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Ben tornato Christof Innerhofer !

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Con il sorriso sulle labbra, l’eroe di Sochi, Christof Innerhofer, è tornato con due medaglie pesanti al collo (argento in discesa libera e bronzo in supercombinata). L’atleta azzurro del momento, si è subito concesso per una conferenza stampa per il suo sponsor EA7, nella boutique milanese di via Montenapoleone.

 

La prima sorpresa, che fa emozionare lo sciatore altoatesino, è all’arrivo all’aeroporto di Malpensa, dove ad attenderlo non c’era l’amico che si aspettava, bensì oltre 10 membri del suo fans club con mamma Maria e papà Gottifred in prima linea accanto alla fidanzata Martina. Sabato sarà festa grande anche a Gais, paese dove risiede lo sciatore. Le parole di Inner sono un inno al duro lavoro e al sacrifico oltre che ad una forza mentale a capacità di mantenere tranquillità e sicurezza che da sempre lo hanno contraddistinto.

 

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Christof, visibilmente soddisfatto parla così della sua esperienza olimpica – “ Quella che è appena terminata è stata una settimana stupenda, forse una delle più belle della mia vita. Ero consapevole che nell’ultimo periodo stavo sciando bene e mi sentivo bene fisicamente già da tutto il mese  di gennaio. Sapevo che avrei potuto fare qualcosa di buono, ma il tutto poi si deve giocare nella giornata x, quella determinate ai fini del risultato, e in quel momento non puoi sbagliare nulla, tutto deve essere perfetto.

Ansia, paura, preoccupazione di sbagliare  sono termini che non rientrano nel vocabolario dello sciatore – “Affronto questi appuntamenti così importanti, come le olimpiadi, come una chance per fare qualcosa di buono, non li vivo con la paura che ci sia qualcosa da perdere, ma solo come un occasione importante per provare a raggiungere risultati importanti. Come atleta, appassionato del mio sport, cerco sempre di dare il massimo allenandomi al meglio con l’obiettivo di rimanere sereno con me stesso. Ho affrontato anche queste gare olimpiche con il medesimo spirito, come un occasione. Ero concentrato e tranquillo prima di ogni gara, non avevo paura di una brutta prestazione  o di sbagliare nei punti difficili, questi  li devi affrontare sempre non ti devi difendere, ma sempre attaccare.”

Se la miglior difesa è l’attacco non c’è modo migliore per lo sciatore se non preparare ogni dettaglio meticolosamente – “ Sono un tipo pignolo, non voglio lasciare nulla al caso ed è per questo che ho deciso anche di operarmi agli occhi rinunciando a parte del lavoro autunnale perché potevo migliorare la mia condizione ed ero intenzionato a farlo.”

Il pensiero delle olimpiadi non ha sicuramente fatto trascorrere notti in bianco al ragazzo altoatesino – “Nei mesi precedenti all’inizio dei giochi, ho cercato di rimanere concentrato per le gare di Coppa del Mondo, per ottenere prima di tutto la qualificazione, cosa che non era scontata come poteva sembrare, visto il poco allenamento autunnale, che mi metteva in posizione di svantaggio rispetto ai miei concorrenti. Ho iniziato a pensare seriamente alle gare olimpiche quando sono atterrato a Sochi, riflettere troppo su quell’evento, erano solo energie sprecate.”

 

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Non mancano voglia di scherzare e simpatica all’eroe del momento che esprime liberamente tutti i suoi pensieri – “ Ho incominciato a pensare di aver sciato bene, nella discesa libera, a partire dall’ultimo salto e mi sono detto “Christof questo giro è stato figo”. Quando ho attraversato la linea del traguardo è stato forse il momento più bello della mia carriera da sportivo. Durante quest’ anno non ero mai riuscito a salire sul podio, ma ci ero andato solo vicino, quindi arrivare a questo appuntamento così importante  e tagliare il traguardo sapendo  di aver vinto una medaglia mi ha dato una felicità indescrivibile, è stato un susseguirsi di emozioni a non finire.”

Sullo scambio di battute con il campione Kostelic, l’atleta azzurro risponde scherzando – “ Io ho fatto il suo stesso tempo in slalom, ma lui mi ha battuto in discesa, lui ha vinto la medaglia con la discesa, io con lo slalom!

Sul mancato tris di medaglie, nessun rimpianto – “Al triplete ci pensavano tutti, tranne me! Nel super G ero disponibile ancora a rischiare tutto, il mancato risultato non mi ha deluso per non aver raggiunto un’altra medaglia , ma il dispiacere maggiore è stato perché non avevo avuto la possibilità di divertirmi come mi piace fare e mostrare il mio potenziale.”

Un solo rimpianto scaturito da questa esperienza – “ Purtroppo non sono riuscito a vivere molto il villaggio olimpico a Sochi, perché abbiamo tutti sempre una gran voglia di fare bene e quindi tutto deve essere preparato nei minimi dettagli. Non abbiamo neanche preso parte alla cerimonia di apertura, momento indimenticabile, che però avrebbe tolto energie utili per le gare. Il lavoro quotidiano è stato fondamentale e le giornate troppo piene di impegni per potersi dedicarsi ad altro. Sono un po’ triste per questo fatto di non aver visto tanto di Sochi e neanche gare di amici in altre discipline, allo stesso tempo però sono contento di essere tornato e di aver rivisto la mia famiglia e i miei amici.”  

Non mancano i ringraziamenti ai tutte le persone che lo hanno aiutato – “Ringrazio molto tutti i tifosi, e anche tutte le persone  che mi hanno aiutato in passato, che sono davvero tante. A partire dai miei genitori, che mi hanno permesso di sciare, con grossi sacrifici, a tutti gli allenatori che mi hanno accompagnato fin dai miei primi passi, tutti fisioterapisti da ognuno di essi ho imparato qualcosa di importante. Ringrazio anche la mia fidanzata che mi ha aiutato a staccare quando qualcosa non andava. Più di tutto il ringraziamento va ancora ai tifosi senza i quali vali la metà!!

La vittoria di queste due medaglie proiettano l’azzurro al centro dell’attenzione mediatica e verso moltissimi eventi, cosa che lo rende felice – “Chi mi conosce bene sa che mi piace vivere in montagna, ma quello che mi fa star meglio è la combinazione tra vita in montagna e in città, queste medaglie mi permetteranno si realizzare questo binomio.”

Roberto Bojeri

 

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