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Spedizione Alpinistica dei Liguri-Apuani Manaslu 2013

Domani, venerdì 30 agosto, i dieci alpinisti liguri-apuani partiranno alla volta del Nepal per conquistare il Manaslu, la Montagna dello Spirito, che con i suoi 8163 metri rappresenta l’ottava vetta più alta del pianeta.

I componenti della spedizione sono: il capospedizione Fabrizio Molignoni (accompagnatore di alpinismo giovanile e istruttore neve e valanghe del Cai di Massa Carrara), Tiziano Boldrini (sarzanese, operatore di campo base), Maurizio Cattani (spezzino, accompagnatore di escursionismo su vie ferrate e ambiente innevato), Paolo Cavallo (spezzino, artista e scultore esperto di tradizione buddista-induista), Paolo Frittella (pisano, paracadutista del 9° Reggimento d’Assalto Col Moschin, istruttore di alpinismo, sci e scialpinismo), Luca Montanari (veneziano, guida alpina, tecnico del Soccorso Alpino e docente al Liceo della Montagna di Tione), Lorenzo Ratti (spezzino, architetto e alpinista del soccorso alpino), Edoardo Rixi (alpinista genovese, consigliere regionale e presidente del gruppo Amici della montagna della Regione Liguria), Cristiano Virgilio (fiorentino, guida alpina), Riccardo Vaira (comandante di Stazione della Guardia Forestale a Bagnone a Massa Carrara).

I protagonisti dell’impresa sono alcuni dei migliori alpinisti del territorio che uniranno le proprie forze per affrontare l’impegnativa ascesa alla vetta himalayana, senza l’ausilio di bombole d’ossigeno e con un limitato utilizzo di portatori d’alta quota.

La partenza è fissata alle ore 22.20 dall’Aeroporto di Milano Malpensa da dove decolleranno in direzione Nepal con arrivo nella capitale Katmandu il 1 settembre. Sarà la prima volta che dal territorio ligure e apuano si tenterà l’ascesa di una vetta superiore agli 8000 metri.

La spedizione è il frutto di un progetto partito più di un anno fa e portato tenacemente avanti dai promotori in sinergia fra varie realtà legate alla montagna delle due regioni confinanti: 11 Comuni patrocinanti (Genova, Carrara, Massa, La Spezia, Pontremoli, Zeri, Bagnone, Licciana Nardi, Follo, Fivizzano, Portovenere), l’Unione di Comuni Montana Lunigiana, le Province di Massa Carrara e La Spezia, le Regioni Liguria e Toscana, il Parco Nazionale delle Cinque Terre e quello dell’Appennino Tosco Emiliano, il Parco Regionale di Monte Marcello Magra e quello delle Alpi Apuane, il Corpo Forestale dello Stato, L’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia Liguria e Massa Carrara, il Gruppo Amici della Montagna Regione Liguria.

Organizzata dal Consorzio Il Cigno, dalle sezioni del CAI delle province della Spezia e di Massa Carrara, dal Cai Liguria sezione di Bolzaneto, la spedizione si avvale della preziosa collaborazione dell’Esercito Italiano 9° Rgt. Col Moschin e si svilupperà, per un totale di 45 giorni, nei mesi di settembre e ottobre 2013, in concomitanza col 150o anniversario del Club Alpino Italiano. La squadra ricalcherà le orme della prima salita alla cima, avvenuta nel 1956, sulla via dei Giapponesi, utilizzando quattro campi intermedi, oltre al campo base posto a quota 4850 metri, situato sulla morena del ghiacciao Manaslu, ai piedi della parete nord-est.

Proprio il campo base della montagna nepalese sarà il palcoscenico per alcuni degli avvenimenti più importanti della spedizione. Caratteristica distintiva della squadra è infatti la forte attenzione ai temi dell’incontro fra culture diverse e ai valori dell’amicizia e della fraternità fra i popoli: «Il Campo base del Manaslu – spiega il capo-spedizione Fabrizio Molignoni – è un vero crocevia di culture, lingue e tradizioni diverse. Un punto di incontro e scambio difficilmente ripetibile altrove. Sono centinaia infatti i componenti delle varie spedizioni, provenienti da ogni paese del mondo, che si trovano nello stesso momento alla base della vetta accomunate dalla passione sportiva, l’amore per la montagna e per gli ambienti incontaminati. Si condividono momenti forti in cui ci si mette totalmente a nudo: si rimettono in discussione le proprie certezze. Insieme a noi ci saranno spedizioni rumene, americane, asiatiche, inglesi e americane».

La spedizione è anche l’occasione per un’operazione di marketing territoriale sui generis. «Porteremo i prodotti locali delle nostre due regioni oltre quota 4mila metri e li faremo conoscere altri componenti delle varie spedizioni internazionali che saranno presenti nel campo base del Manaslu, anticipando il tema cibo-natura-uomo al centro di Expo 2015 – spiega Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord e unico componente genovese della spedizione – La sfida nella sfida sarà cucinare i testaroli al pesto, il piatto che unisce idealmente la tradizione culinaria ligure-apuana, a quota 8mila metri, magari festeggiando il raggiungimento della vetta».

Tra i viveri che gli alpinisti porteranno al campo base: olio e olive 100% taggiasche di Olive di Dolceacqua snc, il salame Sant’Olcese De.Co. del salumificio Cabella, il lardo di Colonnata Igp della larderia Mafalda, il vino vermentino doc Colli di Luni dell’ azienda La Felce e della Cantina di Nonno Pescetto, olio extravergine d’oliva dell’azienda agricola La Sarticola, la farina Antico Grano Bianco della azienda agricola La Giara, il formaggio dell’azienda agri-turistica la Debbia, i testaroli, il miele della Strada del Miele (Calice al Cornoviglio-Tresana-Mulazzo) e altri prodotti della condotta Slow Food La Spezia-Cinque Terre-Val di Vara e Levanto.

E l’immancabile pesto genovese offerto dal Genovese di Roberto Panizza, l’organizzazione del campionato mondiale del pesto che ha inventato, per l’occasione, una speciale confezione “zainabile” della tipica salsa ligure.

Gli sponsor della spedizione sono : Ferrino, Mico, Flower Gloves, NMF group, Kayland, S.O.D, Aero Sekur, Alpstation Sarzana, Ottica Venturini, Scuola Edile Spezzina, Alba Ventura Srl, Acamtel-Clouditalia, Comfer, Defcon 5, Turistar, Rotary Club Marina di Massa-Riviera Apuana, Cooperativa Miticoltori Spezzini, Lunatica sas Comune della Spezia, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Bar Gelateria Paradiso, Molignoni e Bedini Assicurazioni Snc, il Cantinone di Particelli Luigi, Bar-gelateria Paradiso, Lorenzini Autolinee, Siani Service Srl. Media partner: Radio Nostalgia.

 

Non solo alpinismo. Sulla vetta himalayana, mitili, testaroli, pesto, lardo e tanti altri prodotti offerti dalle aziende per far conoscere la ricchezza eno-gastronomica del territorio

Fra gli obiettivi più importanti della Spedizione Alpinistica dei Liguri Apuani Manaslu 2013 compare sicuramente la valorizzazione del territorio di appartenenza: “Alla base di tutto – afferma Silvano Zaccone, Presidente del Consorzio il Cigno fra i promotori dell’impresa – sta un forte atto simbolico: dare forza e voce all’area conosciuta come Lunigiana nella sua accezione più ampia e storica e rinsaldare i rapporti di vicinanza, amicizia e collaborazione fra i territori che ne sono parte”.
Ecco perché la spedizione si è fatta vetrina delle peculiarità e delle eccellenze locali. A partire da quelle eno-gastronomiche.
Tante sono le aziende che hanno aderito a questa iniziativa e che si sono unite al progetto allargando man mano il paniere dei viveri che gli alpinisti avranno negli zaini e l’area di provenienza dei prodotti: si va dalla Lunigiana al Genovesato, da Massa Carrara alla Spezia con alcune incursioni in Emilia e nel Savonese.
Per l’occasione i prodotti sono stati confezionati in maniera speciale, adatti ad essere conservati a lungo e ad essere trasportati pesando il meno possibile sulle spalle. Partiranno dunque con gli alpinisti: il lardo di Colonnata Igp della larderia Mafalda, il vino vermentino doc Colli di Luni dell’azienda La Felce e della Cantina di Nonno Pescetto, l’olio extravergine d’oliva dell’azienda agricola La Sarticola, la farina Antico Grano Bianco della azienda agricola La Giara, i testaroli a marchio Lunigiana in Tavola di Lunigiana Alimentare. E ancora: il formaggio e i salumi dell’azienda agri-turistica la Debbia, il formaggio Parmigiano Reggiano Dop del Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano, i mitili della Cooperativa Miticoltori Spezzini, il miele della Strada del Miele di Calice al Cornoviglio, Tresana, Mulazzo. Ed inoltre l’ olio e le olive 100% taggiasche di Olive di Dolceacqua snc, il salame Sant’Olcese De.Co. del salumificio Cabella e il pesto offerto dal Genovese di Roberto Panizza.
In linea con l’intento di puntare i riflettori sulla ricchezza e sull’unicità del territorio, gli organizzatori hanno curato molto anche l’aspetto partecipativo della spedizione a cui è stata assicurata un’importante risonanza sia a livello locale, che regionale e nazionale. Un denso cartellone di appuntamenti divulgativi e di promozione, fra la proiezione di filmati e immagini, conferenze e cene conviviali, ha fatto conoscere al grande pubblico quest’avventura titanica. “Abbiamo sentito l’esigenza di promuovere i valori di quest’impresa che, oltre ai contenuti strettamente tecnici e alpinistici, racchiude i valori profondi del rispetto dell’ambiente, dell’amore delle nostre montagne e delle nostre regioni”. Afferma il capo-spedizione, Fabrizio Molignoni. E il pubblico ha risposto bene dimostrando grande amicizia e stima per la squadra: agli incontri le sedute erano spesso tutte occupate, con il record di più di 200 presenze assicurato dalla cena del 27 luglio a Piana Battolla (Follo, SP). Circa 800 sono le cartoline promozionali ad oggi acquistate, che verranno poi spedite dagli alpinisti direttamente dall’Himalaya a chi ha deciso di contribuire all’impresa, e più di 200 le T-Shirt.
E gli eventi non si fermeranno con la partenza della squadra che, al proprio ritorno dal Manaslu, realizzerà altri incontri e un tour didattico nelle scuole dei Comuni patrocinanti per raccontare la propria esperienza e trasmettere il rispetto e i valori dell’ambiente, specie degli ecosistemi ancora incontaminati, ai bambini e ai ragazzi.

Queste l’elenco dei prodotti e delle aziende partner della Spedizione:

I mitili della Cooperativa Miticoltori Spezzini (La Spezia)
I mitili sono allevati nel Golfo della Spezia, in quel tratto di mare compreso tra il parco delle Cinque Terre e il parco del Magra, nel bellissimo mare di Lerici premiato da anni con la bandiera blu, nel mare di Portovenere nella baia della splendida Isola Palmaria.
Sono prodotti da 86 soci che si tramandano un’attività oramai secolare, di padre in figlio, con metodi antichi, che permettono di mantenere una produzione autoctona.

Il vino vermentino Doc Colli di Luni dell’Azienda Agricola La Felce (La Spezia)
L’azienda, di Andrea Marcesini, è situata ai piedi delle colline di Ortonovo, in provincia della Spezia, e presenta una produzione di vini di qualità tra cui spicca la doc Colli di Luni Vermentino. Le tecniche di produzione sono molto curate e specializzate e consentono di ottenere una qualità molto elevata. La igt Golfo dei Poeti Rosso è ottenuta dalla vinificazione di uve Cabernet e Merlot. L’azienda produce anche un vino bianco e rosso da tavola, ottenuti con la vinificazione di uve autoctone.
Il vino vermentino Doc Colli di Luni della Cantina del Nonno Pescetto (La Spezia)
L’azienda ha mantenuto le antiche tradizioni della famiglia che già 120 anni fa iniziò a vendere il vino che produceva nei suoi vigneti. Partendo dal rispetto della tradizione, sono state adottate nuove tecniche di vinificazione per ottenere un vino che sia un classico dei nostri giorni. La produzione trae origine da uve provenienti da vigneti situati nella zona della Doc “Colli di Luni” e della Igt “Golfo dei Poeti”.
Olio extravergine d’oliva dell’Azienda Agricola La Sarticola (La Spezia)
Situata in località Sarticola ad Ortonovo, in provincia della Spezia, l’azienda della famiglia Antonelli si estende per circa 4 ettari e si dedica principalmente alla produzione di olio (le cui varietà principali sono la razzola, la prempesa, la lantesca, il frantoio);vino (con le coltivazioni di uve di Vermentino e di Merlot); miele di millefiori, ortaggi di stagione (pomodori, basilico, melanzane, zucchini, patate, cavoli…) e animali di bassa corte (polli, galline, oche, fagiani, piccioni, anatre, faraone).

La farina dell’Azienda Agricola La Giara (La Spezia)
Oltre a vino, olio extravergine di oliva e miele l’azienda della famiglia Pascotto produce da alcuni anni farro e grano. L’azienda fa parte della Comunità del Cibo Slow Food “L’Antico Grano Bianco delle Valli di Suvero” che comprende una dozzina di produttori che si dedicano alla produzione di una antica varietà di grano un tempo coltivato nei territori malaspiniani. L’Antico Grano Bianco deve il suo nome al tipo di frumento duro e tenero proveniente da semi conservati e distribuiti da alcuni agricoltori custodi della Comunità.
La coltivazione deve rispettare le condizioni e i requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione e viene effettuata esclusivamente nel territorio del Comune di Rocchetta di Vara e di quello dei Comuni limitrofi della valle del Vara.

Formaggi e salumi dell’azienda agri-turistica La Debbia di Suvero (La Spezia)
L’azienda agri-turistica La Debbia, della famiglia Ferrante, si trova immersa nel verde dell’Alta Val di Vara. Si estende per 40 ettari di prati, pascoli e boschi di castagni e lecci secolari. Nei prati pascolano tranquillamente gli animali allevati in azienda: bufali, bovini, ovini, suini, asini e cavalli. La Debbia è il primo allevamento di bufali in Liguria, oggi certificato biologico da Suolo e Salute. In azienda viene inoltre allevato il gallo nero della Val di Vara, presidio slow food: si tratta di un pregiato animale che vive rigorosamente all’aperto e che viene macellato solo al termine del suo ciclo fisiologico di circa nove mesi .

I testaroli Lunigiana in Tavola di Lunigiana Alimentare (Massa-Carrara)
Lunigiana Alimentare, nome dell’azienda proprietaria del marchio Lunigiana in Tavola, nasce nel 1992 per opera di Domenico Bonfigli (amm.re aziendale) e del figlio Nicola (per la parte commerciale) come piccolo laboratorio dolciario, sito in un paesino del comune di Fivizzano, e con una produzione di biscotti, torte dolci ed altro affine a marchio Forno di Lunigiana e con una clientela rappresentata soprattutto dal dettaglio tradizionale.
Il boom commerciale avviene nel 1998 con l’ allargamento della produzione a Panigacci, Testaroli e Torte di Verdura, articoli inseriti nell’arco dei tre anni successivi in quasi tutte le catene della grande distribuzione presenti nelle province di MS – SP – GE – LU – PI – PR. Nel frattempo a seguito della creazione del nuovo ed ancora attuale marchio Lunigiana in Tavola, l’ azienda decide di cominciare anche a distribuire articoli non direttamente prodotti, ma pur sempre tipici del territorio come la Pasta artigianale, il Miele, la Farina di Castagne e di Mais, i Funghi porcini, l’ Olio di oliva, il Vino ed il Farro, facendone l’ azienda leader di settore.
Il Lardo di Colonnata Igp della larderia Mafalda (Massa-Carrara)
L’antica larderia “Mafalda”, di G.M.R & C. sas, è attiva sul territorio carrarese già da diverse generazioni, quando il “lardo” era solo il companatico povero dei cavatori. La larderia produce lardo di Colonnata Igp, crema di lardo di Colonnata, pancetta e vino di Candia: un particolare vigneto tipico dei colli apuani.

Il Parmigiano Reggiano Dop del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano
Il formaggio più famoso in Italia e nel mondo nasce ai piedi dell’Appennino Reggiano e Parmense, ed è la piena espressione di quel paesaggio in cui si alternano prati, pascoli di erba medica e boschi.
Oggi i produttori si sono adeguati alle prescrizioni delle aziende sanitarie, ma le campane, o “caldere”, non sono molto diverse da quelle della tradizione: in acciaio con l’interno rivestito di rame, contengono circa 10 quintali di latte, che viene in parte scremato in apposite vasche (la mungitura della sera). In ogni caldera si producono due forme di Parmigiano Reggiano. Oggi il disciplinare della denominazione d’origine limita la zona di produzione alle province di Parma, Reggio, Modena, Bologna (riva sinistra del Reno) e Mantova (riva destra del Po). E il Parmigiano Reggiano dell’Appennino ha una marcia in più: nasce in un contesto ambientale dove l’impatto delle attività umane è minore e dove il clima è migliore che in pianura.

Il pesto de Il genovese di Roberto Panizza, ditta Rossi (Genova)
La ditta Rossi, attiva dal 1947 a Genova, è specializzata in produzione e vendita di prodotti della gastronomia locale di alta qualità. Il titolare Roberto Panizza, organizzatore del Campionato mondiale del pesto al mortaio, produce la tipica salsa genovese con una profonda attenzione nella scelta degli ingredienti: il basilico Genovese dop rigorosamente prodotto in Liguria, l’aglio di Vessalico, il Parmigiano Reggiano 24 mesi, Pecorino Fiore Sardo, Pinoli, Sale marino di Trapani e l’olio Extra Vergine di Oliva. Per la spedizione ha ideato una particolare confezione “zainabile” per mantenere inalterati, anche in alta quota, il gusto e la qualità del pesto.

Olio e olive di Olive di Dolceacqua snc (Imperia)
L’azienda, dell’entroterra imperiese, produce una sola varietà di olio, ricavata al 100% da olive taggiasche. La produzione nasce da uliveti presenti sul territorio di Dolceacqua da oltre un secolo. Una tradizione che si è tramandata di padre in figlio custodendo il segreto della qualità.

Il salame Sant’Olcese De.Co. del salumificio Cabella (Genova)
L’azienda produce dal 1911 il celebre salame di Sant’Olcese di Denominazione Comunale, oltre che mostardella, testa in cassetta e bresaola. Impresa familiare alla quarta generazione, il salumificio Cabella è fornitore ufficiale del duca d’Aosta e medaglia d’oro della Camera di Commercio di Genova, impresa storica d’Italia.

 

 

Gli alpinisti:

1. Fabrizio Molignoni (capo-spedizione)
Nato a Torino il 22 giugno 1959, vive a Carrara da oltre 40 anni, ama la Lunigiana, in particolare Pontremoli dove spesso si rifugia con la famiglia.
Sposato, un figlio, un cane golden, ha con la montagna un rapporto antico.
Originario per ramo paterno della trentina Val di Rabbi, è là che muove i primi passi verso una passione che non abbandonerà più. Si è dedicato all’alpinismo, all’escursionismo e all’attività con i giovani e per l’ambiente. Predilige l’alpinismo classico ed esplorativo.
Già Presidente del C.A.I. di Carrara e Membro della Commissione Centrale di Alpinismo Giovanile, è Accompagnatore di Alpinismo Giovanile e Istruttore Neve e Valanghe del C.A.I.
Ha preso parte a due spedizioni alpinistico-scientifiche nell’Himalaya indiano organizzate negli anni ‘90 dal C.A.I. di Carrara, portando a termine la prima salita italiana al monte Mulkila m.6517, massima elevazione della regione del Lahul, ai confini tra India e Tibet.
Dal 2004 al 2011 ha preso parte ad altre 5 spedizioni extraeuropee: 2004, Aconcagua nelle Ande argentine; 2006, Monte Elbrus nel Caucaso centrale (spedizione internazionale di Alpinismo Giovanile); 2007, Kilimanjaro, per la via “Machame”; 2008 Toubkal, nell’Alto Atlante; 2011, Cordillera Real nelle Ande boliviane, dove ha salito le vette Ancohuma m.6430 (prima stagionale invernale); e ancora, Illimani Pico Sur, m.6462; Huayna Potosì, m.6088, Condorìri m.5650, Pequeno Alpamayo m.5375 e Pico Austria m.5350.
Appassionato di ghiaccio e misto, ha anche affrontato 60 salite ai 4000 delle Alpi e circa 160 ascensioni sulle Alpi, oltre a numerose salite sulle Alpi Apuane.
Negli ultimi anni, al fascino delle alte vette si è affiancata l’emozione di arrivare al rifugio col suo bambino, al quale trasmette l’amore per la montagna e il rispetto per un ambiente straordinario.

2. Paolo Frittella (organizzazione/Pianificazione Equipaggiamenti)
Nato nel 1963, vive a San Giuliano Terme (PI). Dopo aver frequentato l’Istituto tecnico commerciale, entra nella Scuola Allievi Sottufficiali e viene selezionato per le Forze Speciali. Oggi opera al 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti Col Moschin. Istruttore di Alpinismo, Sci e SciAlpinismo., per 15 anni ha fatto parte delle unità operative prestando servizio in numerosi paesi del Centro e Nord Africa, Medio Oriente, Oriente, negli Stati Uniti e in Europa. Lasciate le unità operative, ha intrapreso in maniera continuativa le attività d’arrampicata e alpinistica. Si allena in falesia e, periodicamente, svolge attività alpinistica. Ha scalato diverse volte: la cima del Bianco, fra le quali l’Innominata, la via Biancograt al Bernina; la Cresta del Leone al Cervino; la traversata e la Nord del Lisskam via Neruda; alcune vie alla Sud della Marmolada; una via al Disgrazia, la Nord del Gran Paradiso del Ciarforon. E poi, ancora, diverse vie su cascata a Briancon, San Bernardino, in Val Chiavenna, fra le altre. «Nell’approccio con l’ambiente montano mi piace prepararmi fisicamente, tecnicamente e mentalmente. Vivo l’attività alpinistica come un’opportunità di crescita, senza impormi barriere e limiti se non come punti di riferimento su cui lavorare. L’aspirazione alla consapevolezza non ha mai fine».
Come dice il maestro Bonatti : “chi più lontano sale, piu’ lontano vede; chi più lontano vede, più lontano sogna”.

3. Luca Montanari (pianificazione Progressione Tecnica Organizzazione Campi Alti e aspetti umanitari)
Di sé dice “ “La guida alpina, con la sua corda, è il filo d’argento che lega gli alpinisti ai propri sogni” .
Ho scalato la mia prima via di montagna all’età di 13 anni, in compagnia di un amico, una guida alpina, e in quell’occasione ho compreso quale sarebbe stato quel filo d’argento.
Oggi a distanza di anni ho realizzato il mio sogno di diventare guida. La mia passione è vivere la montagna e la mia vocazione è condividerla con i clienti, amici e tutti gli appassionati che vogliono conoscere e scoprire, divertendosi, i suoi molteplici aspetti: arrampicata, scialpinismo e vie di roccia, attraverso scenari meravigliosi, spesso unici.
Sono diventato Guida Alpina nel 2008 e svolgo questa professione a tempo pieno, praticando con i clienti tutte le discipline legate al mondo dell’alpinismo sulle Alpi e sulle Dolomiti: arrampicata sportiva, sci fuoripista e alta montagna.
L’alpinismo d’alta quota è il settore in cui mi sto specializzando. Ho effettuato salite e tentativi a diverse cime dai 6000 agli 8000 metri. Nel solo 2012 ho tentato la salita e discesa con gli sci del Manaslu (8163mt) e due mesi dopo sono ripartito con clienti raggiungendo con gli sci, per la seconda volta, la cima del Muztagh Ata (7546mt).
Ogni anno organizzo una o due spedizioni con i clienti partendo alla volta di vette tra le più alte del mondo, alla scoperta di culture straordinarie e luoghi stupendi. Nepal, Tibet, Ladakh, Canada, Sud America sono solo alcuni dei posti in cui il filo d’argento continuerà a portarmi”.

Guida alpina dal 2008;tecnico del Soccorso Alpino, docente presso il Liceo della montagna di Tione.
Viaggi/Spedizioni:maggio 2013: Island peak 6180mt. e Ama Dablam 6850mt.
luglio 2012: seconda spedizione con gli sci sul Muztagh Ata, Cina (7546 mt);
maggio 2012: tentativo di salita al Manaslu (8163 mt). Discesa in sci da quota 7000; luglio 2010: Ladakh, salita dello Stok Kangri (6.150 mt) e del Kang Yatze (6400mt.); estate 2009: viaggio attraverso i parchi del Canada;
maggio 2009: 12 ascensioni sulle pareti più famose di Yosemite Park, California,gennaio 2008: sud America, Aconcagua (6959mt.).
Arrampicata: apertura di alcune vie in Val Malenco, gruppo del Brenta, Brentino in Val d’Adige. Apertura di itinerari sportivi e classici, in particolare nella zona di Brentino ha aperto itinerari di difficoltà estrema con Nicola Tondini oltre l’8a con 7b/c obbligatorio
Sci Ripido: Gruppo di Brenta: Scivolo Nord di Cima Tosa (canalone Neri), 800mt. 60°.
Staunies al Cristallo: 50° Presanella: parete Nord 400mt., 50°.
Marmolada: parete Nord 45°.
Monte Rosa: Malfatta 45°/50°. Marinelli 50°
Monte Bianco: Tour Ronde Couloir Gervasutti, 45°

4. Riccardo Vaira (Organizzazione e contatti con le agenzie)

Laureato in Scienze Naturali ha conseguito la Laurea Magistrale in Gestione e Valorizzazione delle Risorse Naturali e il dottorato di ricerca in Biologia vegetale. Lavora come Assistente del Corpo Forestale dello Stato e ricopre l’incarico di Comandante di Stazione a Bagnone (MS). Da sempre innamorato della montagna ha cominciato a frequentare le Alpi Apuane, scrigno di biodiversità vegetale, dapprima percorrendo i sentieri alla ricerca di piante e successivamente dedicandosi anche all’arrampicata su roccia e alle cascate di ghiaccio. Nel 2000 ha partecipato alla spedizione scientifica dell’Università di Pisa nella foresta amazzonica dell’Ecuador. Il richiamo dell’avventura e dell’alta quota lo ha portato nel 2010 a scalare l’Island Peak (vetta Himalayana di 6.189 m) con la parete finale affrontata in solitaria. Atleta di caratura internazionale è stato titolare della nazionale italiana di karate dal 1995 al 1998, vincendo diversi titoli italiani ed un secondo posto ai Campionati mondiali. Attualmente pratica atletica leggera con all’attivo un campionato italiano vinto nel decathlon categoria master nel 2011 e due secondi posti nel 2012, e nel 2013.

5. Paolo Cavallo
Nato il 21 marzo 1944, vive a Carrara.
Racconta di sé: “ sono nato mentre la guerra volgeva al suo tragico epilogo di morti e distruzioni materiali e spirituali. Dico questo perché è su questo mondo di rovine che ho imparato a camminare…da solo.
Ho passato gli anni giovanili fuggendo e chiudendomi…però leggevo molto; principalmente quegli autori che affrontavano le problematiche che si erano venute a creare con le grandi trasformazioni che lo scientismo aveva prodotto.
“Adler, Heidegger, Huxlej, Jaspers, Nietzsche, Sartre, Dostojewskij (…)”
con tutte le implicazioni riguardanti l’uomo e il suo essere nel mondo.
Solo successivamente, stretto da questa angosciante crisi esistenziale il mio animo mosso dall’istinto di sopravvivenza si rese capace di comprendere la realtà profonda del pensiero metafisico.
Il pensiero orientale in genere mi diede in questo contesto molte risposte, successivamente e più specificatamente grazie ad un autore cristiano T. Merton, fui catturato dal pensiero zen.
Tutti ormai sanno quanto suddetto pensiero abbia inciso nell’animo del popolo giapponese e quanto, le varie discipline artistiche abbiano risentito di questa filosofia, me ne appropriai, la applicai al mio modo di operare nella grafica, nella scultura e nella pittura, ma in seguito sentii che per incidere più profondamente, per scavare dentro me stesso, “estrarre alchemicamente l’oro dalla miniera”, dovevo fare qualcosa di più specifico e adatto alla mia natura, le discipline artigianali anche se vissute nella forma tecnicamente più elevata non mi bastavano: è un limite legato alla loro intrinseca natura.
Nell’alpinismo ho trovato il mezzo più adatto a sviluppare questa ricerca, in esso c’erano gli elementi essenziali per dinamizzare le dormienti potenzialità del mio essere interiore. Il pericolo, la bellezza del creato, la sfida ragionata, la solitudine, il silenzio e soprattutto l’attenzione evocante la concentrazione sono tutti elementi fondamentali per la conoscenza del nostro essere intimo. La mia attività alpinistica si è sviluppata nel corso dei decenni in maniera discontinua dovendola alternare alle mie altre attività che naturalmente oltre a gratificarmi mi sostenevano finanziariamente. Pur avendo le potenzialità, non ho realizzato grandi scalate e quando mi sono mosso dall’ambiente apuano l’ho fatto con compagni più preparati di me. Fisicamente non ho mai avuto problemi, anche se un po’ tardivamente ho capito che sulle alte montagne avrei potuto raggiungere qualche obiettivo tant’è che ora sulla soglia dei settanta sono ancora fortemente attratto da questa nuova avventura al Manaslu e mi auguro di poterla affrontare con l’umiltà che oggettivamente devo avere e la volontà di essere all’altezza degli impegni che mi sono preso. Con questo termino la mia presentazione, il resto è storia o dato anagrafico.”

6. Tiziano Boldrini ( Operatore campo base)
Nato nel 1936, vive a Sarzana.
L’amore per la montagna e per ambienti di particolare interesse naturalistico l’hanno sempre caratterizzato. Ha fatto esperienze al campo-base dell’Annapurna, allo Stok Kangri nel Ladak (Himalaya Indiano) e alle torri del Paine nella Patagonia Cilena.

7. Lorenzo Ratti
Nato a Lucca nel 1978, vive alla Spezia.
Architetto di professione ma molto prima Alpinista. Innamorato della sua terra vive e lavora in Lunigiana alla quale ha dedicato il suo percorso di studi .
Giovanissimo segue i corsi giovanili del CAI e a 17 anni si iscrive al corso di arrampicata della Scuola di Arrampicata e Alpinismo Muzzerone della Spezia. Di questa scuola diventa istruttore di Alpinismo, nel 2011.
È volontario del soccorso Alpino della Spezia dal 2003, e diventa Tecnico di Soccorso Alpino nel 2010. Durante il recente evento alluvionale in Val di Vara è stato responsabile presso il COM Alta Valle del Vara delle operazioni di soccorso.
Vive la montagna in tutte le sue forme, dall’arrampicata alle cascate di ghiaccio, allo sci alpinismo, ma ricerca e predilige le grandi vie sulle pareti delle Alpi, dove roccia e ghiaccio diventano fantastici terreni di avventura. La parete Est del Monte Rosa, i piloni del Freney, la Nord del Cervino sono solo alcune delle pareti nelle quali è andato a infilare il naso. La sua voglia di avventura non si è fermata alle Alpi, ma ha spaziato dal Perù fino alla Scozia sulle difficili vie invernali del Ben Nevis.
È alla prima esperienza in Nepal e su una montagna di 8000 metri: sa che non sarà facile, ma cercherà di vivere questa esperienza fantastica cercando di portare a casa i migliori ricordi possibili e, perché no, di portare a casa la cima.
Nato da mamma romena e sentendo molto il legame con la sua seconda patria, vuol essere portavoce di fratellanza e unione tra Italia e Romania, cercando di far conoscere e promuovere l’amicizia tra questi due popoli diversi ma allo stesso tempo molto simili.
Di lui dice, prendendo a prestito le parole di Guido Rossa “Perché vado in montagna? Perché alpinismo vuol dire natura (…) e perché in natura ritrovi l’autentico senso della vita, il segreto di una gioia interiore che nessuna vicenda terrestre potrà annientare”.

8. Maurizio Cattani (Operatore Campo Base)
Nato a Vezzano Ligure il 23 luglio 1951, risiede a Ponte di Arcola (SP). Del suo amore per la montagna dice: “una passione coltivata fin da bambino al fianco di mio padre e l’amore per la mia terra, un territorio di mare e di monti, l’amore per l’ambiente, la voglia di conoscenza, di scoperta, di condivisione, e soprattutto di rispetto per tutto ciò che è natura e vita. Questi sono gli elementi che mi spingono a viaggiare. La montagna è soprattutto “viaggio”… una parola che suscita ricordi e forti emozioni. Si parte con o senza una meta, con aspettative o meno, si torna carichi di ricordi, di esperienza, di nozioni culturali, di conoscenza, di rapporti umani, di emozioni e profonda sapienza umana. Il viaggio in montagna accresce anche il nostro mondo spirituale”.

Maurizio Cattani è iscritto al CAI della Spezia dal 1982. È Accompagnatore di Escursionismo, abilitato all’accompagnamento su vie ferrate e in ambiente innevato. È stato Presidente della sezione CAI della Spezia dal 2007 al 2012.
Queste alcune delle sue esperienze alpinistiche:
Alpi Apuane: Garnerone, Nattapiana, M. Contrario e Cavallo, M.
Roccandagia, M. Procinto, Pizzo d’uccello, Procinto;
Spedizione leggera in Nepal: da Kathmandu attraverso la valle del Rolwalling alla valle del Kumbu. Risalita su sperone roccioso verso il ghiacciaio Drolambau – Passo Tesi Lapcha – discesa verso Thengpo e la valle del Kumbu; Traversata de Dômes de Miage – Dome de Neige -Gruppo del Monte Bianco;.Traversata M. Bianco;
Svizzera: Massiccio del Mischabel, Salite sul M. Strahlhorn e M. Allalinhorn; Valle d’Aosta, Massiccio del Rosa: Punta Parrot – Naso del Lyskamm – Punta Castore;
Bolivia: trekking nel National Park Sajama e salita sui Vulcani Tunupa 5000 m e Acotango 6090m.
Esperienze sci-alpinistiche:
Rutor, M.Rosa, Gran Serz, Dolomiti Val di Mezdì, Alta Savoia Punta Maria.

9. Edoardo Rixi
39 anni, genovese, alpinista. Consigliere Regionale e Presidente del Gruppo Amici della Montagna presso la Regione Liguria. È socio e membro del Consiglio Direttivo del CAI di Bolzaneto (GE) ed è Istruttore della Scuola di Alpinismo Bartolomeo Figari del CAI ligure. Ha al suo attivo cinque spedizioni extraeuropee fra Pakistan (Tirich Mir, 2001), Ande peruviane (cordigliera Blanca, 2003-2008) e Africa (Kenya 2010).
In Europa ha salito oltre 50 vette di oltre 4000 metri, spesso per vie impegnative privilegiando l’alpinismo classico ed il terreno d’avventura. Fra le salite ricordiamo: la Nord del Cervino, la Cassin al Badile, lo Spigolo Nord dell’Agner, la Nord dell’Aiguille Verte e le Jorasses, l’Aiguille Noire, il Pilier Sud dell’Ecrins e la Meije. Ed ancora, salite sul gruppo del Rosa, del Mishabel e dell’Oberland bernese. Interrogato sul significato dell’alpinismo dice: “La voglia di libertà mi ha avvicinato alla montagna. L’alpinismo è fatica e schiettezza. Quando sei impegnato in parete non puoi fingere, sei semplicemente te stesso”.

10. Cristiano Virgilio
Nato a Firenze nel 1969.
Racconta di sé e del suo rapporto con la montagna: “Arrampico e vado in montagna dall’età di 13 anni e il mio terreno d’elezione è la roccia. Sono laureato in filosofia e ho insegnato nelle scuole superiori. Da molti anni svolgo il “mestiere” di Guida alpina, avendo scelto di trasformare la mia passione in una professione.
Dalle prime scalate sulle Alpi Apuane e sulle Dolomiti, all’arrampicata sportiva, alle cascate di ghiaccio fino all’alpinismo in alta montagna su tutti i terreni, ho vissuto nel tempo un insieme di esperienze che mi hanno portato a vivere la montagna come una meravigliosa opportunità di realizzazione personale.
Arrampicare, “fare dell’alpinismo”, per me vuol dire (anche) sognare obiettivi inconfessabili, sentir crescere con l’allenamento e la pratica le mie capacità e le possibilità di raggiungerli.
È con questo spirito che mi rivolgo al Manaslu come prima ambiziosa esperienza extraeuropea”.