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Quarta edizione di “Parole antiche per pensieri nuovi” al Palazzo Reale di Genova dal 27 giugno al 29 settembre

Parole antiche per pensieri nuovi
Palazzo Reale a Genova (Foto@Max Valle)

Genova – Quarta edizione di “Parole antiche per pensieri nuovi” con sette spettacoli da sabato 27 giugno a martedì 29 settembre 2026 nel Salone da Ballo del Palazzo Reale di Genova (via Balbi 10. Ne sono protagonisti Mino Manni con “Il Mediterraneo in barca” spettacolo musicale tratto dal libro di Georges Simenon, nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure con la regia di Sergio Maifredi; Arianna Scommegna con “Medusa, Scilla e la Sfinge. Donne, maghe e mostri”, sul palco insieme al musicista Edmondo Romano, altra nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure con la regia di Sergio Maifredi e la drammaturgia di Giorgio Ieranò; Roberto Alinghieri con “Robinson di Daniel Defoe”; il filosofo Simone Regazzoni con quattro conferenze spettacolo: “La notte appartiene agli amanti. Eros e filosofia in Platone”, “Eros. L’amore secondo Platone”, “Libertà. La vita secondo Diogene il Cinico”, “Forza. La morale secondo Nietzsche”.
La rassegna di Palazzo Reale “Parole antiche per pensieri nuovi” porta il nome del più esteso progetto che attraversa tutta la Liguria, ma trova una sua peculiare collocazione in uno dei musei nazionali del capoluogo ligure. Fino a pochi giorni fa era diretto dalla direttrice regionale Alessandra Guerrini, che nel suo saluto all’incarico ha dichiarato l’obiettivo di tanti anni di lavoro: “Musei non più soltanto custodi del passato, ma luoghi vivi. Un museo vivo è un museo che continua a crescere: questo significa avere costruito un rapporto di fiducia con il territorio e con le persone”. Una linea che ben si sposa con l’attività di Teatro Pubblico Ligure che dal 2011 riporta alla forza della narrazione orale i pensieri antichi per sviluppare pensieri nuovi, facendo perno sul teatro come elemento capace di portare un valore aggiunto ai luoghi museali, ai monumenti, ai siti archeologici della Liguria.

Ideato e diretto da Sergio Maifredi, “Parole antiche per pensieri nuovi” è prodotto da Teatro Pubblico Ligure e Musei Nazionali Di Genova – Direzione regionale Musei Nazionali Liguria, con il sostegno di Ministero della Cultura e Regione Liguria, con il contributo di Fondazione Carige. Biglietti: 10 euro intero, 8 euro ridotto. Con il biglietto dello spettacolo è possibile visitare il Museo, arrivando un’ora prima dell’inizio o quando è finito. Prevendita on line su www.mailticket.it. Informazioni al numero whatsapp 351 4472182 o alla mail [email protected]. Informazioni su Palazzo Reale: tel. 010 2705231, [email protected]

Situato in pieno centro di Genova, l’antico Palazzo di Stefano Balbi, divenuto poi Palazzo Reale, costituisce uno dei siti di maggiore interesse del patrimonio monumentale e artistico della Città. Dal 2007, insieme alle Strade Nuove e al Sistema dei Palazzi dei Rolli, è iscritto nella lista del patrimonio Unesco. “Parole antiche per pensieri nuovi” inizia sabato 27 giugno, alle ore 17, nel Salone da Ballo di Palazzo Reale (via Balbi 10) con “Il Mediterraneo in barca” tratto dal libro di Georges Simenon, il nuovo spettacolo di Teatro Pubblico Ligure con la regia di Sergio Maifredi, che per la prima volta porta in scena il testo del grande autore belga. Che Simenon sia un prodigioso narratore è a tutti noto. Ma forse non tutti sanno che, in particolare fra il 1931 e il 1946, è stato un reporter abile e singolare. Singolare perché, lungi dal considerarsi un inviato speciale, i suoi reportage li ha scritti «per sé», per viaggiare, per finanziare la sua curiosità. Lo dimostra questo resoconto di una crociera compiuta nel Mediterraneo – da Porquerolles alla Tunisia passando dall’Elba, Messina, Siracusa, Malta – a bordo di una goletta: una lunga crociera durante la quale Simenon, che si era ripromesso di capire e descrivere il Mare nostrum, non potrà che confermarsi nella sua vera vocazione, la stessa di Stevenson: raccontare storie. “Il Mediterraneo in barca” è uno spettacolo musicale con Mino Manni protagonista, la musica originale di Roberto Frati eseguita dal vivo dal trio composto da Fabio Battistelli al clarinetto, Riviera Lazeri al violoncello e Clarice Binet al violino. «Georges Simenon – scrive il regista Sergio Maifredi – è probabilmente lo scrittore che ho letto di più in vita mia. La scoperta dei reportage è stata però una rivelazione recente. In quelle pagine emerge un Simenon meno narratore e più osservatore, capace di decifrare la realtà come un detective cerca ciò che si nasconde sotto le apparenze. Il suo viaggio nel Mediterraneo degli anni Trenta intercetta tensioni che esplodono oggi nel nostro presente. Per Simenon il Mediterraneo non è un confine, ma una strada. Le sue rotte assomigliano al viavai di un corso in una piccola città». Il Mediterraneo è una faglia tra continenti, una piccola spaccatura geografica che mette in relazione mondi lontani. Da qui la sua straordinaria energia: una miscela di culture, commerci, desideri, conflitti e migrazioni. Simenon coglie tutto questo con un’intelligenza profetica, restituendoci il ritratto di un Mediterraneo dove le tensioni del passato e di oggi, si incontrano e sono il nostro destino.

Martedì 7 luglio alle 17 la rassegna prosegue con Simone Regazzoni e “La notte appartiene agli amanti. Eros e filosofia in Platone”. Il filosofo genovese ribalta l’immagine scolastica di Platone e parla dell’importanza dell’eros nella sua filosofia. Quando Platone crea la filosofia fa una cosa inaudita, temeraria, con cui oggi dobbiamo tornare a fare i conti. Platone ci dice che pensare non è fare buon uso della razionalità, dei concetti, della logica: pensare è una facoltà di amare. Ciò che muove il pensiero è amore, Eros, una divinità notturna, concepita di notta, che accende il desiderio. Non un desiderio metaforico, ma reale, carnale, il desiderio degli amanti. La filosofia nasce infatti dall’incontro erotico con l’Altro, e vive dell’erotismo muscolare del dialogo come ben ci mostra il Simposio, il dialogo notturno interamente dedicato alla filosofia come Eros. Lo scopo di questo amore non è aumentare la nostra conoscenza, ma generare vita, intensificare e moltiplicare la vita, le esperienze di vita, secondo il corpo e secondo l’anima. Produzione Teatro Pubblico Ligure.

Martedì 14 luglio alle ore 17 il Salone da Ballo di Palazzo Reale ospita Arianna Scommegna in “Medusa, Scilla e la Sfinge. Donne, maghe e mostri”, nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure con la regia di Sergio Maifredi e la drammaturgia di Giorgio Ieranò, professore ordinario di Letteratura greca all’Università di Trento. Nella tessitura dello spettacolo, di grande rilievo è il ruolo della musica originale di Edmondo Romano eseguita dal vivo, che accompagna il filo delle parole. I mostri hanno spesso un volto femminile. Spaventoso ma anche seducente, dove la bellezza si congiunge con il terrore, il divino con l’infernale. I mostri spesso hanno anche una storia, un passato, una biografia. Medusa e Scilla erano un tempo ragazze bellissime e innocenti trasformate in creature orrende da una magia crudele. A volte, nel loro cuore, dietro la maschera dell’orrore, sembra abitare una malinconia nascosta. Nello sguardo di Medusa, nella voce suadente della Sirena, nella solitudine della Sfinge, nella furia delle Erinni è custodito un mistero che allude a quanto di indicibile c’è nelle nostre vite. Sottotraccia corre una paura del femminile come dimensione incomprensibile e inquietante. Ma soprattutto c’è un mondo di spaventi primordiali che va a toccare i segreti più profondi della nostra anima. Lo spettacolo è una giostra in cui Medusa, Scilla, la Sfinge e le altre tornano a vivere e a raccontarsi attraverso le parole dei poeti greci e latini e attraverso le invenzioni, talvolta giocose ma non per questo meno serie, degli scrittori moderni.

Martedì 21 luglio alle ore 17 si passa a un classico della letteratura internazionale “Robinson di Daniel Defoe” con Roberto Alinghieri. Il mare, la solitudine, la forza di reagire in uno dei romanzi capitali della letteratura moderna, “Robinson Crusoe” di Daniel Defoe. Parole che diventano carne viva nell’interpretazione di Roberto Alinghieri. Daniel Defoe, partendo da una storia realmente accaduta, trasfigurandola in grande letteratura, crea un eroe moderno, figlio del suo tempo. L’isola dove si svolgono le avventure del naufrago Robinson rappresenta tutte le contraddizioni di quel mondo moderno che, agli inizi del XVIII secolo, si andava delineando nel confronto tra la Vecchia Europa e i Nuovi Mondi scoperti. Il regista Sergio Maifredi gioca con un Alinghieri in equilibrio tra narrazione e dialogo scenico, facendo sentire tutti Robinson, piccoli, goffi, ingegnosi e ostinati naufraghi che affidano i loro s.o.s. al mare, con un’incrollabile speranza chiusa in una bottiglia. Una produzione Teatro Pubblico Ligure.

La rassegna riprende nel Salone da Ballo di Palazzo Reale martedì 15 settembre, alle ore 17, con Simone Regazzoni e “Eros. L’amore secondo Platone”. «Per Platone – spiega Regazzoni – l’amore, eros, non è semplicemente desiderio di sapere, ma desiderio di generare nel sapere, secondo il corpo e secondo l’anima. Per Platone noi mortali abbiamo questo di immortale: la generazione e la procreazione. Ne parlerò partendo dal Simposio, in cui Aristodemo racconta il giorno in cui incontrò Socrate per strada e si stupì vedendolo così ben vestito e calzato. Stava recandosi a cena da Agatone per celebrare la sua vittoria nell’agone tragico». È la cena che si concluderà con il dialogo sul tema dell’eros. Tutti gli invitati sono chiamati a fare un discorso su questo tema, procedendo secondo l’ordine in cui sono disposti attorno alla tavola, da sinistra a destra. Fra gli ospiti quella sera c’era anche Aristofane.

Martedì 22 settembre, alle ore 17, Simone Regazzoni prosegue i suoi interventi sulla filosofia con “Libertà. La vita secondo Diogene il Cinico”, che parte da questo aneddoto storico per spiegare la grandezza del pensiero di Diogene. Alessandro Magno, l’uomo più potente del suo tempo, voleva conoscere il filosofo Diogene di Sinope. Si recò da lui e gli chiese ‘Dimmi cosa vuoi da me’, pronto a esaudire ogni suo desiderio. Diogene il Cinico rispose ‘Che ti sposti dal sole’. Diogene, che viveva in totale povertà (spesso ricordato per risiedere in una botte) e disprezzava le ricchezze materiali, trattò il re con totale indifferenza. Invece di adirarsi, Alessandro rimase talmente colpito dall’audacia e dall’integrità di quell’uomo da esclamare: “Se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene”.

Infine, martedì 29 settembre alle 17, “Parole antiche per pensieri nuovi” a Palazzo Reale di Genova si conclude con il quarto spettacolo di Simone Regazzoni, “Forza. La morale secondo Nietzsche”. La filosofia viene ricondotta all’esperienza concreta della vita quotidiana. Nietzsche diceva di stare seduti il meno possibile e di non fidarsi dei pensieri che non sono nati all’aria aperta, in movimento, i pensieri che non siano una gioia anche per i muscoli.

“Parole antiche per pensieri nuovi” è un prodotto da Teatro Pubblico Ligure e Musei Nazionali di Genova – Direzione regionale Musei Nazionali Liguria, con la direzione artistica di Sergio Maifredi, sostenuto da Ministero della Cultura e Regione Liguria con il contributo di Fondazione Carige.