Prosegue il microfestival “Riscopriamo le nostre terre perdute” con la tavola rotonda “Come funziona l’algoritmo del turismo di massa?” dopo il successo degli appuntamenti di sabato 19 e domenica 20 ottobre nell’ambito della quarta edizione del Microfestival “Riscopriamo le nostre terre perdute”, curato dall’Associazione TerreOltre, in collaborazione con il Comune di Sestri Levante tramite il MuSel – Museo Archeologico e della Città, il Sistema Bibliotecario Urbano e il LabTer Tigullio, il centro di educazione ambientale del Tigullio orientale, nonchè il Touring Club Italiano, Riabitare l’Italia e Kubasta. Il tema è sempre il rapporto tra turismo e aree interne, riscoprendo luoghi più “isolati” e sconosciuti al “turismo di massa” e proprio per questo motivo l’edizione 2024 cerca di rispondere alla domanda “Un altro turismo è possibile?”, verso un turismo più sostenibile. Si tratta infatti di un “ripensamento” del concetto stesso di viaggiare, per continuare a visitare il mondo ma facendolo in modo etico, socialmente responsabile e con un’impronta ecologica nulla o quanto più bassa possibile. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite si tratta del turismo consapevole del suo impatto sociale, economico e ambientale presente e futuro, in grado di soddisfare le esigenze dei visitatori, delle comunità locali, dell’ambiente e delle aziende. Negli ultimi anni il turismo sostenibile è cresciuto in modo costante anche in Italia, con un numero sempre maggiore di soluzioni disponibili per viaggiare in modo etico ed “eco-friendly”: le realtà “green” sono ormai abbastanza numerose, anche se non in tutte le zone del Paese, dagli hotel ecologici costruiti secondo i principi della bioarchitettura con un impatto ambientale nullo, fino alla valorizzazione delle filiere corte e dei prodotti di agricoltura biologica del territorio per le degustazioni enogastronomiche dei turisti, del recupero delle eccedenze alimentari, aspetti, questi ultimi, su cui lo stesso Comune di Sestri Levante assieme al LabTer Tigullio, il centro di educazione ambientale di riferimento per la nostra zona, punta molto. Per tutti questi motivi, potrebbe esser più corretto parlare di turismo sostenibile e responsabile, ovvero forme di turismo che esprimono un modo di viaggiare e scoprire nuovi luoghi nel rispetto del Pianeta e della destinazione stessa. Ovviamente si tratta dell’opposto del turismo di massa, una forma di turismo non sostenibile in quanto causa un impatto elevato in termini di inquinamento, sovra-sfruttamento della natura, contaminazioni socio-culturali, mancanza di attenzione adeguata verso il patrimonio storico, artistico e culturale del posto.
Dichiara Emiliano Negrini, fotogiornalista, collaboratore del Touring Club Italiano, direttore e curatore del Microfestival: Ancora un sabato pomeriggio di incontri a Palazzo Fascie Rossi, in collaborazione con MuSel e LabTer Tigullio: sabato appuntamento in sala Carlo Bo alle ore 16.00 per la giornata conclusiva del microfestival “Riscopriamo le nostre terre perdute”. Gianni Tartari, studioso di clima e cambiamento climatico del CNR e coautore di “Migrazioni verticali. La montagna ci salverà?” (Donzelli, 2024) presenta il volume, uno studio approfondito sul fenomeno dei “nuovi montanari” e dei migranti climatici, sempre più numerosi per un fenomeno di cui si parla poco, ma che interessa in maniera crescente anche gli stessi cittadini italiani, basti pensare ai recenti disastri in Emilia e in Romagna e alla pesantissima siccità in Sicilia. Alle 17.00 poi si entrerà nel cuore del meccanismo di funzionamento del turismo di massa, con il prof. Carlo Reggiani (Università di Manchester e Joint Research Center della Commissione Europea) che dialogherà con Tartari di destinazioni di massa, overtourism e turismo nelle aree interne, analizzando e spiegando come funzioni l’algoritmo dei principali motori di ricerca per la prenotazione di stanze e hotel. In mostra nella sala il racconto di un turismo diverso in Asia Centrale con il reportage fotografico dal Kirghizistan che ho avuto l’onore e il piacere di curare per dare un messaggio insolito su nuove possibili forme di turismo.
Resta quindi confermato domani, sabato 26 ottobre, l’ultimo degli incontri previsti per il Microfestival sarà proprio dedicato a una riflessione sul turismo di massa “contro” il turismo sostenibile, assieme ad ospiti “d’eccezione”: alle ore 16.00 sarà presentato in sala Carlo Bo, al primo piano di Palazzo Fascie, il libro “Migrazioni Verticali: la montagna ci salverà?” con uno degli autori, Gianni Tartari. Mentre, a seguire, alle ore 17.00 inizierà proprio una tavola rotonda “Come funziona l’algoritmo del turismo di massa?” con Carlo Reggiani, dell’Università di Manchester, studioso delle politiche di prezzo e degli algoritmi di funzionamento di piattaforme di incoming come AirBnb e Booking e con Gianni Tartari, già direttore di ricerca del CNR, ricercatore presso l’Istituto delle Acque e ambasciatore per il Patto Europeo del Clima. La tavola rotonda vuole essere, infatti, un modo per raccogliere idee ed esperienze e provare a pensare a possibilità future, su come muoversi verso un turismo sostenibile e responsabile.
Fino al 26 ottobre continua inoltre in sala Carlo Bo, primo piano di Palazzo Fascie la Mostra fotografica: “Go East, where the skies are blue. Il turismo di comunità in Kirghizistan come laboratorio di democrazia”, reportage fotografico di Emiliano Negrini, fotoreporter, direttore artistico del Microfestival e presidente dell’Associazione TerreOltre.
Anche la passeggiata prevista giovedì 31 ottobre in occasione della Giornata Nazionale del Trekking Urbano, sarà l’occasione per approfondire il tema della riscoperta di luoghi e tradizioni meno note ai più, e quest’anno il tema sarà “Natura ad arte: la memoria ritrovata a Villa Rovereto” con la presentazione della ricetta di un dolce tradizionale, i “marunsin”.







