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Genova: al cinema Sivori l’11 giugno il film “Un sogno italiano”

cinema Sivori
Un sogno italiano

Genova – Con il film “Un sogno italiano” di Fausto Caviglia si ricordano i 70 anni dell’accordo italo-tedesco sul lavoro, firmato il 20 dicembre 1955. Una proiezione speciale è in programma giovedì 11 giugno 2026, alle ore 21, al cinema Sivori di Genova, un giorno prima della presentazione in Parlamento. Nella sala di salita S. Caterina introducono il film il regista Fausto Caviglia e Giorgia Barzetti, curatrice del Mei – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova. Il patto italo-tedesco ha dato origine all’emigrazione di massa degli italiani in Germania Ovest: si parla di oltre 500.000 persone partite verso il Nord in cerca di lavoro dal 1955 a metà anni ’70. Il film, prodotto da Cristiano Bortone con Orisa e distribuito da Piano B, ripercorre la storia epica e dimenticata di tanti fra loro. Il Mei ha affiancato la produzione nel lavoro di ricerca storica e documentaria, mettendo a disposizione competenze, fonti e materiali utili a ricostruire il contesto dell’emigrazione italiana verso la Germania e le vicende umane che hanno caratterizzato questo importante capitolo della nostra storia nazionale. «Questo film – dichiara il regista Fausto Caviglia – è un omaggio all’umanità che sta dietro ogni grande fenomeno sociale e racconta tante storie personali straordinarie seppur piccole, storie fatte di solidarietà, ingegno e orgoglio che io ho cercato di far rivivere in tutta la loro carica emotiva».

“Un sogno Italiano” è un viaggio attraverso le storie epiche e dimenticate degli italiani che, a partire dagli anni Cinquanta, hanno lasciato i propri paesi d’origine alla ricerca di una vita migliore in Germania, contribuendo con il loro coraggio e la loro determinazione al miracolo economico. Attraverso materiale d’archivio mai visto, ritratti di alcuni dei protagonisti di questa epopea ancora vivi, estratti di film, il film fa riflettere sul fenomeno della migrazione e sul valore dell’integrazione. Nel dopoguerra, la Germania Ovest aveva bisogno di manodopera per sostenere la sua industria. Si partiva spesso da paesini del meridione afflitti dalla povertà, disposti a tutto pur di conquistare un futuro per sé stessi ed i propri cari. I nuovi arrivati dovettero confrontarsi con condizioni di vita spesso difficili, l’istintivo razzismo dei locali, lo spaesamento. Alcuni tornarono in Italia, ma molti finirono con lo stabilirsi nel nuovo paese, contribuendo al profondo cambiamento della Germania e dando vita a comunità italo-tedesche tuttora vive e radicate. Con i loro sforzi, hanno contribuito alla ricostruzione di entrambi i Paesi ponendo le basi di quella che oggi riconosciamo come cittadinanza europea.

«È la storia di uomini e donne – aggiunge il presidente dei Mei Paolo Masini – partiti con valigie cariche di sacrifici e disperazione ma anche di speranza, che hanno saputo trasformare la condizione di Gastarbeiter, i cosiddetti “lavoratori ospiti”, in una straordinaria opportunità di riscatto e integrazione. È particolarmente significativo che il progetto venga presentato al Cinema Sivori, la sala più antica d’Italia, che da oltre un secolo racconta storie e accompagna i cambiamenti della società. Questa proiezione è un’occasione per creare un dialogo tra memoria, patrimonio culturale e nuove generazioni, affinché queste vicende continuino a essere conosciute, comprese e condivise».

MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana
Il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana – con sede a Genova, è nato dall’accordo tra il Ministero della Cultura, la Regione Liguria e il Comune di Genova con la volontà di raccontare molteplici aspetti del fenomeno migratorio italiano dall’Unità d’Italia ad oggi. Il riallestimento multimediale è visitabile all’interno della Commenda di San Giovanni di Pré, ristrutturata per l’occasione, e vive in stretta relazione con il Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e il Galata Museo del Mare. Da Genova milioni di italiani sono partiti diretti alle Americhe, all’Africa, all’Asia, all’Australia e all’Europa lasciando tutto per giocarsi un viaggio senza ritorno. Il MEI è nato per ricordare questi migranti, raccontare le storie e i motivi della partenza da punto di vista umano, storico, sociologico. Un museo innovativo e multimediale, dove i visitatori possono interagire con spazi e oggetti e vivere esperienze immersive grazie allo stato dell’arte della tecnologia. Vedere, ascoltare, imparare e mettersi alla prova, negli allestimenti scenografici di uno degli edifici medievali più̀ antichi della città. Il Museo è aperto dal martedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

Tutta l’attività di Circuito è sostenuta dai main sponsor: BPER: Banca, che promuove la cultura e le imprese liguri, in una sfida che unisce tradizione e innovazione; Santagostino – La tua salute con l’obiettivo di erogare servizi sanitari di qualità grazie all’innovazione e il facile accesso, mettendo sempre il paziente al centro.

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