Se tutto dovesse risolversi solo attraverso l’azione della Magistratura si andrebbe incontro ad una sconfitta di tutti: cittadini, lavoratori, impresa, partiti politici, amministratori e movimenti.
E’ indubbio che la Magistratura debba procedere se si ravviseranno dei reati, a maggior ragione se venissero configurati, come prospettato dagli organi di stampa, il disastro ambientale e il danno alla salute pubblica.
Tuttavia, al netto dell’azione della Magistratura che deve essere lasciata libera di proseguire il proprio lavoro senza indebite pressioni, quello che rimane è la sensazione forte che la classe dirigente di questo Territorio (e questo Paese) non sia in grado di saper coniugare lavoro e salute, impresa e ambiente.
Vi sono ancora ampie sacche di conservazione, soprattutto nei centri di potere, che ritengono naturale generare ricchezza per pochi sfruttando in maniera dissennata le risorse disponibili, utilizzando strumenti di produzione evidentemente dannosi e sostanzialmente antieconomici.
Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: lavoro, ambiente e salute possono e devono essere addendi positivi di una somma a favore di tutti e non valori negativi da sottrarre ai molti, a beneficio di pochi.
La Delibera Regionale di autorizzazione del raddoppio della centrale Tirreno Power è un errore non solo per ciò che consente, ma per la miopia e l’incapacità di guardare la realtà che sottende, ratificando di fatto che il sistema economico/industriale della Provincia di Savona debba reggersi fondamentalmente su tre pilastri: carbone, logistica e portualità. Tutte attività a grande impatto ambientale e sociosanitario, nonché ad oggi a scarso valore aggiunto in termini di innovazione e capacità di generare lavoro in termini quantitativi e qualitativi.
Mentre in Liguria, proprio in questi giorni, è stato deliberato il nuovo Piano Energetico Regionale, pesa molto l’assenza di un Piano Energetico Nazionale che detti le linee guida per la produzione di energia e che definisca le misure necessarie per ridurre e razionalizzare i consumi.
E’ necessario al contempo prevedere un “Piano Verde per il Lavoro”, per promuovere ed incentivare l’innovazione tecnologica e la ricerca, produrre energia più pulita, occupando i lavoratori nella Conversione ecologica del Paese, in uno sforzo comune e condiviso.
Deve essere chiaro a tutti che le fonti fossili e in particolare il carbone non possano essere la via corretta per produrre energia, che si debba investire ulteriormente sulle fonti di energia rinnovabili e in particolare sulle microproduzioni, in grado di soddisfare fabbisogni domestici e privati.
I pochi grandi impianti, realmente necessari per i consumi industriali, dovranno inoltre essere collocati in aree non urbanizzate, dotati di misure atte a ridurre l’impatto ambientale, minimizzando i danni (che inevitabilmente si verificano). Inoltre è imprescindibile un costante monitoraggio da parte di Enti Pubblici terzi, aggiornati ogni qualvolta si rendano disponibili nuove tecnologie.
La politica e tutti i soggetti che si occupano della Cosa Pubblica devono agire tempestivamente, senza ignorare e tanto meno biasimare quei cittadini che, oramai stanchi, disillusi e arrabbiati, manifestano con forza per difendersi da atti impositivi che si manifestano ingiusti e sbagliati.
Scorrendo l’arco ligure, a fronte di una prossima dismissione della centrale termoelettrica genovese, troviamo anche a La Spezia il problema del carbone e dell’inquinamento dell’aria prodotto da un impianto termoelettrico.
In sede di consultazione nazionale dei Gruppi Parlamentari di SEL e di Paolo Cento, Responsabile Nazionale del settore Ambiente, si è convenuto di sostenere una prossima iniziativa ligure volta a realizzare un’occasione di confronto con e tra le altre realtà territoriali a livello nazionale che ospitano impianti termoelettrici a combustibili fossili.
Tale iniziativa si propone di rendere note le singole situazioni, ma anche e soprattutto di formulare proposte riconducibili alle necessità di superare la dipendenza dai combustibili fossili.
Sinistra Ecologia Libertà intende, per l’occasione, coinvolgere Amministrazioni, Sindacati, Associazioni e Servizi Sanitari.
È giunto il momento che le forze che si riconoscono in una diversa idea di modello di sviluppo basata sulla conversione ecologica dell’economia si uniscano senza ricatti e preconcetti, per cambiare la situazione attuale, per modificare l’impostazione ideologica (sviluppo economico costi quel che costi) che le scelte amministrative assunte evidenziano, per passare dalla fase della legittima protesta a quella progettuale e propositiva.
SEL Liguria | SEL Savona






