Nel 1931 Eugene O’Neill sente il bisogno di tornare all’antico, ai classici greci, e scrive una trilogia (Ritorno, L’agguato e L’incubo) ispirata all’Orestea di Eschilo. Il testo di O’Neill conserva le funzioni di quello Eschileo in un affascinante e, allo stesso tempo, inquietante viaggio tra mito archetipico e moderna psicoanalisi. La sua trilogia diventa un dramma borghese, ma al contempo rimane una tragedia classica, affrontando i temi di omicidio, adulterio, incesto e vendetta che, come sappiamo, sono temi che non hanno tempo.

Oggi al Teatro Ivo Chiesa Davide Livermore e Andrea Pocheddu hanno presentato Il lutto si addice ad Elettra, questo il titolo dell’opera complessiva di O’Neill che sabato 11 ottobre alle ore 19,30 inaugurerà la Stagione 2025-26 del Teatro Nazionale di Genova. Uno spettacolo che porta la firma registica di Livermore nella nuova traduzione di Margherita Rubino, con un cast di eccezione che vede come prima donna Elisabetta Pozzi nel ruolo di Clitennestra qui Christine, insieme a Paolo Pierobon , Agamennone ora il generale Ezra Mannon, mentre a Oreste, suo figlio Orin, darà vita Marco Foschi, Linda Gennari sarà Elettra, la figlia Lavinia, e Aldo Ottobrino darà vita ad Adam Brant.
Ricordiamo che la Pozzi aveva già calacato la scena con il medesimo testo di O’Neill quasi trent’anni fa, nella stagione del Teatro Stabile 1996/97 sotto la regia di Luca Ronconi, intepretando però Lavinia e oggi, come in un gioco di specchi, si trova invece a calzare il ruolo di Christine, a quei tempi intepretato da Mariangela Melato. Questo nuovo allestimento vuole uno spettacolo ambientato in uno spazio scenico suggestivo, specchio distorto della mente umana, in cui Davide Livermore ha scelto di rappresentare la vicenda che O’Neill ambientò all’epoca della Guerra di secessione americana, nella famiglia di un generale nordista. Un allestimento in cui il regista fa emergere tutte le tensioni e le contraddizioni di questi personaggi-mito, incarnazioni tragiche che riverberano inquietudini eterne.
Alla presentazione erano presenti i due assessori alla cultura Simona Ferro della Regione e Giacomo Montanari del Comune di Genova. “Si apre con un pezzo da novanta che ci riporta l’attenzione sulla fragilità umana. Abbiamo il piacere di riavere la Pozzi che aveva già intepretato il testo anni fa” ha detto la Ferro, spostando poi l’attenzione su quanto fa Regione Liguria per la cultura : “Noi abbiamo investito 3milioni e mezzo su questo teatro e 700mila sono stati stanziati per la Scuola di recitazione”.
Giacomo Montanari ha ricordato invece i suoi studi sulla grecità: ”Ho un po’ di nostalgia, in quanto mi sono laureato sul teatro greco. Le tematiche vertiginose che portavano i greci erano forti, tematiche più che mai attuali. Con questo spettacolo l’inizio stagione sarà sfavillante in cui ritroviamo la grande stella della Pozzi. C’è sempre più bisogno di rappresentare l’irrapresentabile”.
Margherita Rubino entrando più nello specifico del testo afferma che è grazie a questo lavoro del drammaturgo newyorkese che nasce il teatro americano: ” Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O’Neill fissa la nascita ufficiale del Teatro Americano. O’Neill volle ancorarsi all’atto fondativo dello spettacolo occidentale, la trilogia Orestea di Eschilo, e stabilire una nuova civiltà teatrale. Tre parti e tredici atti, scritti nel linguaggio più lineare e diretto della letteratura angloamericana, corrono via e incatenano lo spettatore grazie a un plot serrato, a una continuità di tensione incredibile e a una profondità del sentire e dell’agire dei personaggi da tragedia greca. Modernissimi sono però l’andamento e il dialogo serrato del tutto contemporaneo ”.
Allo spettacolo sono collegati una serie di incontri che partono proprio questo pomeriggio, Mercoledì 8 ottobre alle ore 17.30, nel foyer del Teatro Ivo Chiesa. Un ciclo di 5 dialoghi dal titolo Raccontando Elettra, in cui Davide Livermore incontra il pubblico per condividere riflessioni e curiosità sul suo lavoro. Insieme a lui intervengono Margherita Rubino e Andrea Porcheddu, dramaturg del Teatro Nazionale di Genova. Ingresso libero con prenotazione. Dopo il debutto genovese lo spettacolo sarà in tournée a Palermo (Teatro Biondo) dal 7 all’11 gennaio, a Napoli (Teatro Mercadante) dal 14 al 18 gennaio, a Torino (Teatro Carignano) dal 21 al 25 gennaio, a Brescia (Teatro Sociale) dal 27 gennaio all’1 febbraio, a Trieste (Teatro Rossetti) dal 5 all’8 febbraio, a Treviso (Teatro Del Monaco) dal 12 al 15 febbraio. Francesca Camponero












