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Una sentenza “lapalissiana” e una sonora “bacchettata” sulle mani del primo cittadino del Campidoglio sammargheritese…

Ha poco da gioire il sindaco di Santa Margherita Ligure di fronte al verdetto sul ricorso promosso da quelle che lui definisce “pseudo associazioni ambientaliste”.

Una sentenza che, se appare una “vittoria” (di Pirro) nella forma, assume il sapore di una sonora sconfitta nella sostanza per l’amministrazione guidata da Roberto De Marchi.
Il primo cittadino del Campidoglio sammargheritese, infatti, ha “starnazzato” per mesi sostenendo che il suo bel PUC non doveva essere sottoposto a VAS.
La sentenza del TAR, invece, ribadisce ciò che le “pseudo associazioni ambientaliste” hanno sempre sostenuto.
Se avesse evitato di incaponirsi, anzi “intestardirsi” (come dicono i giudici del TAR), a quest’ora Santa Margherita Ligure avrebbe già il suo bel PUC e lui avrebbe evitato di farsi “verde” (non per essersi convertito all’ambientalismo, ma per i… travasi di bile) e di far spendere (inutilmente) soldi e tempo a quegli attenti Cittadini che il sindaco regolarmente insulta o sbeffeggia.
Ma De Marchi, che di una sentenza complessa si limita a leggere soltanto la prima pagina (dimenticandosi delle altre cinque) e che non sa distinguere La Palisse da La Fayette, si trova di fronte, kafkianamente parlando, a una sentenza così “lapalissiana” che, se alle “pseudo associazioni ambientaliste” manda a dire che non avevano titolo nel proporre ricorso, sulle mani del sindaco assesta invece una sonora “bacchettata”.
Ma, si sa, il “primo cittadino del Campidoglio sammargheritese” non sbaglia mai. Neppure quando ceffa. Lui, infatti, a differenza di chi stende questa nota, usa sempre la Brillantina Linetti.

Marco Delpino
Vice Presidente dell’Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino”