Intervista a Stefano Danovaro, responsabile del settore Tra i segreti dell'ottimo lavoro svolto nell'Aquacenter i Delfini di Genova Prà, spicca la figura di Stefano Danovaro, responsabile del settore pallanuoto dell'impianto praese, uno dei sostenitori del Progetto Nuoto Ponente, presentato lo scorso autunno, in perfetta sintonia e simbiosi con I Nuotatori Rivarolesi.
"I primi risultati di questo Progetto li abbiamo ottenuti agli ultimi campionati regionali, ottenendo ben nove qualificazioni agli italiani – sottolinea Stefano Danovaro -, tra questi, da evidenziare la nostra ragazzina Anna Scalas che nei 100 rana ha raggiunto l'accesso alle finali nazionali. Un prodotto del nostro settore giovanile, come Andrea Lemmi che ha fatto un ottimo tempo nei 100 sl, pur non conquistando il pass per le finali. Il Progetto, con queste basi di partenza, possiamo dire che sta andando alla grande, addirittura superiore alle nostre aspettative. I dubbi erano solo nell'unire due gruppi, ma il buon rapporto tra le società ha permesso anche la conseguente integrazione dei ragazzi. Non vorremmo certo abbandonare questa idea dopo un solo anno di attività. Andiamo avanti un po' per volta, a piccoli passi, cercando di contenere i costi degli spazi acqua, molto gravosi, e centellinare le spese. Se parliamo invece di pallanuoto, prima squadra e serie C stanno andando bene. Siamo secondi e siamo in piena corsa per la promozione. Il bilancio non può che essere positivo, anche perché stiamo andando avanti con otto ragazzi del nostro vivaio su una rosa di tredici atleti. In una categoria in cui il livello è mediocre, autoprodursi degli atleti è di vitale importanza e sopravvivenza, e noi ci siamo riusciti dopo appena cinque anni di piscina. Sono un centinaio i nostri tesserati, di cui quindici nel nuoto, il resto tutto nella pallanuoto. Siamo presenti in tutti i campionati, con buoni risultati. Stiamo facendo bene anche con gli allievi, dove rischiamo di qualificarci per le finali. Uso il termine 'rischiamo' solo per un briciolo di scaramanzia, ma sarei felicissimo se arrivassimo a un risultato simile. Quando i ragazzi iniziano non diamo precedenza a nuoto o pallanuoto. Si seguono entrambi allo stesso livello, dai 10 anni in su. Quando arrivano alla categoria ragazzi, spetta a loro decidere dove continuare. Noi diamo molta importanza ai valori buoni, puntando sull'educazione, facendo loro capire il senso di appartenenza alla società. Vediamo che i ragazzi ci seguono e, di conseguenza, arrivano i risultati. Al nostro interno, abbiamo stabilito una sorta di codice etico, per regolamentare l'attività. Uno scritto che devono rispettare tutti, genitori compresi. Sono regole ferree, che tutti accettano di buon grado. Il mio lavoro non è più a bordo vasca, ma è un compito che si svolge ovunque, al bar, come in ufficio o al telefono. L'importante è mantenere i rapporti umani. Questo è un lavoro che fai esclusivamente per passione".





