Nuovi stimoli con l’arrivo del torneo unico mondiale sotto l’egida della federazione internazionale. Stimoli che guardano verso una sola direzione: le Olimpiadi. L’Italia potrà avere un ruolo determinante, partendo dalle tre tappe del tour mondiale, Roma, Milano e, novità, Genova. Rimane l’altro circuito internazionale, l’A1 Padel, che ha la sua strada.
La storia del padel, lo scorso 19 dicembre ha avito uno dei suoi momenti più importanti, con l’annuncio del primo circuito unificato, quello che ha unito il World Padel Tour e il Premier Padel, sotto l’egida della Fip, la Federazione internazionale.
Una svolta epocale, che ha creato il primo circuito unificato a livello planetario, che conta 25 tornei in 18 Paesi di 5 continenti durante il 2024, con l’Italia che avrà tre tappe, il massimo al mondo.
Premier Padel sarà sempre di più un punto di riferimento, così come il ranking unico che verrà generato, con meno confusione per i non addetti ai lavori e appassionati, un fattore che certamente potrà far crescere il popolo della pala corta, avvicinando chi di padel ancora oggi non sa.
Di sicuro si avrà più stabilità al movimento dei top player, attraversando i cinque continenti, puntando con decisione a far diventare la disciplina uno sport sempre più globale con il fine di sbarcare alle Olimpiadi. Che sarebbe la consacrazione. Accanto al circuito top vi sarà poi il Cupra Fip Tour, con la conferma del costruttore spagnolo di auto di lusso (il marchio top di gamma di Seat). I due circuiti saranno caratterizzati dallo stesso ranking (fino ad ora vi erano due classifiche), tutto gestito direttamente dalla Federpadel internazionale.
L’Italia sarà protagonista del nuovo circuito con una tappa in più, a Roma e Milano si aggiunge Genova. E questa è la notizia che ha creato sensazione nel movimento nazionale, un fatto che tutti lo vedono come un enorme potenziale di crescita nel nostro Paese, dove l’età media del giocatore è da abbassare. Si deve cercare di stimolare i giovani e giovanissimi. E le loro famiglie.
Se escludiamo il Master Final di Barcellona a fine anno l’Italia vanta, con la Spagna, il maggior numero di tornei, tre. Sicuramente il giusto premio sia per la Federtennis, che inglobando nel 2021 il padel ha dato un forte input ed è anche il giusto riconoscimento del lavoro dei circoli, che punteggiano il territorio. Adesso da lì si dovrà partire con l’andare nelle scuole di tutti i livelli, elementari, medie e superiori.
Ma il circuito unificato apre un altro argomento, decisamente importante e vincolante per il futuro del padel: il sogno olimpico? Un obiettivo che la Federazione internazionale presieduta dall’italiano Luigi Carraro, rieletto all’unanimità al timone mondiale nel 2021 e forte di un cognome che parla da solo (il padre Franco è stato uomo determinante per il calcio e lo sport italiano non troppi anni fa, ndr) sta perseguendo con convinzione. Molto più che una suggestione e l’unica strada da percorrere è quella di far espandere il padel a livello planetario (penetrare negli USA è determinante, come numeri, ad esempio) ed il fatto che il nuovo circuito si parla di farlo vedere in tv in 180 Paesi è un chiaro segnale di come si vuole imporre e proporre la disciplina.
L’alternativa al Premier Padel è il circuito A1padel. Quello, per intendersi, dei campi con il fondo rosso. Creato nel 2020 dal facoltoso imprenditore monegasco Fabrice Pastor, anch’esso abbraccia un ampio respiro internazionale, ha i suoi giocatori “pro” e per il 2024 proseguirà quasi sicuramente sulla sua strada tracciata a partire dall’anno del covid.
Ad ora non vi è notizia di calendario 2024, indicativamente dovrebbe contare una ventina di tornei con l’intento di internazionalizzare il padel con tornei per la maggior parte fuori dalla Spagna e puntando con decisione allo scenario statunitense. Lo scorso anno non ha fatto tappa in Italia, si spera possa arrivarci nel 2024, anche perché il livello non è di certo da scartare. Alessandro Bugelli







