Presentazione del libro di Giorgio Boratto, ‘Evoluzione – Crescita spirituale. Diventare ciò che siamo’.
Saggio che sfrutta molti riferimenti di autori che hanno trattato le materie della psicologia e della filosofia aiutando a sviluppare una riflessione sul nostro cammino; sul futuro che paradossalmente viviamo ogni istante che passiamo con ‘noi’.
La nostra presente unicità è una via per l’universo. Diventare ciò che siamo è in fondo il fine della nostra vita.
Diventare quello che siamo è la realizzazione più difficile da realizzare. I nostri genitori e insegnanti agiscono in buona fede e ci vorrebbero come piace a loro. Così spesso raggiungiamo obiettivi e traguardi; poi scopriremo che noi non siamo quello che facciamo e che questo operare non ci ha resi gioiosi e sereni. Scopriremo che siamo delusi e infelici e quello che ci resta da fare è prestare attenzione a quello che interrogandoci ci suggerisce il nostro essere: nessuno meglio di noi alla fine sa quello che ci serve ed è utile per noi. Allora sarà necessario un cambiamento e non dovremo avere paura.
Gli autori di riferimento di questo saggio sono molti e di ognuno è riportato lo studio e le note più importanti. Un testo quindi che aiuta a trovare e provare la nostra crescita personale.
Estratto pag. 15: Ogni persona è una via
Ogni uomo è un percorso verso la verità e il senso del suo vivere è dato dal diventare quel che è. In questo percorso ci sono molti passaggi e strade prese in forza di una educazione, di programmazioni parentali e di mappe costruite dalla mente. Diventare ciò che si è, è un percorso di una evoluzione sempre difficile. Abbiamo molti condizionamenti, modelli, gabbie comportamentali; spesso recitiamo parti e ruoli imposti da una società che ci uniforma e ci assimila nelle relazioni. Trovare la strada il percorso del divenire noi stessi richiede una umile presa di coscienza; una consapevolezza dovuta all’ascolto di noi stessi.
Leggendo ‘ Ogni cosa alla sua stagione’ di Enzo Bianchi -saggista italiano, monaco laico, fondatore della Comunità monastica di Bose, a Magnano, della quale è stato anche priore dalla fondazione fino al gennaio 2017-, all’inizio parla della sua cella monastica; della scelta di abitare un luogo desolato composto dall’essenziale: un tavolo, una sedia, una lampada, la stufa a legna e il letto. In questo posto egli impara ad abitare con se stesso.
Ecco abitare con se stessi è una grande scoperta che avviene dentro il celare, il nascondere che è proprio della cella. Enzo Bianchi scrive: ‘…tra quelle quattro mura la verità dell’uomo è messa alla prova del rapporto con il proprio corpo, con il cibo, con la propria sessualità, con il tempo, con gli altri, con l’avere, il fare, con Dio stesso con tutte quelle presenze quotidiane che, paradossalmente, fanno percepire il proprio peso attraverso l’assenza’.
Molte sono le strade per realizzare se stessi; si potrebbe dire che ogni persona è una via per raggiungere la propria dimensione dell’essere. Io ho visto e incontrato molte strade e ognuna, contenente semi di saggezza e verità, aveva una risposta giusta ad un particolare problema.
Maria Zambrano affermava, in Persona e Democrazia (1958): ‘Queste strade, per quanto diverse, hanno in comune il fatto di essere strade aperte dall’uomo nella selva oscura e compatta formata dagli dei, dalla confusione della natura e perfino dall’oscurità della sua mente. E’ come se l’uomo si fosse finalmente messo in moto. Farsi strada é l’azione umana per eccellenza…perché l’uomo è egli stesso strada’.







