Eventi Feltrinelli Genova dal 7 all’11 aprile:
Lunedì 7 aprile ore 17.30
Le ragazze e i ragazzi della libertà
Incontro con Laura Gnocchi, Gad Lerner e Giorgina Pi autori e regista di D’Oro. Il Sesto senso partigiano
L’appuntamento fa parte del ciclo di incontri I pensieri e le parole della Resistenza del Teatro Nazionale di Genova che anticipa la messa in scena dello spettacolo D’Oro. Il sesto senso partigiano in scena il 25 aprile ore 20.30 e il 27 aprile ore 18 al Teatro Ivo Chiesa. Un evento dedicato alla celebrazione dell’ottantesimo del 25 aprile per la regia di Giorgina Pi. Un progetto di Davide Livermore, ispirato alle storie raccolte da Gad Lerner e Laura Gnocchi in Noi, partigiani (Feltrinelli Editore). Nell’occasione gli autori parleranno anche del loro nuovo volume “Dimmi cos’è il fascismo” (Feltrinelli).
Martedì 8 aprile ore 18
Paola Mori e Giuseppe D’Erba presentano “Le armonie della follia” (Erga).
Paola e Giuseppe, infermieri in psichiatria domiciliare e ospedaliera, accompagnano il lettore alla scoperta di un universo fatto di gioia e di dolore, di colpi di genio e di struggente bizzarria.
Dopo aver letto queste pagine capirete che esiste veramente una vita fuori dagli schemi. E non vi meraviglierete se qualcuno vi dirà: “Ma sei matto?”
Mercoledì 9 aprile ore 18
Maria Masella presenta “Irene l’assassina” (Salani) insieme a Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso.
Con una magistrale gestione dei personaggi e dei colpi di scena, Maria Masella ci mostra quanto il noir, apparentemente vincolato a regole inviolabili, possa rivelare sempre nuove possibilità narrative nel rappresentare i chiaroscuri degli esseri umani e della società.
«Nei suoi libri si percepisce la fisicità di Genova.» – Il Secolo XIX
«La signora in giallo abita in Liguria. Si chiama Maria Masella.» – Milanonera
Irene ha ucciso, forse. Ne è convinto il tribunale che l’ha condannata a quindici anni di detenzione, ne era convinta l’opinione pubblica anche prima che la sentenza venisse pronunciata, e persino lei si ritiene colpevole benché la sua memoria di quel giorno sia molto sfocata. Del resto Irene aveva il migliore dei moventi, dato che la ‘vittima’, se così si può chiamare, era l’assassino di Giulio, suo figlio. Caso chiuso. Ora, scontata l’intera pena, la donna è di nuovo libera e può provare a ricostruirsi una vita nella sua città, Genova. Vorrebbe cancellare tutto, a partire da Stefano, l’ormai ex marito, ma una serie di lettere anonime le ricorda ogni giorno ciò che ha fatto. Se la prima è una crudele provocazione, le successive sembrano opera di qualcuno in possesso di informazioni che potrebbero riscrivere il passato e
raccontare tutta un’altra storia. Ma come può fidarsi? Se questa persona sa davvero qualcosa, perché non esce allo scoperto? E siamo sicuri che di fronte alla verità sia sempre un bene tenere gli occhi aperti?
Giovedì 10 aprile ore 18
Edmondo Romano e Simona Fasano presentano il loro nuovo lavoro discografico “ES/SE'” (Egea). Intervengono Danilo Di Termini e Corinna Conci.
Venerdì 11 aprile ore 18
Francesca Pongiluppi, nota cantante e scrittrice genovese, presenta “Come le lucciole” (Solferino) insieme a Silvia Neonato. Romanzo vincitrice del premio “LetteraFutura”.
Un romanzo dall’architettura raffinato che intreccia in modo sapiente due dimensioni distanti nello spazio e nel tempo, muovendosi abilmente tra due piani narrativi. Da una parte la Genova del 2001, quella del G8 e di chi voleva cambiare il mondo, dall’altra l’Africa Coloniale Italiana, quella dello sfruttamento economico, dell’oppressione politica, dell’uso della violenza contro la popolazione locale. Grazie a questa alternanza di situazioni in apparenza diversissime, in realtà collegate da temi fondamentali in ogni tempo, l’autrice spalanca davanti a chi legge una riflessione sul sistema-mondo, sul portato contemporaneo di un immaginario coloniale mai definitivamente archiviato, sulle dinamiche economiche responsabili dello sfruttamento. Un romanzo politico, dunque ma anche un romanzo di formazione in cui la protagonista Sonia cerca nuovi modi di stare e abitare il mondo, si interroga sulla propria identità e, scavando nelle proprie memorie familiari, scopre e insegue nelle pieghe del recente passato la figura di Jolanda, indimenticabile personaggia. Pongiluppi tesse così un intreccio mirabile tra memoria, attualità e possibili futuri, e lo fa senza retorica, attraverso una storia di alleanze tra donne che hanno sempre abitato il margine. Un romanzo che, attraverso temporalità sincroniche e molteplici, ci parla in realtà dell’Italia di oggi, della sua memoria corta, di quanto le donne, tra i fragili, paghino sempre un prezzo più alto in ogni sistema di controllo, occupazione e sfruttamento.






