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RAFFAELLA DELLA BIANCA (Gruppo Misto) su crollo ponte di Carasco

Regione – Raffaella Della Bianca: “A seguito del crollo del ponte di Carasco, chiedo che Regione Liguria intervenga immediatamente presso la Protezione Civile, affinché venga installata un’infrastruttura anche solo provvisoria, come avviene solitamente in tutti i territori colpiti da gravi calamità naturali, per evitare la moria di molte attività produttive già fortemente colpite dalla crisi”.

“La Val Fontanabuona vive da anni in una grave situazione economica -spiega Della Bianca -. Il crollo del ponte di Carasco, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì a causa delle infiltrazioni d’acqua dopo un forte temporale, ha compromesso l’unica via di comunicazione della zona e sta rendendo esplosiva la situazione in un territorio già fortemente penalizzato”.
La consigliera sottolinea il fatto che non solo quindici persone, che vivono ad Isola di Borgonovo e nel Comune di S. Colombano, sono state sfollate dalle loro abitazioni e che località come Borzonasca e Mezzanego sono rimaste isolate dalle frane, ma mette in evidenza come tutte le imprese e le aziende della zona colpita stiano subendo un enorme danno economico, dal momento che dopo il crollo vedono bloccate tutte le loro attività.
“Nonostante le fantasiose promesse elettorali di un tunnel di collegamento – dice Della Bianca -, e altre opere infrastrutturali che dovevano creare collegamenti a partire dall’autostrada esistente, tra gli svincoli di Recco e Rapallo e raggiungere la Valfontanabuona in corrispondenza dell’abitato di Moconesi, in realtà, ad oggi , non esistono ancora progetti esecutivi. A tre giorni dal crollo, da parte della Protezione Civile non è stato ancora installato un ponte, seppur provvisorio, per garantire la sopravvivenza del tessuto economico e sociale dell’intera vallata. Per questo motivo ho ritenuto necessario ed urgente presentare un’interrogazione con risposta scritta per chiedere alla Giunta di intervenire in immediato presso la Protezione Civile, affinché venga installata un’infrastruttura anche solo provvisoria, come avviene solitamente in tutti i territori colpiti da gravi calamità naturali”.