L’ex attaccante interista, attualmente Presidente del Camerun, apre la Milano Football Week con l’incontro “Eto’o, il Leone Nerazzurro”
L’incontro “Eto’o, il Leone Nerazzurro” apre la Milano Football Week, la manifestazione organizzata da La Gazzetta dello Sport, con il patrocinio del Comune di Milano, in programma dal 12 al 14 maggio a Milano. Un evento unico dedicato allo sport più amato al mondo, che coinvolgerà tifosi e appassionati.
L’ex attaccante nerazzurro, intervistato da Andrea Elefante, ha subito parlato di un argomento caldo come l’euroderby, che ha visto l’Inter vincere 2-0 la partita di andata. “Ho giocato 8 derby tra Real Madrid e Barcellona: vincerne uno è come vincere la Liga. Il derby di Milano è sicuramente altrettanto molto sentito, poi quando diventa un derby di semifinale di Champions l’atmosfera è indescrivibile. L’andata è stata una partita stupenda, soprattutto per l’Inter. Siamo molto soddisfatti del 2-0. C’è ancora tanto da fare, ma siamo a buon punto. L’Inter è scesa in campo con la mentalità giusta, il Milan ci ha messo più tempo per entrare in partita. Spero che l’Inter al ritorno entri con lo stesso piglio in campo.
Subito dopo il pensiero va alla sua esperienza nerazzurra, che l’ha visto nel 2010 protagonista del Triplete. “Moratti non è un Presidente, è il papà di tutti i giocatori. Non posso paragonarlo a un Presidente, perché non lo è. Mi ha dato la possibilità di giocare in uno dei club più importanti al mondo. Avevamo una squadra impressionante”. Un ricordo anche ai suoi compagni di squadra, uno tra tutti: Marco Materazzi. “Sono molto orgoglioso di aver giocato con Materazzi. Molte persone non lo conoscono bene: è il compagno che ogni giocatore vorrebbe nella propria squadra. Di solito parliamo con i nostri agenti di contratti: nel mio caso la parola di Materazzi è stata piu importante rispetto a quello che avrei guadagnato all’Inter.” Quindi il collegamento a sorpresa con Materazzi da Napoli, il quale ricambia i complimenti dell’ex compagno di squadra così: “Ringrazierò sempre Samuel per avermi fatto vincere la Champions, cosa che non avrebbe fatto qualcun altro”.
Nella sua carriera, Samuel Eto’o ha avuto il piacere di essere allenato da tre allenatori decisivi per la sua carriera, i quali “non mi hanno insegnato calcio, ma a vivere”. Il primo è Fabio Capello, che ha insegnato ad Eto’o “a posizionarmi con il corpo, a difendere la palla”, quindi Luis Aragones che “mi ha insegnato ad essere un uomo disciplinato” e José Mourinho, che “mi ha insegnato a giocare per gli altri: è questa la base della vita”.
Nella carriera di Samuel Eto’o, anche la storica vittoria della coppa del Re col Mallorca. “Penso di aver dato tutto per il calcio. Il Mallorca mi ha aperto le porte dell’Europa, consentendomi di giocare a calcio. Li ho imparato a essere padre. Eravamo tutti allo stesso livello, per questo ho un grande legame con tutta la squadra per la coppa che abbiamo vinto insieme.”
Tra passato e presente, uno dei simboli dell’Inter recente è Romelu Lukaku, che secondo Eto’o “non ha ancora espresso tutto il suo potenziale: è un goleador. Solo per lui, con cui ho giocato all’Everton, accettavo di restare in panchina per fargli posto. Il ritorno al Chelsea l’ha frenato, ma credo che ritrovando fiducia può essere tra i più importanti goleador al mondo”. Quindi è la volta del portiere dell’Inter, nonché suo connazionale, André Onana, con il quale ci sono state alcune incomprensioni durante il recente Mondiale in Qatar. “E’ stato un episodio triste quello del Mondiale. Sono Presidente di una Federazione, sono il padre di tutti i giocatori in Camerun applico la filosofia che adotto con mio figlio. Ho messo Onana nelle mani di un allenatore: è lui a decidere.” Nonostante l’episodio, resta forte la stima verso l’attuale portiere nerazzurro. “Per me Onana è meglio di Maignan: gioca meglio con i piedi. Parliamo comunque di due tra i più grandi portieri al mondo. Ho assicurato la società che con Onana l’Inter avrebbe fatto un grande passo in avanti.” Quindi un accenno alla sua esperienza come Presidente della Federazione Camerunense. “Mi sento un Presidente giusto, quello che avrei voluto essere: a fine giornata, quando mi guardo allo specchio e sono contento di quello che ho fatto.”
Un ultima battuta in vista della finale di Champions League, che vedrà sicuramente una squadra milanese in finale affrontare una tra Real Madrid e Manchester City. “La favorita per la Champions League? In una finale tutto è possibile. Contro il Barcellona eravamo sfavoriti: solo io e Mourinho eravamo convinti di passare. L’idea di poter affrontare grandi squadre deve essere una motivazione aggiuntiva.







