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Il Padel guarda ai Cinque Cerchi

Il Padel guarda ai Cinque Cerchi
Nella foto: il torinese Marco Cassetta, il player italiano numero 105 al mondo, medaglia d’argento agli European Games di Cracovia.

L’unificazione di Premier Padel e World Padel Tour apre una nuova era, l’obiettivo è uno solo: la presenza ai Giochi di Brisbane 2032

Crescita esponenziale che non è soltanto una moda. Oramai il padel è una disciplina bella e buona, che si è tolta, a livello mondiale, l’etichetta di sport “alla moda”, di sport da spiaggia o “da estate” della pratica ludica del cazzeggio per un’ora e mezza senza troppo dannarsi.

Ne è la conferma del sempre maggiore interesse da parte dei giovani e soprattutto i sempre maggiori investimenti operati dai grossi brand dello sport, non specificatamente quelli che da anni sono nel settore (soprattutto le pale), impegnati con promozioni e sponsorizzazioni di singoli atleti e tornei.

Un gran movimento, un gran daffare a tutto tondo che ha un fine. Un fine importante: le Olimpiadi. Un processo, quello per far accedere una disciplina all’ambito olimpico lungo, farraginoso e anche certamente politico/economico, ma che vale la pena perseguire, diventando uno stimolo importante per l’attività nei singoli Paesi.

Il presidente FIP è italiano, Luigi Carraro, e questo potenzialmente – diciamocela tutta – per il movimento padellistico dello stivale potrebbe anche essere un’opportunità, un vantaggio anche politico. Non da poco. E non è poco, ca va sans dire.

Proprio Carraro stesso, tempo fa ha affermato che il governare il nuovo e unico circuito mondiale sarà un lavoro immane e allo stesso tempo una enorme responsabilità, sottolineando come dalla collaborazione con il fare rete tra le federazioni nazionali possano nascere opportunità che solo tre anni fa erano impensabili. Da lì a pensare, senza farne mistero e senza anche nessun timore ma con grande orgoglio e decisione, ai Giochi Olimpici del 2032 a Brisbane, passa dall’essere un sogno, che di solito finisce al mattino, un obiettivo concreto. Per i cultori di questo sport, per l’intero movimento amatoriale e sportivo agonistico che negli ultimi anni ha vissuto trend di crescita impressionanti si tratta di un target preciso.

Il primo passo verso l’Australia del 2032 è stato compiuto indicativamente con la presenza del Padel agli European Games 2023 di Cracovia, uno stimolo a lavorare tutti insieme nella direzione dello sviluppo della disciplina. Notevole è stato anche l’interesse mostrato dai media mondiali per i mondiali giovanili dello scorso ottobre in Paraguay, dove indicativamente potrebbero aver giocato i potenziali attori del 2032 olimpico (l’età è quella, in proiezione).

Il vantaggio pratico più immediato derivante dall’integrazione tra World Padel Tour e Premier Padel, al di là di un clima indubbiamente più disteso soprattutto per i player, sarà la stessa qualità del gioco. Due circuiti “top level” hanno comportato due anni di calendario intasato, con tornei di grande prestigio troppo ravvicinati, impossibili da preparare al meglio proprio per i giocatori.

Adesso la strada sarà un’altra, certamente con meno pioggia di infortuni (a volte anche di comodo, soprattutto politici o di protesta), che da una parte hanno indebolito i tabelloni e dall’altra parte deluso il pubblico sul piano dello spettacolo. SI volta dunque pagina e si lavora, sperando di proseguire così, per un unico obiettivo: le Olimpiadi.

Padel. Italia nel 2024 a tre… cilindri?

Martedì 19 dicembre si conoscerà il nuovo calendario internazionale del 2024. Si spera possa essere ragionato con cognizione di causa, disegnato con cognizione dando più spazio anche ai Paesi in cui l’interesse per il padel è in ascesa e in questa fase apriamo l’argomento Italia. Di certo non tocchiamo ancora i livelli di Spagna e Argentina (sia come movimento in generale che come livello tecnico), ma il successo dei tornei Premier Padel a Roma in luglio e Milano di pochi giorni fa la dicono lunga sul potenziale di crescita della disciplina nel nostro stivale. Soprattutto anche con la messe di tornei, alcuni di pregio, altri meno, dove spesso vi giocano dei “pro” non solo italiani.

Non vi è ancora nulla di certo, ma voci insistenti, dopo un motore internazionale a  . . .  “due cilindri (Roma e Milano) danno per probabile un terzo . . .  cilindro del motore, pardon, torneo italiano per il 2024, di categoria “P2” (al Foro Italico si disputa un Major, a Milano un “P1”). Un’occasione ulteriore senza per forza dover prendere un aereo e volare oltre confine sciroppandosi chilometri e miglia per vedere da vicino i più forti e spettacolari giocatori al mondo,. Un’occasione anche di stimolo per far vedere il bello del Padel, aprendo anche opportunità economiche. Nel caso, da capire quale possa essere la location. Magari la Sardegna, che in certi periodi dell’anno è piena di turismo, quindi facile da far circolare come messaggio?

Alessandro Bugelli