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Pellerano (Lista Biasotti) su Val Bisagno: “Necessario un sopralluogo del torrente Mermi”

«Chiediamo un sopralluogo urgente da parte degli assessori regionali all’Ambiente e all’Urbanistica, insieme ai tecnici degli uffici competenti del Comune di Genova, perché si verifichi lo stato di sicurezza idrogeologica nella zona del cantiere, rimasto abbandonato per mesi, del nuovo centro commerciale in costruzione a passo Ponte Carrega, a circa 200 metri da piazzale Adriatico, uno dei quartieri genovesi più gravemente colpiti dall’alluvione del 4 novembre 2011». Così Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che ha depositato un’interrogazione sullo situazione della zona della Val Bisagno dove, dal settembre 2011, è aperto, ma non concluso, un cantiere per la costruzione di un nuovo centro commerciale da parte dalla società Coopsette.

«Proprio nel vallone, stretto e ripido, dove oggi sorge un enorme scheletro di cemento armato – spiega Pellerano – scorre un affluente del Bisagno, il torrente Mermi, il cui fango, durante la scorsa alluvione, provocò danni enormi alle abitazioni e ad alcuni esercizi commerciali di piazzale Adriatico e di passo Ponte Carrega. Nonostante lo stato di emergenza proclamato l’11 novembre 2011 dal presidente del Consiglio e sebbene ancora numerose famiglie della zona vengano evacuate dalle proprie abitazioni in caso di allerta meteo, i lavori di sbancamento per la costruzione del nuovo centro commerciale sono proseguiti senza sosta fino a interrompersi, un anno fa, sembra, per alcuni problemi della società costruttrice.

Quello che appare oggi è la sagoma di un edificio incompleto, i cui volumi – 300 metri di lunghezza e 40 di altezza – sorgeranno all’interno di un vallone dove il torrente Mermi scorre in un greto seminascosto dalla vegetazione, per poi confluire nel Bisagno dopo aver attraversato un tratto coperto che – nonostante l’avvenuto sbancamento di una parte della collina – deve ancora essere messo in sicurezza. Inoltre, all’interno della zona di cantiere, giacciono da mesi abbandonati laterizi, terre di scavo e materiale edile vario che – qualora si verificassero intensi episodi piovosi e nubifragi – potrebbero probabilmente essere portati a valle, ostruendo ulteriormente il corso d’acqua del torrente.

Vorrei ricordare, infine, che la zona dove si sta costruendo questo enorme centro commerciale, fino a tre anni fa, era in larga parte occupata da piccoli orti ed aree verdi che gli abitanti tenevano pulite e coltivate.

Dopo i tragici eventi del 2011, abbiamo, purtroppo tragicamente, avuto la conferma che proprio l’abbandono delle campagne nelle aree di cintura della grande Genova, la cementificazione selvaggia e il tombinamento dei rivi sono le prime cause delle alluvioni che hanno procurato enormi danni e perdite di vite umane a Genova e alla Spezia.

Ritengo che, anche per rassicurare gli abitanti della zona che ancora hanno vivo il ricordo di quei giorni del novembre di due anni fa, sarebbe opportuna una visita da parte degli assessori regionali competenti per una verifica tecnica dell’assetto idrogeologico della zona e dello stato di messa in sicurezza del torrente Mermi, anche in previsione della concentrazione di utenti e dei maggiori flussi di traffico che insisteranno nel quartiere una volta che il centro commerciale sarà completato e aperto al pubblico».