In occasione della visita a Roma, del Presidente Zelensky, Francesco Guadagnuolo lo ricorda attraverso i suoi dipinti che ha realizzato dal 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione russa contro l’Ucraina, ci racconta i circa quindici mesi del conflitto e gli orrori disumani della guerra.
Dice Guadagnuolo: «Davanti a tutto quest’orrore della guerra in atto tra Russia e Ucraina con centinaia di migliaia di morti, compresi i bambini è stato per me necessario esprimermi e prendere posizione: di carattere prettamente umanistico ed esistenziale. Ho sentito, come artista, il bisogno di esternare – con il linguaggio proprio dell’arte – la crescita esponenziale di un malessere (dell’incivilimento contemporaneo) mostrandone l’intimismo sociale e collettivo, effigiando lo stato d’animo di una dimensione umana in regresso, bisognosa sì di una nuova base ragionatrice. Ho reagito di fronte a tutto ciò, avvalendomi del mio transrealismo per smascherare il trionfo della demenza celebrale della condizione umana. La parola che ne fuoriesce è ‘disperazione’: vale a dire una dimensione psichica in cui ciascuno si cela, dietro ingannevoli esteriorità nello sconfessare gli attinenti principi etici e morali. Questa guerra contro il popolo ucraino, appartiene a tutti, un modo semplice per affermare ad alta voce: uniamoci tutti, affinché siamo ancora in tempo, per fermare questa macelleria umana!».
Questo è l’accorato appello di Guadagnuolo, artista umanitario e Ambasciatore di Pace dell’Universal Peace Federation – ONG accreditata con “Special Consultative Status” presso il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite, «il messaggio è rivolto ai potenti della Terra che non si può più continuare in questo modo, bisogna trovare urgentemente una saggia direttiva per fermare le ostilità ed un cessate il fuoco».






