Si è concluso il Tour Ventalogo Marevivo – Rotta 14, la traversata nel cuore del Santuario Pelagos che Matteo Basile, Presidente della Lega Navale Italiana Sezione di Andora, ha compiuto dal 27 aprile fino al rientro nel porto di partenza, toccando le sezioni LNI di Savona, Santa Margherita Ligure, Genova Sestri Ponente, La Spezia, Livorno, Lavagna, Genova Porto Antico e Loano. In ogni approdo, due messaggi viaggiavano insieme sotto lo stesso guidone: quello del Ventalogo del Mare — il manifesto in venti punti elaborato da Marevivo e Lega Navale Italiana che traduce in gesti quotidiani il rispetto per l’ecosistema marino — e quello della campagna nazionale “Stop Food Oils and Fats in the Sea”, promossa da Nuova C Plastica con il sostegno di CONOE e riconosciuta da ASviS come Buona Pratica Territoriale 2025–2026 per l’attuazione del Goal 14 dell’Agenda ONU 2030. Due iniziative distinte per origine, una sola direzione di marcia: restituire al mare la cura che merita, partendo dai comportamenti di ogni giorno.
Una traversata che non ha concesso sconti alla realtà: all’altezza dell’Isola di Capraia, il maltempo ha costretto Basile a interrompere la rotta e a rientrare a La Spezia. Quel momento — la barca che torna indietro, che riprende il mare appena le condizioni lo consentono — dice forse più di qualsiasi dichiarazione d’intenti: navigare davvero nel Santuario Pelagos significa accettare le sue regole.
Tappa dopo tappa, il progetto ha saputo costruire momenti di dialogo autentico: in ogni darsena, soci, marinai, famiglie e ragazzi hanno accolto il messaggio con la stessa consapevolezza — quella di chi vive il mare e sa che la sua tutela inizia dai gesti di ogni giorno. In ciascun porto sono state consegnate le tanichette Marino, simbolo della campagna, e il gioco educativo “I Guardiani del Mare – Race to 2030”, costruito attorno agli obiettivi che le Nazioni Unite hanno elaborato per il Goal 14 con scadenza 2030: strumenti concreti per rinnovare porto per porto l’impegno comune verso un mare più sano e più protetto.
«Navigare nel Santuario Pelagos con la bandiera Stop Food Oils a prua è stato qualcosa che non dimenticherò — sottolinea Matteo Basile, Presidente della Lega Navale Italiana Sezione di Andora. Ogni porto mi ha riservato un’accoglienza che andava ben oltre la cortesia istituzionale: era riconoscimento, era appartenenza, era la prova che chi vive il mare sa già, nel profondo, che la sua tutela inizia dai gesti di ogni giorno. Soci, marinai, famiglie, ragazzi venuti ad ascoltare: in ogni darsena ho visto lo stesso sguardo — quello di chi ha capito che il Goal 14 non è un numero su un documento, ma la direzione di marcia della nostra generazione. Portare questo messaggio nel cuore del Pelagos, tra le rotte delle balenottere e dei capodogli, è stato il privilegio più grande di questo viaggio».
La chiusura di Rotta 14 arriva in un momento di particolare risonanza istituzionale. Dal 6 al 22 maggio si svolge su tutto il territorio nazionale la decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso dall’ASviS, articolata in 17 giorni — tanti quanti sono gli SDGs — per coinvolgere fasce sempre più ampie della popolazione. Il programma degli eventi si articola in otto città: Roma, Bruxelles, Milano, Bologna, Parma, Torino, Bari e Genova. Il 2026 rappresenta un anno particolarmente significativo: a quattro anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, meno del 20% dei target globali risulta attualmente raggiungibile. È esattamente in questo scenario che Rotta 14 restituisce tutto il suo peso: non una buona pratica isolata, ma una risposta concreta e navigata — letteralmente — nelle acque più preziose del Mediterraneo.
«Rotta 14 si chiude mentre l’Italia intera discute di futuro sostenibile, nelle piazze e nelle aule del Festival ASviS — aggiunge Piero Camoli, amministratore di Nuova C Plastica e promotore della campagna “Stop Food Oils and Fats in the Sea”. Vedere Matteo Basile navigare nel Santuario Pelagos con il Guidone della Sostenibilità a prua, mentre a Bologna, a Torino, a Genova, a Bari si ragiona sui Goal dell’Agenda 2030, ci dice una cosa sola: il cambiamento sta avanzando su più fronti contemporaneamente, per terra e per mare. Ogni tanichetta Marino distribuita in cambusa, ogni sezione LNI che ha aperto le porte a questo messaggio, ogni studente degli Istituti Alberghieri che ha imparato a non versare l’olio negli scarichi — tutto questo è già l’Agenda 2030 che si realizza. Non tra quattro anni. Adesso».







