A due giorni dalla presentazione della proposta di bilancio è difficile stare zitti e far finta di niente di fronte alle esternazioni del PD genovese, capogruppo Farello in testa.
Un Farello che si dichiara sorpreso e deluso per l’intervento sull’aumento relativo agli affitti a canone concordato o è una persona che non ha capito quanto detto e ripetuto in occasione di tre riunioni di maggioranza sul tema del bilancio o, peggio, è persona che non agisce in buona fede.
Era stato spiegato, infatti, che l’aumento dell’1 per mille dell’IMU prima casa permetteva un’entrata di 27 milioni salvaguardando le detrazioni per gli affitti a canone concordato.
Come SEL abbiamo abbracciato questa soluzione contrariamente al PD che ha puntato (motivazione ancora da capire!!) ad un aumento dello 0,8 per mille che veniva a far mancare oltre 5 milioni di entrate necessarie a quel punto recuperabili con la riduzione, se non l’eliminazione delle agevolazioni sugli “affitti calmieratiâ€. Ora resta da vedere se in proposito il PD genovese marcerà con Truzzi e svariati altri contro l’aumento dell’IMU, delle abolizioni delle detrazioni suddette e sulla TARES, ovviamente contro il Comune di Genova così come non si è fatto e non si fa contro i governi nazionali che obbligano i sindaci a tali antipatiche strettoie.
Governi che, ricordiamo, sono passati dal Berlusconi ter a quello di Monti sostenuto da PD e PDL per arrivare ad oggi con il governo Letta sostenuto da PD, PDL e Monti (sembra il gioco delle tre carte!).
Per concludere, visto inoltre che Farello & c. accusano di “ostilità ed indisponibilità ideologica†SEL per un intervento chirurgico sulle Aziende partecipate del Comune, riprecisiamo: non condividiamo la posizione, quella sì ideologica, di chi vuole privatizzare, in tutto o in parte, Aziende di cui occorre invece conoscere l’esatta condizione finanziaria, eventuali limiti organizzativi e aziendali, limiti e responsabilità dei manager, per addivenire alle soluzioni più opportune nell’interesse del Comune e dei cittadini genovesi.
Tra l’altro, ammesso che fossimo colpiti da insanabile ed improvvisa follia, se decidessimo la “svendita†di AMT (come già accaduto con i francesi e con quali risultati!), di AMIU e via elencando, le poche entrate che si realizzerebbero in tempi inutili per le previsioni di bilancio 2013 e forse per fare anche quelle del 2014, senza contare che andrebbero in conto capitale e non per le spese di parte corrente, liberando risorse indirettamente sull’abbattimento del debito quindi degli oneri passivi.
Come SEL ribadiamo, quindi, IMU al 6 per mille e salvaguardia delle agevolazioni sugli affitti a canone concordato, ulteriori recuperi dai “dividendi†delle partecipate in salute (AMIU e ASEF), recuperi ulteriori sulle spese energetiche e telefoniche e, non oltre la prossima metà di settembre, avviare i tavoli di esame e confronto su tutte le partecipate senza pregiudiziali da parte di nessuno.
Nel frattempo, magari, potremmo compattamente, partiti della maggioranza comunale, associazioni degli inquilini e dei proprietari, quelle dei consumatori, organizzazioni sindacali, promuovere una manifestazione di protesta cittadina per condannare le politiche governative sin qui portate avanti e sollecitare le risposte attese dai Comuni al presidente in carica Letta ed al suo ministro Del Rio (che sino a ieri era a capo dei comuni italiani per le stesse identiche rivendicazioni!)
Antonello Sotgiu – segretario provinciale Sel Genova






