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Vicini a Berlusconi. Lontani da una giustizia che blocca un Paese democratico

On. De Martini, un commento a caldo sulla sentenza e sulla giornata di oggi?

«E’ un’assurda sentenza di una Cassazione strabica che da un lato conferma la condanna per non dispiacere e delegittimare i colleghi di Milano e dall’altra rinvia alla Corte d’Appello l’interdizione solo per dare un po’ più di tempo alla sinistra allo sbaraglio. Il tutto alla faccia degli Italiani che hanno a che fare con una giustizia che non funziona proprio. Questo è un Paese democratico, che si è letteralmente bloccato per una sentenza. E’ una situazione che deve fare riflettere sui rapporti tra politica e giustizia. Da vent’anni si cerca di eliminare un leader politico dalla scena con i processi e questo fatto è sotto gli occhi di tutti».
Esiste davvero un problema di democrazia come sostiene il Pdl? «Eccome. La giustizia italiana si è occupata di Berlusconi per 20 in maniera sproporzionata rispetto a qualunque altro imprenditore o politico e la sproporzione si vede anche nel numero di assoluzione e archiviazioni che ha ricevuto».
Gli stranieri fanno fatica a capire cosa succede in Italia: «Io sono europarlamentare europea e lo capisco bene. Ma ci rendiamo conto che l’Italia si è fermata per una sentenza della Cassazione? Che un governo rischia di cadere per un illecito amministrativo? In Europa stentano a capire ed hanno ragione. Siamo al paradosso e alla farsa».
Cosa dire a Berlusconi? «Mi auguro che voglia continuare a fare politica, perché in questo periodo di emergenza la sua è l’unica leadership che, piaccia o no, esprime una voce alternativa alla cultura dominante della sinistra e anche a livello di governo è in grado di correggere la deriva “tasse più tasse” di Letta».
Lei è parlamentare europea, come vede il ruolo di Berlusconi in Europa? «E’ fondamentale. Spero che con il rilancio di Forza Italia si lanci anche un programma di revisione totale del nostro modo di stare in Europa. Forse non è ancora chiaro a tutti, ma la Germania sta scaricando sui paesi mediterranei il peso di una crisi che nasce dalle banche tedesche e francesi che hanno usato l’euro per legarci le mani, creare un debito estero e sottrarci ricchezza. Questo deve finire, l’unico che può ancora organizzare un’opposizione è Berlusconi».