La Compagnia Teatrale I Conviviali
presenta
domenica 6 ottobre 2013 ore 16.00
al Teatro Verdi di Genova Sestri Ponente
Il vestito nuovo dell’Imperatore
di Gianni Rodari
regia Iula Rossetti
Dopo lo strepitoso successo a Villa Imperiale la fiaba approda
sull’ imponente palcoscenico del Teatro Verdi di Genova
Nato da un progetto portato avanti dalla volontà della Compagnia Teatrale I Conviviali in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Comune di Genova – III Municipio Bassa Val Bisagno, lo spettacolo Il vestito nuovo dell’Imperatore di Gianni Rodari, indubbiamente uno dei massimi scrittori per ragazzi del secolo scorso, con la regia di Iula Rossetti, debutta con struttura itinerante, lo scorso giugno, nell’incantevole e suggestiva location del Parco della Villa Imperiale Cattaneo di Genova San Fruttuoso, registrando un’affluenza di pubblico fra grandi e piccini di quasi 1000 spettatori.
Domenica 6 ottobre ore 16.00, Il vestito nuovo dell’Imperatore, sarà in scena al Teatro Verdi di Genova Sestri Ponente.
Il vestito nuovo dell’Imperatore, testo liberamente ispirato a “I vestiti nuovi dell’imperatore” di H. C. Andersen, adattato teatralmente da Gianni Rodari, è ambientato in un luogo e in un’epoca imprecisati. E’una fiaba rivolta a bambini e adulti e racconta di una truffa ai danni di un imperatore ricco quanto vanesio: due tessitori senza scrupoli si offrono di preparargli un vestito bellissimo e magico che risulta invisibile agli sciocchi. Naturalmente il vestito non esiste, ma tutti fingono di vederlo per non fare la figura degli stupidi, finché un bambino non grida davanti a tutti la verità: “Il re è nudo!”.
Il testo di Rodari ha dato l’opportunità di giocare con la rima, ora baciata ora alternata, inducendo a creare nuove rime e ha permesso di raccontare la storia in un linguaggio inusuale, ma molto divertente per i bambini perché sicuramente coinvolti nella musicalità delle parole.
La scrittura – laboratorio di Rodari, “il farsi e disfarsi continuo della parola” ha “spinto” a lavorare sulla storia, fino a creare nuove scene e battute che hanno arricchito i caratteri dei personaggi: sulla scena paper dolls, bambole di carta, in continua competizione fatta di occhiatacce, spintoni e battute taglienti.
In un regno dove l’apparire è più importante dell’essere, dove il potere è dettato dalla superbia e dalla vanità, dove tutti mentono spudoratamente, la falsità ha il sopravvento, la finzione è quotidianità.
In questa atmosfera si aggirano i reali, imperatore e regina, con tutto il seguito, cortigiane, ciambellani, ministri e ammiragli che fingono di non vedere ciò che a tutti è visibile, il “vestito fatto di niente”, ciò che non esiste. Ma l’innocenza di un bambino, riuscirà a mettere in fuga mille bugiardi con una sola verità, riuscirà a seppellirli sotto una grande risata.
Il vestito nuovo dell’Imperatore è un’acuta critica alla società moderna e un affronto al potere, sempre nelle mani di chi non lo merita, dove è protagonista l’innocenza di un bambino che smaschera un’illusione collettiva. In un momento sociale e culturale come quello attuale in cui l’apparenza, la menzogna e la falsità sembrano avere la meglio su tutto, la fiaba racchiude un messaggio di positività e genuinità capace di arrivare anche ai più piccoli.
“Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente” sosteneva Gianni Rodari e Bruno Bettelheim nel suo libro Il mondo incantato ci illustra il significato psicologico e pedagogico delle fiabe e indica il fondamentale supporto che offrono nel delicato periodo della crescita dell’individuo. Le fiabe, prodotte dalla cultura dei popoli al di fuori del tempo e dello spazio, evocano situazioni che consentono al bambino di affrontare ed elaborare le reali difficoltà della propria esistenza. La fiaba intrattiene il bambino e gli permette di conoscersi. Le fiabe sono utili perché aiutano a tradurre in immagini visive gli stati interiori; aiutano a trasportare nella realtà significati nascosti; elaborano l’inconscio.
Significativo in quest’ operazione il coinvolgimento degli studenti del Liceo Artistico Statale Paul Klee, che, sotto la direzione della Prof.ssa Alessandra Carta, hanno realizzato i costumi di scena. Sulla base di alcuni bozzetti iniziali suggeriti dalle alunne Alessia Saba e Margherita Bozzano , Alice Bevilacqua ha sviluppato stile e modelli dei costumi. Successivamente al taglio del materiale di supporto, i ragazzi hanno magistralmente colorato e decorato i costumi di scena.
Determinante il supporto del Centro di Riciclaggio creativo Remida, ospitato presso la Fabbrica del Riciclo Amiu e gestito dalla Cooperativa Sociale Coopsse, che ha fornito diversi tipi di materiale di recupero, ricavati dalle rimanenze e dagli scarti di produzione delle aziende cittadine, che sono stati riutilizzati per la costruzione dei costumi e delle scene.
Un grande momento dedicato ai ragazzi e rivolto agli spettatori piccoli e adulti con l’obiettivo di divertire tutti e di avvicinare i più piccoli alla lettura delle fiabe, attraverso l’arte del teatro.
Portare il teatro ai bambini significa permettere loro di acquisire un mezzo non consueto per imparare a leggere la realtà che li circonda e conoscere anche la letteratura classica attraverso una forma artistica vivente, divertente ed evocativa.
Interpreti: Alice Bevilacqua, Francesca Boero, Giampaolo Campanella, Simone D’Ambrosio, Paola Derba, Jorma Lagolio, Eugenio Maliscev, Alice Marino, Carlo Pepe, Giancarlo Perlo, Sara Vallebuona, Sara Zunino
Servi di scena: Sara Stellato, Pietro Derba, Giulio Campanella
Costumi: Alice Bevilacqua
Scenografia: Valentina Cosulich, realizzata da Paolo Derba
Musiche originali: Francesco Filippone e Roberto Perazzoli
Trucco: Giovanna Vallebona
Audio e luci: M.K.
Direttore di scena: Vincenzo Leoni
Ufficio stampa: Valentina Roncallo
Grafica: Alice Bevilacqua
Foto di scena: Cora Limuti
REGIA: Iula Rossetti






