Libreria Cento Fiori
con il patrocinio del Comune di Finale Ligure
Assessorato alla Cultura e al Turismo
UN LIBRO PER L’ESTATE 2013
Incontri con gli autori
XVIII edizione
FINALE LIGURE
Piazzale Buraggi, Lungomare, ore 21,15
Ingresso libero
Anche quest’anno l’estate finalese è animata dagli incontri con gli autori che la libreria Cento Fiori organizza in piazzale Buraggi, sulla passeggiata a mare, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Finale Ligure. L’edizione 2013 è la diciottesima ed è ricca di presentazioni di libri di narrativa, saggistica e poesia.
Ad alcuni noti romanzieri – Enrico Pandiani, Claudio Paglieri, Margherita Oggero, Alessandro Perissinotto per citarne solo alcuni – si alterneranno storici, filosofi e psicanalisti come Massimo Recalcati, Gianni Oliva, Farian Sabahi, Leonardo Caffo, Franco Cardini e Alessandro Barbero, autori ed editori nazionali o più specificamente liguri come Elena Buttiero, Ferdinando Molteni, Lorenza Russo, Mario Berruti e Cristina Rava, ormai assurta alla notorietà nazionale.
PROGRAMMA LUGLIO 2013
Martedì 16 luglio
RAFFAELE CAMPESE
presenta
FINALE LIGURE & COMUNI CONFINANTI, PRIMA E DOPO
Conduce Luca Battaglieri
Raffaele Campese presenta il suo terzo libro su Finale e i Finalesi, dal titolo “Finale Ligure & Comuni confinanti, prima e dopo …â€. Con gli incassi dei primi due libri l’autore ha fatto climatizzare due piani della Residenza Protetta in via Pineta a Finale Ligure e con questo volume vuole comprare speciali materassi per gli ospiti. Campese, uomo molto amato dalla cittadinanza, è stato per anni professore e vice preside alle scuole medie di Finale.
Mercoledì 17 luglio
SELENA ZUCCARO
presenta
GIRONARRANDO PER FINALE
Edizioni Cento fiori
conduce Flavio Menardi Noguera
partecipano Nicola Viassolo, Gloria Bardi, Pier Paolo Cervone, Roberto Grossi, Luca Battaglieri, Nelli Brianti,
con la partecipazione straordinaria di Roberto Tesconi
Quante cose si possono raccontare sulla realtà che ci circonda, sul paese in viviamo,
sulle persone che conosciamo e incontriamo? La verità si mescola alla fantasia fino ad alterarne i confini. Una manciata di racconti per un’insolita guida alla magia di Finale.
L’ultima pubblicazione delle Edizioni della Libreria Cento Fiori una raccolta dell’esordiente finalese Selena Zuccaro
Giovedì 18 luglio
ELENA BUTTIERO e FERDINANDO MOLTENI
presentano
IL TRILLO DEL DIAVOLO,
De Ferrari Editore
Nel sottotetto del Teatro Chiabrera di Savona l’impiegata Tiziana Delucis trova il cadavere del direttore. Ha il cranio spaccato e in mano un frammento di carta con alcuni segni indecifrabili. È il 4 marzo 2008. Tiziana, cantante mancata con un burrascoso passato sentimentale, comincia ad indagare. Investigatrice per caso, Titti – come la chiamano gli amici – diventa la più preziosa collaboratrice del colonnello dei carabinieri Costantino Marras. Musicisti ambiziosi e spietati, un misterioso libraio esoterico seguace di Madame Blavatsky, sette sataniche che riemergono da un lontano passato, giornaliste disincantante e le sinistre figure che popolano i bui dietro le quinte del teatro sono alcuni degli ingredienti di una storia mozzafiato. Il trillo del diavolo è un giallo mediterraneo dove l’inchiesta sul delitto si intreccia con la storia e i paesaggi di Genova e della Liguria, con la sua cucina, la sua poesia e il racconto dell’amore di una giovane e bella milanese – Titti Delucis appunto – per la piccola e dolce Savona.
Elena Buttiero (Pinerolo 1961) è musicista ed insegnante. Suona pianoforte, spinetta, arpa celtica e ghironda. Ha inciso due album con la formazione Birkin Tree (Continental Reel, A Cheap Present), due con il mandolinista Carlo Aonzo (Il mandolino italiano nel Settecento, Fantasia poetica) e uno con il trio Arethusa Consortium. Ha effettuato concerti in Europa, Stati Uniti e Canada. Ha scritto metodi di solfeggio e di introduzione al pianoforte pubblicati dalle Edizioni Carisch. Vive a Savona. Questo è il suo primo romanzo.
Ferdinando Molteni (Finale Ligure 1962) ha pubblicato una ventina di volumi per case editrici come Vallecchi, Electa, Arcana. Ha scritto e scrive di cultura sul Secolo XIX di Genova, sul Foglio di Giuliano Ferrara e su Diario di Enrico Deaglio. Il suo ultimo saggio è Controsole. Fabrizio De André e Creüza de mä (Arcana). Per Massimo Ghini ha scritto il testo La strana morte di un cantautore (in onda su Raidue nella serie Delitti rock) e per Roberto Tesconi l’atto unico Luigi Tenco. L’ultima notte (De Ferrari Editore). Vive a Savona. Questo è il suo primo romanzo.
Venerdì 19 luglio
MARIO BERRUTI
presenta
UN FRACASSO D’UN SUON PIENO DI SPAVENTO. IL TERREMOTO DEL 1887 A FINALE LIGURE.
Associazione Emanuele Celesia
conduce Giuseppe Testa
partecipa Paolo Perata, geologo
Quella mattina, all’alba, il mare era stranamente calmissimo, piatto. C’è chi afferma che si videro nell’aria luci straordinarie. Gli animali erano inquieti, si aggiravano attorno senza meta, emettendo versi di paura. I più mattinieri, uscendo di casa, avvertirono un senso di oppressione e di paura …
Inizia così il nuovo Quaderno pubblicato dall’Associazione Emanuele Celesia, dove si racconta di uno dei fenomeni tellurici più spaventosi occorsi in Italia. Il terremoto del 23 febbraio 1887, infatti, sconvolse in modo terrificante il Ponente ligure e la Costa Azzurra, ma venne sentito in tutta l’alta Italia. Il Quaderno, dopo aver esaminato gli effetti delle tre scosse iniziali, si sofferma sui fenomeni che anticiparono il sisma, la difficile individuazione dell’epicentro, le scosse di assestamento, e i danni che testimonianze contemporanee descrissero nella Liguria di Ponente. Un capitolo è stato dedicato alla stampa, e cioè a come i quotidiani (La Stampa e il Secolo XIX) raccontarono quei giorni. Non manca un capitolo che elenca i fenomeni tellurici di una certa rilevanza che colpirono la Liguria nei secoli. Terminata la descrizione generale del terremoto del 1887, il Quaderno passa all’esame degli effetti che il sisma ha avuto a Finale Ligure: ogni borgata è presa in considerazione, con i nomi di coloro che subirono i danni e coloro che ebbero cura della popolazione e degli interventi sugli edifici, e con le strade e gli edifici che più di altri ebbero a soffrire danni.
Il Quaderno, poi, si occupa della sismicità in Italia, in Liguria e a Finale Ligure, con l’inviduazione delle zone a maggior rischio, con particolare riferimento alla zona del finalese.
Mario Berruti (Brescia, 1951). I suoi studi di carattere storico, oltre ad essersi rivolti a luoghi e personaggi della Lombardia, hanno riguardato anche la Liguria, e specie il Finalese: fra questi ultimi si ricordano “Extra Muros: dalla torre medievale all’Antica Farmacia del Borgo” (Finale Ligure, 2007), “Processi a Finalborgo. La società , le botteghe, gli abitanti del Finale attraverso i processi della Curia criminale” (Finale Ligure, 2009), “Processi a Finalmarina” (Finale Ligure, 2010).
Sabato 20 luglio
ENRICO PANDIANI
presenta
LA DONNA DI TROPPO,
Rizzoli Editore
conduce Gloria Bardi
Solo un anno fa Zara Bosdaves poteva imbattersi in un cadavere senza altra preoccupazione che affidarlo ai colleghi della Scientifica. Non doveva filare via, allora, ripulire in maniera frettolosa quello che poteva aver toccato, pensando a cosa diavolo dire alla polizia. Era lei la polizia. Adesso Zara fa la detective privata: ha raccolto la sua vita, l’ha impacchettata e si è trasferita a Torino dove, oltre all’agenzia d’investigazioni, è titolare insieme al compagno François di uno dei locali più alla moda della città . E ce la sta mettendo tutta per adattarsi al suo nuovo lavoro, ma pedinare mariti traditori non è proprio il massimo che una donna come lei – una che pratica aikido, che sa dove colpire e dove far male – possa desiderare. Fino a quando non le viene affidato l’incarico d’indagare sulla scomparsa del figlio di un importante industriale, quest’ultimo morto in circostanze sospette in un incidente d’auto. Zara allora dovrà fare i conti con torbidi affari di famiglia, con gente disposta a tutto pur di arrivare lassù, oltre la nebbia; dovrà misurarsi con la violenza, con il dolore. E trovarne la cura. Ma dal sangue non si può guarire, e a lei non resterà altro da fare che seguirlo. Per scoprire dove porta. Con questo romanzo, Enrico Pandiani si conferma un maestro del noir, disegnando una Torino crudele e inattesa, che di giorno ti seduce e di notte ti pugnala, e una nuova travolgente protagonista. Bosdaves è arrivata, ruvida e passionale. E non saprete resisterle.
Enrico Pandiani è nato a Torino il 16 luglio 1956. La sua carriera di narratore è cominciata scrivendo e disegnando storie a fumetti, pubblicate sul Mago di Mondadori e sulla rivista Orient Express. Pandiani abbandona poi la strada del fumetto per intraprendere la sua attuale attività di grafico editoriale. Collabora da anni con il quotidiano La Stampa per il quale cura la parte infografica. Da sempre attratto dalla letteratura di genere poliziesco, nel 2009 esordisce con il primo romanzo, Les italiens (instar libri), e ottiene un ottimo successo di critica e di pubblico, che accostano l’autore ai grandi del noir. Les italiens sono dei bravi poliziotti-mousquetaires (Brigata Criminale) alle prese con un «affaire» nemmeno tanto intricato, ma sorprendente. Pugni, sparatorie, agguati, trappole, insidie sotto gli occhi di una Parigi incantatrice. Il suo secondo romanzo della serie, Troppo piombo (instar libri), è uscito a marzo 2010. Una storia invernale e cupa, ricostruita attraverso la nuova indagine della brigata dei poliziotti italo francesi, sullo sfondo di una Parigi ricoperta di neve. A meno di un anno di distanza, Pandiani dà alle stampe Lezioni di tenebra (instar libri, 2011), il terzo romanzo con protagonista il commissario Mordenti a capo de “les italiens”della Crim Parigina. Esce nel gennaio 2012 per la casa editrice Rizzoli la quarta indagine de Les Italiens, «Pessime scuse per un massacro». Con La donna di troppo, del 2013, Pandiani inaugura le indagini della detective privata Zara Bosdaves, donna ruvida e passionale in una Torino che l’autore disegna seducente e crudele.
Domenica 21 luglio
AURE MARRA MAJANDI,
presenta
TORNA DOVE SI ACCENDE IL SOLE
Curcio Editore
Conduce Graziella Frasca Gallo
“Nell’arco di una vita, le emozioni che si provano sono infinite e mutevoli. A volte, se trovi chi sa ascoltare e capire, oltre ad aiutarti profondamente, ti fa rivivere quello che credevi sepolto per sempre”. Nelle parole di Aure Marra Majandi è espresso tutto il significato di questo romanzo. La protagonista, Angela, conduce una vita silenziosa. Il suo unico legame è con la montagna, la sua unica compagnia la pittura. Nelle passeggiate tra i boschi si abbandona alla meditazione, lasciando lievitare il suo spirito oltre le cime degli alberi fino a perdere contatto con la materialità delle cose. In questo mondo magico, fa la comparsa Mirko, un uomo di città che, improvvisamente, scuoterà il suo animo e le permetterà di vivere un sogno a occhi aperti. Sara, l’inconsapevole testimone dell’ultimo incontro tra i due innamorati, ripercorre i ricordi di Angela, anche quelli più mesti e indicibili: i ricordi di una vita mai del tutto vissuta fino in fondo.
Aure Marra Majandi è nata e ha vissuto a Genova, ma da anni risiede a Loano dove per molti anni ha insegnato Tecnica ed Economia Aziendale. Ha pubblicato Il sole non scalda le nuvole (1997, Nuovi Autori, Milano), Riflessi nell’acqua(2000), Camilla e la Rosa (2004) e La famiglia di Camilla(2009).
Mercoledì 24 luglio
LEONARDO CAFFO
presenta
IL MAIALE NON FA LA RIVOLUZIONE
Sonda Editore
conduce Gloria Bardi
Perché il solo nascere di un’altra specie deve significare la condanna a morte o lo sfruttamento? Ogni giorno, esclusivamente a scopo alimentare uccidiamo milioni di animali di grossa taglia, che diventano 50 miliardi in un anno. Gli animali vengono mangiati, indossati, usati per la ricerca scientifica o, se fortunati, messi dietro le sbarre di uno zoo oppure esposti alla berlina in un circo. Chi ignora tutto questo forse è felice e inconsapevole: vive pensando che i peggiori dei mali siano oggi superati e che, nonostante tutto, la nostra vita sia una vita innanzitutto morale.
Per capire cosa ne è, oggi, di tutto questo dolore bisogna scrivere non da animalisti, ma da animali. La domanda che guida questo saggio diventa dunque: che cosa penserebbe un maiale se avesse avuto la possibilità di indicarci la strada per quella rivoluzione che è la sua liberazione – ovvero la liberazione animale?
Una confutazione appassionata e rigorosa di tutte le visioni che relativizzano la sofferenza degli animali, con uno sguardo sempre attento alla società (dai cani liberati di Green Hill in Italia, a quelli sterminati in Ucraina, al nascente partito «animalista») e alle sue contraddizioni. Una riflessione per ridefinire gli obiettivi del movimento di liberazione animale attraverso la definizione e la pratica dell’«antispecismo debole» – una nuova teoria, per un nuovo mondo.
Nato a Catania nel 1988, Leonardo Caffo è filosofo e attivista sui temi antispecisti. Lavora attualmente presso l’Università degli Studi di Torino dove è membro del LabOnt: laboratorio di ontologia.
È Associate Fellow dell’Oxford Centre for Animal Ethics e collabora – tra le altre cose – alle pagine culturali del settimanale «Gli Altri: la sinistra quotidiana» e di «Lettera Internazionale», oltre a essere redattore per la «Rivista d’Estetica» e direttore di «Animal Studies: Rivista Italiana.
Venerdì 26 luglio:
NOEMI CUFFIA
presenta
IL METODO DELLA BOMBA ATOMICA
LiberAria Editore
Celeste comprende tutto e tutti. Tranne i battiti del suo cuore. Un cuore che se sforza troppo le fa male. Un cuore che deve tenere a bada per evitare che diventi troppo ingombrante. Il suo cuore, più veloce della media, si placa solo vicino a Leone. Ogni volta che corre nel parco con lui, ogni volta che finge di dormire accanto a lui, ogni volta che pensa a Leone e non ricorda perché stanno insieme. Da quando erano bambini. Che cos’è l’amore? Una pianta rampicante che si estende senza direzione precisa o una gardenia solitaria la cui quieta bellezza insegna a guardare il mondo nel modo più giusto, con appassionata bellezza? Celeste non lo sa. Leone invece ama Celeste e prendersi cura di lei, ogni momento della sua vita, gli sembra naturale. Leone non ha bisogno di chiedersi il perché. Conosce a memoria i silenzi della sua donna e sa come porvi rimedio con il metodo dello bomba atomico: quando a Celeste sembra di non avere scelta, Leone la obbliga a scappare. Ovunque, pur di allontanare il male. Ma il male non è sentimento che a un certo punto si smette di provare. Il male è un’ossessione. È una palpitazione d’amore. È un segreto. Un mistero. Un uomo. Umberto. Forse l’unico uomo che Celeste abbia mai amato in vita sua… In una Torino inaspettata, Noemi Cuffia racconta una passione amorosa che è una sorta di doppia spirale: nutre e distrugge un amore che supera i cento battiti al minuto.
Noemi Cuffia è nata a Torino nel 1980. Ha studiato Lettere, laureandosi in letteratura angloamericana con una tesi su Martin Amis e la scrittura autobiografica. Ha successivamente frequentato un Master in progettazione editoriale allo IED di Torino. Tra moltissimi stage ed esperienze varie in editoria e pubblicità , ha aperto un blog, “Tazzina di caffèâ€, per mettere insieme le idee e le sue due più grandi passioni: i romanzi e il caffè. Oggi lavora come social media strategist e collabora con l’ufficio stampa dei progetti speciali del Salone del Libro. Alcuni suoi racconti sono apparsi su diverse testate online e sulle riviste «Nuovi Argomenti» e «Abitare». Il metodo della bomba atomica è il suo primo romanzo, pubblicato da LiberAria Editrice.
Sabato 27 luglio:
CLAUDIO PAGLIERI,
presenta
L’ENIGMA DI LEONARDO. UN’INDAGINE DEL COMMISSARIO LUCIANI
Edizioni Piemme
conduce Luca Battaglieri
E’ una delle estati più calde degli ultimi anni, e neanche la Riviera Ligure scampa a quell’afa che mozza il fiato. A Villa Moncalvo, il conte regge tra le mani il suo bene più prezioso. Suo padre gliel’aveva detto: “E un ritratto preso di profilo e t’inganna. Tu credi di poterlo guardare senza essere visto, in realtà è lui che legge dentro di te.” Ma ora che la fine è imminente, il vecchio, senza moglie né figli, non deve rendere conto a nessuno. Forse solo a quel tesoro che nasconde da una vita, e che ora vorrebbe proteggere da mani avide. Quelle di Agnese, per esempio, la badante polacca che infatti, alla sua morte, si premura di “fare pulizia” nella casa, come giusta ricompensa per anni di fatica e dedizione. Una sollecitudine che non resta a lungo senza conseguenze. Nemmeno con Marco Luciani l’estate è molto clemente. Anche se a rubare il sonno al commissario della polizia di Genova non è il caldo, ma il pianto disperato del nuovo datore di lavoro. Alessandro è arrivato circa tre mesi prima, abbandonato in una cesta davanti alla sua casa di Camogli, e da quel momento la vita di Luciani non è più stata la stessa. Ma seppur messo a dura prova, il commissario non ha perduto il suo istinto. Sa che anche di fronte a una morte all’apparenza naturale bisogna porsi delle domande. Soprattutto se su di essa aleggia lo spettro di un capolavoro dal valore inestimabile, di cui si sono perse le tracce.
Domenica 28 luglio
FARIAN SABAHI
presenta
NOI DONNE DI TEHERAN
Alla vigilia del voto in Iran un racconto in prima persona sulle origini della capitale iraniana e sulle sue contraddizioni, sui diritti delle minoranze religiose e delle donne. Donne protagoniste in molti campi, persino nello sport, ma che sono ancora in fondo solo un tassello nella propaganda di regime. Un testo animato dai versi dei grandi poeti persiani che affronta anche con ironia i tempi più complessi, nel tentativo di abbattere i più vieti stereotipi sull’Islam.
Farian Sabahi (1967) è giornalista professionista. Nata in Italia da padre iraniano e madre italiana, si è laureata in Italia e ha conseguito il Ph.D. in Storia dell’Iran presso la School of Oriental and African Studies di Londra. Scrive di mondo musulmano e Medio Oriente su Il Sole 24 Ore. È opinionista sulle questioni iraniane per il quotidiano La Stampa. Collabora anche ai settimanali Io donna, D di Repubblica e Diario, esclusivamente su temi riguardanti l’Islam e l’Iran. Dal 1997 al 1999 corrispondente da Londra per la Radio Svizzera e, dal 1999 a oggi, inviata in Medio Oriente (Iran, Iraq, Pakistan, Yemen, Siria, Libano, Tunisia, Oman, Emirati Arabi, Georgia, Armenia, Azerbaigian, Uzbekistan). Collabora, sulla stessa area geografica, anche a Radio 24 e Radio Popolare. Dal 2004 è spesso ospite delle trasmissioni L’infedele di Gad Lerner e di Omnibus su La7, di Uno mattina su Rai Uno, di Sabatodomenica di RaiUno, di Puntoacapo su Rai due, di Punto donna su Rai Tre, di Ballarò su Rai Tre, di Controcorrente e Stealth su Skytg24. Gli interventi riguardano principalmente l’Iran, la condizione femminile nell’Islam e l’immigrazione musulmana in Europa.
Farian Sabahi è autrice delle seguenti monografie:
• Islam: l’identità inquieta dell’Europa. Viaggio tra i musulmani d’Occidente (Il Saggiatore, Milano 2006, si tratta di un viaggio nelle moschee d’Europa)
• Storia dell’Iran (collana Novecento, Bruno Mondadori, novembre 2003 di cui nel giugno 2006 è uscita la nuova edizione aggiornata all’Iran di Ahmadinejad)
• The Literacy Corps in Pahlavi Iran (1963-1979): political, social and literary implications (Sapiens, Lugano, 2002)
Attività accademica: insegna Islam e democrazia alla facoltà di scienze politiche di Torino, il modulo Islam e democrazia al Master in diritti umani dell’Università di Siena, e il corso Modelli d’integrazione al Master FSE per manager dell’immigrazione all’Università Bocconi di Milano, dove ha anche tenuto il corso Capire l’Islam (2001-2002). Nell’anno accademico 2002-2003 è stata titolare del corso L’évolution politique et sociale en Iran au XXème siècle presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Ginevra.
Lunedì 29 luglio
FLAVIO MENARDI NOGUERA E ITALO VESCOVO
presentano
UN INEDITO DI GIUSEPPE VERDI A FINALE LIGURE
Un inedito di Giuseppe Verdi ritrovato a Finale Ligure. Si tratta di una copia non autografa di un “Tantum ergo a voce di basso†che non corrisponde a nessuno dei “Tantum ergo†presenti nel catalogo delle opere del compositore del quale quest’anno ricorre il bicentenario della nascita. L’inedito è stato ritrovato da Flavio Menardi, direttore della Mediateca Finalese e della Sezione Musicale di Conservazione e da Italo Vescovo, docente di composizione presso il Conservatorio di Fermo.
Il manoscritto fa parte di un corposo fondo anticoche nel 2005 la Società Filarmonica di Finalborgo ha depositato presso la Sezione Musicale di Conservazione della Biblioteca Mediateca finalese che ha avviato un lavoro di riordinamento dei manoscritti e nel corso di questa indagine è stato ritrovato il lavoro verdiano.
Effettuate le verifiche del caso, i due studiosi hanno subito intrapreso lo studio del manoscritto(partitura e parti), la sua trascrizione e collazione in vista di una prossima edizione critica. La prima esecuzione assoluta del “Tantum ergo†si terrà nel corso di un concerto verdiano vocale e strumentale all’interno della nona edizione della stagione musicale della città di Finale Ligure, “Percorsi Sonoriâ€.






