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CASA DEL MARE: «SE NON FOSSE MORTA, FAREBBE ANCORA INVIDIA»

Mi scuso se utilizzo anch’io il mezzo della stampa per replicare a una controreplica del sindaco di Santa, ma a iniziare questo recente “dialogo giornalistico” (che è sempre meglio del silenzio) non sono stato io, visto che una informale risposta era stata (irritualmente) affidata ieri dal primo cittadino a un quotidiano locale.

Vorrei solo precisare che, nelle nostre intenzioni, non v’era alcuna fretta, né alcun intento polemico, ma soltanto la voglia di contribuire al rilancio culturale della Città, chiedendo la restituzione della “Casa del Mare” alla comunità.
La nostra richiesta resterà, pertanto, a futura memoria.
Del resto, la fretta è sempre cattiva consigliera.
Forse proprio per la fretta l’egregio Signor sindaco ha dimenticato che l’epigrafe scritta dai soldati sulla tomba di Jacques de La Palice esattamente era questa: “S’il n’était pas mort, il ferait encore envie”, ovvero: “Se non fosse morto, farebbe ancora invidia”.
Col tempo, la f di ferait diventò s, mentre l’envie si staccò in due parole, diventando en vie. Così la nuova frase fu trasformata (erroneamente) in questa: “Se non fosse morto sarebbe ancora in vita”, fornendo uno scontatissimo significato.
Ecco: il prossimo giugno, con un nuovo Sindaco, forse la “Casa del Mare”, una volta risorta, potrà tornare a far invidia, com’era in un recente passato.
Col tempo e con la paglia, maturano le nespole.
Arrivederci a giugno!
Marco Delpino
Presidente di “Tigulliana”