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Sonnabend Collection Mantova apre il 29 novembre: Warhol, Koons, Lichtenstein, Kiefer e molti alt

Sonnabend Collection Mantova
Sonnabend Collection Mantova- Foto allestimento (Foto Giuseppe Gradella)

Tra le sale completamente restaurate di un palazzo medievale nasce un museo dedicato a una delle più straordinarie collezioni d’arte contemporanea. Dal 29 novembre 2025 il Palazzo della Ragione di Mantova accoglie la Sonnabend Collection Mantova, che racconta la storia di un secolo attraverso lo sguardo di Ileana Sonnabend, la gallerista e collezionista che ha saputo unire l’America e l’Europa, trasformando per sempre la geografia dell’arte.

Con l’apertura della Sonnabend Collection Mantova, la città del Rinascimento si arricchisce di un museo internazionale che intreccia la storia di una donna che ha rivoluzionato il sistema dell’arte e quella di un luogo che, dal Quattrocento a oggi, continua a essere centro vitale della cultura europea.

La raccolta, costruita nel corso di una vita da Ileana Sonnabend (1914–2007) insieme al marito Michael Sonnabend (1900–2001) e al loro figlio adottivo Antonio Homem, offre una testimonianza delle sperimentazioni della cultura visiva dalla metà del XX secolo, delineando una vera e propria mappa della creatività contemporanea. Attraverso le gallerie Sonnabend di Parigi e New York, Ileana ha saputo anticipare e diffondere le tendenze artistiche che hanno ridefinito l’immaginario collettivo: dal linguaggio sperimentale del Neo-Dada alla forza iconica della Pop Art, dalle strutture rigorose del Minimalismo a quelle poetiche dell’Arte Concettuale, fino ai linguaggi visionari dell’Arte Povera italiana e allo sviluppo della fotografia contemporanea.

Sonnabend Collection Mantova

Il percorso espositivo, curato da Antonio Homem e dal direttore artistico Mario Codognato, si articola in undici sale che accompagnano il pubblico in un itinerario cronologico e tematico dal secondo dopoguerra a oggi alla scoperta delle 94 opere esposte.

La prima sala si apre sulle origini della collezione Sonnabend, nel momento di transizione dall’Espressionismo Astratto al nuovo interesse per la rappresentazione della realtà emerso alla fine degli anni Cinquanta, con opere di Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Cy Twombly, James Rosenquist, Jim Dine e John Chamberlain, in relazione ai lavori europei di Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, Arman e Christo.

La seconda sala è dedicata alla Pop Art, movimento che Ileana Sonnabend intuisce e promuove in Europa con straordinaria precocità, con opere di James Rosenquist, Andy Warhol, Tom Wesselmann e Roy Lichtenstein; in dialogo con loro, le sculture di Claes Oldenburg e George Segal.

La terza sala esplora il Minimalismo degli anni Sessanta attraverso le opere di Donald Judd, Robert Morris, Larry Bell e John McCracken. Il percorso include anche pratiche concettuali di Sol LeWitt, Mel Bochner, Barry Le Va e John Baldessari. Infine Peter Halley, che negli anni Ottanta reinterpreta la geometria minimalista in chiave urbana e sociale.

La quarta sala presenta le ricerche degli anni Sessanta che sviluppano e superano il Minimalismo, concentrandosi sul rapporto con lo spazio e la dialettica tra forma e materiale. Sono presenti opere di Robert Morris, Bruce Nauman, Richard Serra e Keith Sonnier.

La quinta sala celebra l’Arte Povera italiana, introdotta da Ileana Sonnabend alla fine degli anni Sessanta grazie alla sua conoscenza diretta degli artisti torinesi e piemontesi. La selezione di questa sala include Jannis Kounellis, Gilberto Zorio, Mario Merz, Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari e Giulio Paolini.

La sesta sala esplora le ricerche artistiche degli anni Settanta tra performance, fotografia e concettualismo, con opere di John Baldessari, Gilbert & George, Vito Acconci, Christian Boltanski, Piero Manzoni e Bernd e Hilla Becher.

La settima sala mette in luce l’esplorazione dei linguaggi sperimentali degli anni Settanta tra pratiche performative, fotografiche e video. Sono esposti artisti come William Wegman, Boyd Webb, Andrea Robbins e Max Becher, Luigi Ontani, Anne e Patrick Poirier, Hiroshi Sugimoto e Richard Artschwager.

L’ottava sala racconta le ricerche artistiche degli anni Ottanta, caratterizzate dall’ambiguità della percezione e dal superamento dell’umano. Si susseguono opere di Terry Winters e Carroll Dunham, Peter Fischli e David Weiss, Robert Feintuch e Rona Pondick.

La nona sala esplora il dialogo tra fotografia e pittura, mostrando come il medium fotografico possa confrontarsi con la storia della pittura senza annullarla, con opere di Candida Höfer, Elger Esser e Lawrence Beck, Clifford Ross e Matthias Schaller.

La decima sala esplora il Neo-Espressionismo tedesco grazie ai lavori di Anselm Kiefer, Jörg Immendorff e A.R. Penck in cui pittura e storia s’incontrano.

L’undicesima e ultima sala presenta Jeff Koons, Haim Steinbach e Ashley Bickerton, protagonisti della stagione Neo-Geo americana degli anni Ottanta.

In occasione dell’apertura, il museo ospita anche un focus temporaneo dedicato agli Screen Tests di Andy Warhol, ritratti filmati di un centinaio di personaggi diversi realizzati tra il 1963 e il 1966. Vengono presentati ventuno film della durata di circa quattro minuti ciascuno.

Il progetto allestitivo è curato da unostudio.
Sponsor dell’iniziativa è BPER Banca.

Informazioni e biglietteria

I biglietti sono acquistabili al sito: https://sonnabendmantova.vivaticket.it/
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica: 10:00 – 18:00.
Chiusura biglietteria ore 17:00.
Chiuso il martedì.
Chiuso il 25 dicembre, aperto nelle altre festività.
Palazzo della Ragione di Mantova (Piazza Erbe 13, Mantova).

Sito web e canali social dedicati:
Sito Web: www.sonnabendmantova.it
Instagram: @sonnabendmantova
Facebook: SonnabendCollectionMantova