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OCCUPY WALL STREET

LA PI “Noi paghiamo il prezzo dei loro misfatti. Viviamo in un sistema che socializza le perdite e privatizza i guadagni. Questo non è capitalismo. È economia distorta.”Joseph Stiglitz a Zuccotti Park                                                                                                                                                                                                               A causa di recenti tagli al budget, la luce alla fine del tunnel è stata spenta.Un cartello a Zuccotti Park                                        OCCUPY WALL STREETdi Riccardo Staglianò Scheda e video: http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/occupy-wall-street.php  Presentazioni: Roma Oggi, ore 15.00 III ed. Libri Come c/o Auditorium Parco della Musica. Interviene Antonio PascalePerugia 27.04, Festival del Giornalismo internazionale di PerugiaTorino 12.05, Salone del Libro di Torino  Chiarelettere, Reverse, pp. 160, euro 7 «Il motivo principale per cui sono venuto fin qui ha un nome e un cognome: Vlad Teichberg. Ieri era trader di Borsa, oggi è il capo di Global Revolution Tv, la Cnn degli indignati.La miglior metafora vivente per raccontare questo movimento all’insegna dei paradossi.» Il racconto di una settimana tra i militanti della protesta simbolo contro una diseguaglianza economica ormai insostenibile.Chi sono i protagonisti, com’è nato il movimento, l’importanza della rete, l’onda d’urto della rivolta egiziana, miti, letture e riti di una ribellione necessaria. SCHEDA LIBRODi certo gli indignati di Occupy Wall Street sanno cosa non vogliono. Ovvero il perdurare di questa insostenibile diseguaglianza economica dove l’1 per cento della popolazione controlla il 40 per cento della ricchezza. Loro sono il restante 99 per cento. Quelli lasciati cadere nel tritacarne del capitalismo finanziario. Che si sono stancati di veder privatizzare i guadagni e socializzare le perdite.Riccardo Staglianò è entrato dentro al movimento. Nel libro ne racconta in presa diretta la genesi. Le storie dei protagonisti e la loro visione del mondo. Ha partecipato ai loro gruppi di lavoro. Prove tecniche di democrazia diretta, dove ogni decisione si prende all’unanimità. Niente leader («Il potere corrompe»). Niente richieste specifiche («Non chiediamo permesso al sistema; ci riprendiamo ciò che ci appartiene»). Con i riferimenti culturali più diversi, da Gandhi a Gene Sharp. Una cocente delusione per Obama. E il sostegno di intellettuali da tutto il mondo, dal premio Nobel Stiglitz a Naomi Klein, Slavoj Zizek e Roberto Saviano.Alla domanda «Quanto resisterete?» rispondono: «Anche tutta la vita. Non avendo un futuro, siamo qui per inventarcelo». Li hanno chiamati ingenui, ma nella dittatura del cinismo potrebbero essere un antidoto. Se anche otterranno poco, sarà comunque tutto guadagnato. Con la passione che ci mettono, poi, nessun esito è da escludere. Come dicono in America, only the sky is the limit, non c’è limite a dove potrebbero arrivare. Riccardo Staglianò, quarantatré anni, è nato a Viareggio ed è giornalista de «la Repubblica». È autore di Bill Gates. Una biografia non autorizzata (Feltrinelli 2000) e de L’impero dei falsi (Laterza 2006) sul traffico di mer­ci contraffatte dalla Cina all’Europa. Per Chiarelettere ha pubblicato con Raffaele Oriani I cinesi non muoiono mai (2008), Miss Little China, che accompagna l’omonimo documentario di Riccardo Cremona e Vincenzo de Cecco (2009), Grazie (2010) e Toglietevelo dalla testa (2012).