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Nuovo Galliera, Pellerano (Lista Biasotti)

«Occorre stringere i tempi per la realizzazione del progetto del nuovo Galliera: gli oltre 100 mila abitanti del centro di Genova rischiano di rimanere senza un ospedale». Questa la dichiarazione di Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che interviene in merito alle recenti dichiarazioni sul futuro del nosocomio genovese da parte del direttore generale Adriano Lagostena che ha affermato che “se non si realizza in tempo utile il progetto del nuovo ospedale Galliera di Genova si rischia la chiusura entro 3, 4, forse 5 anni perché le strutture sono vecchie e non rispettano i parametri di sicurezza”.

«Nel solo centro di Genova – dice Pellerano – vivono più abitanti che nei Comuni di Savona o della Spezia, è fuor di dubbio che il servizio sanitario offerto da un ospedale come il Galliera sia fondamentale per la tutela della salute di una popolazione che ricopre un bacino d’utenza così ampio. Il Galliera è un ospedale con oltre 150 anni di vita sulle spalle, con carenze strutturali evidenti e con costi di gestione e di manutenzione insostenibili. Inoltre, c'è il rischio concreto che la struttura, tra cinque anni, non riesca più a soddisfare gli standard di sicurezza e che di conseguenza venga chiusa. Sarebbe un danno enorme per tutti i genovesi, in particolare per coloro che vivono tra Principe e Brignole, che hanno già assistito al trasferimento dell’ospedale Evangelico da Manin a Voltri, alla chiusura del Palazzo della Salute di Pammatone e, a breve, della sede ASL di Via Assarotti. Ma oltre al danno, per i genovesi ci sarebbe anche la beffa visto che il progetto del nuovo Galliera è già stato più volte presentato alla stampa e alla cittadinanza e che sono già stati fatti studi, approfondimenti ed individuati importanti stanziamenti. Ora la Regione non può più tergiversare, in balia delle opposizioni interne alla xalizione che sostiene Burlando, spesso dettate da logiche di pura demagogia da campagna elettorale. Bisogna portare a termine, con responsabilità, un progetto ormai avviato che non possiamo permetterci di lasciare sulla carta».