Tutte le curiosit Vengono da tutto il mondo e fanno i mestieri più diversi gli alpinisti che si contendono l’ambita piccozza d’oro 2012. In lizza ci sono gli statunitensi Conrad Anker, Jimmy Chin e Renan Ozturk, per l’apertura di una nuova via al centro dei Meru Peaks, in India: il primo, quarantanovenne padre di tre figli, è un alpinista professionista che sta preparando la spedizione statunitense all’Everest del prossimo anno per celebrare il 50/o anniversario della prima scalata a stelle e strisce della montagna più alta del mondo; il secondo è un fotografo e cineasta molto apprezzato, non solo per gli scatti di montagna; il terzo è uno scalatore affermato, rimasto vittima di un grave incidente (frattura cranica e contusioni varie) sugli sci alla vigilia della partenza per il Meru Peak ma che ha voluto lo stesso essere della partita nonostante fosse ancora in convalescenza. Dalla Slovenia – paese in cui il 10% della popolazione è iscritto al Club alpino – arrivano il trentaseienne Ales Holc, il venticinquenne Igor Kremser e il trentaseienne Peter Juvan, che hanno effettuato la “prima” della parete nord-ovest dello Xueliang Feng (Cina). Lo chiamano il team dei “professori dell’alta quota”: Kremser studia biotecnologia, Juvan è ricercatore di biochimica e Holc è assistente sociale. Tutti e tre si sono formati sulle Alpi slovene, hanno fatto qualche rara comparsa sul massiccio del Monte Bianco e sono alla prima spedizione di grande rilievo. Lo stesso vale per i connazionali Luka Strazar, di 24 anni, e Nejc Marcic, di 27 anni, che hanno scalato la parete ovest del versante ovest del K7 (Pakistan). Entrambi si sono formati alpinisticamente sulle Alpi carniche, imparando a muoversi in un ambiente difficile, con roccia friabile e assicurazioni fragili. La forza fisica e psicologica ha consentito loro di realizzare al primo tentativo un’ascensione ritenuta molto tecnica e ostica. L’esperienza dei “vecchi” e grande entusiasmo per gli statunitensi Freddie Wilkinson, Steve Swenson e Mark Richey, che hanno firmato la prima ascensione della parete est del Saser Kangri II, in India (la seconda montagna vergine più alta al mondo). Trentatrenne, Wilkinson è un esponente di punta della comunità di scalatori del New Hampshire, con una carriera iniziata prestissimo e coronata da scalate in mezzo mondo; Swenson, classe 1954, è un ingegnere in pensione con la passione per l’aria sottile ed è stato presidente del Club alpino americano come il terzo componente del team, Mark Richey, nato nel 1958, capace da giovanissimo di scalare in sole tre
settimane le pareti Nord di Eiger, Cervino e Grandes Jorasses. Non c’è bisogno di molte parole per descrivere la quinta spedizione in nomination, formata dal fuoriclasse kazako Denis Urubko (14 Ottomila nello zaino, assieme a numerose “prime” invernali e ad altrettanti Piolets d’Or) e all’”allievo” Gennady Durov. I due hanno aperto una nuova via sul Pic Pobeda, in Kirghizistan, montagna più a Nord del globo terrestre. Urubko, 38 anni, è una delle stelle del panorama alpinistico internazionale, capace ogni anno di regalare emozioni con le sue ardite perfomances (di recente ha tentato la prima invernale del Nanga Parbat con l’italiano Simone Moro); Durov, 29 anni, di professione impiegato della Fedex, è un talento emergente della scuola dell’ex Unione sovietica. Chiude la rosa dei candidati la spedizione dei norvegesi Ole Ivar Lied e Bjorn-Eivind Artun, colpita da un grave lutto dopo la morte di quest’ultimo il 14 febbraio scorso in un incidente su una cascata di ghiaccio in Norvegia. Sono stati selezionati per la salita, quasi interamente su ghiaccio, del grande diedro sulla parete sud della Torre Egger, in Patagonia (tra Argentina e Cile).
Domani pomeriggio al Jardin de l’Ange di Courmayeur è prevista la conferenza stampa di Robert Paragot, Piolet d’Or alla carriera 2012, e dei candidati. Seguirà la sfilata nel centro storico delle Guide alpine di Courmayeur. Alle 21 la cerimonia finale al PalaNoir con la proclamazione dei vincitori.






