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Campi nomadi, Rixi (Lega Nord): “Basta tergiversare: Comune e Regione aprano gli occhi sui pericoli sociali a danno dei genovesi”

Passata in consiglio regionale la mozione della Lega Nord sull’urgenza di sgombero dei campi non autorizzati. “Entro 90 giorni risposte certe sulle chiusure. Finalmente anche la sinistra ha preso coscienza dei pericoli evidenti per la sicurezza pubblica e privata provocati dal mancato rispetto delle regole”.

«Il rispetto delle regole uguali per tutti è il fondamento dell’equità sociale e il deterrente più efficace sia ai deprecabili episodi di violenza avvenuti in questi giorni a danni di inermi clochard sia l’antidoto a qualsiasi esposizione a rischi di incolumità pubblica e privata». Lo ha detto Edoardo Rixi, consigliere regionale e comunale della Lega Nord, questa mattina durante la discussione in consiglio regionale in merito alla mozione presentata dalla Lega Nord “sull’urgenza dello sgombero dei campi nomadi abusivi”.

«L’apatia e il lassismo perpetuati da decenni di amministrazioni “rosse” in Comune e in Regione – afferma Rixi – hanno prodotto risultati davvero allarmanti che danneggiano tutti i genovesi. Ma non solo: girare lo sguardo da un’altra parte, ignorare le emergenze evidenti di scarsa sicurezza e di degrado diffuso su tutto il nostro territorio hanno reso corresponsabile una certa parte politica di situazioni non più tollerabili. Seppur con alcune modifiche di stampo ideologico volute dalla maggioranza, certamente l’approvazione unanime in consiglio della nostra mozione è il segno che qualcosa si stia muovendo e che il nostro pressing a favore del rispetto della giustizia sociale e delle regole stia dando qualche risultato. Risultato importante è che entro 90 giorni dovrà essere reso noto il numero dei campi rom che saranno chiusi.

Tuttavia il nostro impegno continua in tutte le sedi affinché emergano le responsabilità di cui oggi pagano le spese solo i cittadini genovesi per esempio sulle ormai note utenze di luce e gas pagate dal Comune di Genova e quindi dalle tasche dei cittadini ai campi nomadi di via Adamoli e Bolzaneto. Un’elargizione questa che, negli otto anni in cui è stata perpetuata, ha determinato un conto di circa 1,6 milioni di euro. Il ruolo falsamente caritatevole assunto per troppi anni dalla sinistra genovese non è più tollerabile. Anche la sinistra stessa è costretta ad ammetterlo perché è evidente che non riesca a tutelare neppure quelle fasce sociali che dice di difendere, con metodi del tutto opinabili. Pagare luce e gas a nomadi abusivi – alle spalle e sulle spalle dei genovesi che pagano le tasse – mette in primis a rischio l’incolumità degli abusivi stessi che stanziano in zone spesso esondabili o addirittura nei greti dei torrenti e, particolare di non poco conto, crea diffuse situazioni di tensione nei quartieri non più tollerabili».