2011- proprio grazie alla sua alimentazione non paga bollo in alcune regioni, entra gratis nei centri storici e zone a traffico limitato, non conosce blocchi alla circolazione e si parcheggia, sempre gratuitamente, nelle aree riservate a moto e motorini.
E non è indispensabile avere un box o un posto in garage. Una serie di vantaggi che si assommano al risparmio di carburante, calcolato per una percorrenza media giornaliera di 30-35 km in 3500 euro l’anno, contro i 50 centesimi di euro giornalieri per il “pieno†elettrico.
Basterebbe questo per ammortizzare quasi totalmente il costo del Re-move. Il nuovo pacco batterie estraibile è venduto a 3900 euro che vanno ad aggiungersi al prezzo del Birò con analogo accumulatore fisso: 6990 euro.
Insomma, ancora una volta, Estrima che “festeggia†così l’ingresso del Fondo di investimenti della famiglia di Renzo Rosso, lo scorso settembre, con il 30% del capitale, riesce a rivoluzionare il settore della mobilità elettrica ed essere, con tutta probabilità , la capofila di un nuovo modo di pensare e progettare il trasporto privato e soprattutto di risolvere i relativi problemi capovolgendone il punto di partenza.
Per dirla con Matteo Maestri: “Per la mobilità elettrica non si può ragionare come per un’auto normaleâ€. E sicuramente ha ragione. (Rossella Dallò)
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