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Al via il 59° Festival Teatrale di Borgio Verezzi

Festival Teatrale di Borgio Verezzi
Ettore Bassi (Foto © Antonio La Selva)

Si alza il sipario sulla 59° Festival Teatrale di Borgio Verezzi, la storica rassegna ligure che vanta il titolo di più antico festival teatrale italiano. Ad aprire questa attesa edizione ideata dal direttore artistico Maximilian Nisi è il “Miles Gloriosus” di Tito Maccio Plauto, in scena sabato 12 e domenica 13 luglio alle ore 21.30 nell’iconica Piazza Sant’Agostino, cuore della kermesse. Protagonista della nuova produzione firmata dalla Compagnia del Sole è Ettore Bassi nei panni del vanaglorioso Pirgopolinice: soldato spaccone, irresistibilmente teatrale, al centro di una commedia che riflette con ironia tagliente su narcisismo, finzione e adulazione. Pirgopolinice è un fantastico sbruffone, un gioioso pavone, esagerato, spudorato e vitale. Ci sono tempi in cui un personaggio come il suo perfino sulla scena è troppo, risulta distante da qualsiasi possibilità di riflesso nella realtà. Ci sono tempi invece, ahimè, in cui la realtà supera di gran lunga la favola e il povero Pirgopolinice è un ritratto a tinte forti di ben più consapevoli e colpevoli vantoni.

Accanto a Bassi, un cast affiatato che vede in scena Flavio Albanese, Luigi Moretti insieme a Stella Addario, Adriana Gallo, Patrizia Labianca, Loris Leoci, Tony Marzolla e Stefano Quatrosi. La regia è di Marinella Anaclerio, che firma anche traduzione e drammaturgia del testo, in un lavoro di grande rigore e originalità, capace di restituire la ricchezza linguistica e teatrale dell’opera plautina con uno sguardo profondamente contemporaneo. Tutti fingono simpatia e perfino amore nei suoi confronti, pur di ottenere da lui mance ed incarichi, tutti pronti a godere nell’improvvisare vere e proprie recite in favore del credulo pavone. Così la strada diventa scena e il teatro da mezzo diventa fine e le parole di Giulietta si mescolano a quelle di Ofelia in un pot-pourri da serata d’onore. Ne risulta una gara tra attori consumati dove l’unico spettatore pagante viene imbrogliato, derubato e malmenato. L’eccesso è sempre un vizio… a prescindere dal contesto.

«Non si può certo definire Plauto un moralista di quelli che per punire il vizio chiama in causa la virtù – spiega Marinella Anaclerio – semmai un cinico commediante, che da commediante racconta di gente che non vedendo in giro molti ideali per cui valga la pena essere coerenti, cerca di sopravvivere e divertirsi, e forse anche di vendicarsi un po’ di essere costretta a recitare per vivere… Ed è questo piacere dell’attore, questo gusto per la citazione teatrale, sempre in agguato nel testo, che ha comportato per me il principale obbiettivo nel costruire il gioco scenico. Insomma, una commedia adatta ai tempi di grandi commedianti in cui viviamo. La struttura linguistica delle commedie plautine è incredibilmente varia: parti in prosa, recitativi ed “arie”, i cantica appunto, dei quali le partiture sono andate perdute. Ho cercato di rendere tale ricchezza lavorando ad una traduzione drammaturgica, cioè una traduzione che fosse già una proposta di regia, forzando in alcuni casi l’assetto di un personaggio in funzione della resa generale del testo».

L’ambientazione scenica, curata da Pino Pipoli, richiama un’immaginaria Efeso dalle tinte western, cornice ideale per la tragicomica truffa ordita da una banda di sfaccendati ai danni del protagonista. I costumi sono di Stefania Cempini, le luci di Mauro Marasà, con assistenza alla regia di Massimiliano Di Corato.

Il Festival Teatrale di Borgio Verezzi prosegue martedì 15 luglio e mercoledì 16 luglio con una prima nazionale che promette risate intelligenti e momenti di intensa umanità. In scena “La coppia più sexy d’America”, commedia brillante del pluripremiato autore americano Ken Levine, già firma di culto di serie come MASH*, Cheers, Frasier, I Simpson. Protagonisti di questo spassoso e pungente faccia a faccia sono due interpreti d’eccezione: Francesca Reggiani, attrice dalla travolgente vis comica, capace di alternare leggerezza e profondità con naturalezza, e Antonio Catania, volto amato di teatro, cinema e televisione, raffinato interprete dal registro ironico e malinconico. Accanto a loro, Jacopo Ferro, giovane attore già apprezzato per la sua presenza scenica e versatilità.

La regia è affidata a Marco Carniti, che firma un allestimento moderno, dinamico e carico di tensione emotiva. «Vivace e tagliente, lo spettacolo intreccia elementi di satira e commedia romantica – spiega Carniti – offrendo al pubblico uno spettacolo ricco di spunti di riflessione sul contemporaneo: la superficialità dei media, la pressione dell’immagine pubblica di fronte al tempo che passa, la ricerca di un equilibrio tra vita privata e carriera, il restare autentici in un mondo dominato dall’apparenza. Passato e presente si intrecciano, dando forza l’uno all’altro, ridisegnando il destino in una nuova e appassionata storia d’amore. Un amore sexy, che in età matura può essere sorprendente e travolgente come in gioventù, con qualche ‘divertente’ aiutino in più. Perché l’amore è sempre vita.»

La commedia racconta il rocambolesco incontro, trent’anni dopo la fine di una celebre sitcom anni ’80, tra i due protagonisti di un tempo: una “coppia da copertina” che si ritrova oggi in una stanza d’albergo, in occasione di un funerale. Tra sarcasmo e vecchie ferite, rimpianti e nuove rivelazioni, si riaccende un’attrazione inattesa. Uno spaccato tagliente sul dietro le quinte della notorietà e sull’amore che, anche in età matura, può ancora sorprendere, travolgere e salvare.

www.festivalverezzi.it