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René De Ceccatty il 10 dicembre al Teatrino Ottavio Cirio Zanetti di Genova per “Un’assenza intima”

Teatrino Ottavio Cirio Zanetti
René De Ceccatty (Foto ©Rodrigue Fondeviolle)

Genova – René De Ceccatty, scrittore, drammaturgo, traduttore di fama internazionale con un forte legame con l’Italia e con il Teatrino Ottavio Cirio Zanetti, mercoledì 10 dicembre 2025 alle ore 18, sarà al Teatrino Ottavio Cirio Zanetti (salita Inferiore San Rocchino 3R, Genova) per un omaggio a Maria Callas e a Pier Paolo Pasolini, un intellettuale da ricordare al di fuori delle convenzioni e dell’ufficialità a cinquant’anni dalla morte. Fu De Ceccatty, su commissione di Giorgio Ferrara e Adriana Asti, a scrivere il dialogo fra la cantante e Pasolini dal titolo “Un’essenza intima”, confluito insieme ad altri tre nel volume “La parola amore” (Archinto). Nel corso della serata, René De Ceccatty presenterà il libro e il dialogo, assistendo alla rappresentazione che ne fanno i due giovani attori Brigida Cesareo (Superfinalista al Premio Hystrio alla vocazione 2025) e Giulio Cervi (diretto, fra gli altri, da Theodoros Terzopoulos) nei ruoli di Maria Callas e Pier Paolo Pasolini, già eseguito all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.

Immaginate la star della lirica e lo scrittore-regista più scomodo dell’Italia di allora. Siamo nell’agosto del 1970. Si trovano in Grecia, sull’isola di Tragonissi, in casa degli Embirikos, amici della Callas, in quel momento assenti. Hanno da tempo concluso le riprese di “Medea”, hanno promosso insieme il film che non ha avuto il successo sperato, sono stati in Africa con Dacia Maraini e Alberto Moravia, poi da soli in Argentina e in Brasile. Il loro legame, in quel momento è molto stretto. Più avanti si sarebbero allontanati, però sempre in contatto per lettera o al telefono. Ma in quell’estate, davanti all’Egeo, erano molto vicini. Stavano prendendo in considerazione l’ipotesi di proseguire la loro collaborazione, ma poi rinunciarono. De Ceccatty, immaginando il loro dialogo, indaga la parola amore in uno dei suoi tanti significati possibili e la difficoltà di pronunciarla, di viverla come sentimento esplicito.

Nel 1969 e 1970, Maria Callas e Pasolini vissero attraverso il lavoro che li aveva fatti incontrare, un’amicizia amorosa cui fanno riferimento le poesie dell’uno e le lettere dell’altra. Erano stati abbandonati dai rispettivi amanti: Aristotele Onassis e Ninetto Davoli. Avevano in comune anche tanti scandali e processi, provocati dalle loro relazioni molto difficili con il pubblico e con la stampa. Queste analogie, il loro idealismo artistico, lo stesso identico modo di concepire il sacro in arte. e la loro illusoria disponibilità li avvicinarono e poi li allontanarono. La Callas era grata a Pasolini di averle dato l’opportunità di interpretare un grande ruolo tragico percorrendo una via diversa dalla lirica. Pasolini non cambiò il proprio orientamento sessuale per la Callas. Ma forse il loro fu lo stesso un rapporto d’amore.

De Ceccatty per scrivere il dialogo “Un’assenza intima” ha citato liberamente brani di opere di Pasolini: “Amado mio”, “Petrolio”, “Teorema”, “Affabulazione”, la sceneggiatura originale di “Medea” (con estratti della Medea di Euripide, tradotti da Pasolini), “Le ceneri di Gramsci”, “La religione del mio tempo”, “Trasumanar e organizzar”, “L’hobby del sonetto”, “Empirismo eretico”, “Il caos”, “La rabbia”, il suo carteggio (lettere a Silvana Mauri), le lettere di Maria Callas a Pasolini e varie interviste.
Il legame di René De Ceccatty con Genova parte da lontano. Fu la casa editrice genovese Costa & Nolan nel 1992 a pubblicare in Italia una delle sue prime opere, “La stella rubino”. Inoltre, nel 1999, il Teatro Stabile di Genova coprodusse “Pene di cuore di una gatta francese”, scritto insieme all’amico Alfredo Arias che ne firmò la regia insieme a Marilù Marini. Nel 2023 fu una prima volta ospite del Teatrino Ottavio Cirio Zanetti per presentare i libri “L’accompagnamento” (Feltrinelli) e “Maria Callas” (Neri Pozza) e una seconda nell’estate del 2024 per dirigere il master “Il mestiere di scrivere”. Conosceva Ottavio già quando da giovane regista ventenne diresse “Il miele di Luxembourg”, cortometraggio di 22 minuti invitato al festival Annecy con Umberto Eco nella parte di se stesso e René con parrucca e abito d’epoca nella parte del musicista Lulli.

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