I rossoneri recriminano per un gol non visto di Robinho
A cavallo delle due sfide con il Barcellona, la prima chiusa sullo 0-0, la decisiva martedì al Camp Nou, il Milan è chiamato a difendere il suo primato in classifica facendo visita al Massimino al Catania di Montella.
Non tragga in inganno il 4-0 dell'andata, la squadra etnea è in questo momento una delle compagini più in forma e convincenti del torneo, difficile da affrontare, quasi impossibile da superare, come prova la rimonta di ben 2 gol nell'ultimo quarto d'ora al San Paolo di domenica scorsa.
I rossoneri devono fare turn over per salvaguardare gli anziani e gli acciaccati per il match di Martedì, ma non possono neppure affidarsi solo alle seconde linee, pena un inciampo quanto mai inopportuno in chiave scudetto.
Tutto esaurito ed atmosfera da brividi al Massimino all'ingresso in campo delle squadre con gran sventolio di bandiere rosso azzurre e rosso nere.
Catania (4-3-3): Carrizo; Motta, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Lodi, Almiron (47' st Seymour); Barrientos (26' st Llama), Bergessio, Gomez (40' st Lanzafame). A disposizione: Kosicky, Bellusci, Capuano, Ricchiuti. All.: Montella.
Milan (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Bonera, Mexes, Antonini; Aquilani (40' st Maxi Lopez), Ambrosini, Nocerino; Emanuelson (7' st Boateng); Ibrahimovic, Robinho (28' st El Shaarawy). A disposizione: Amelia, Yepes, Zambrotta, Gattuso. All.: Allegri.
Arbitro: Bergonzi
Non c'è tempo per studiarsi, il match comincia a 100 all'ora, il Catania si assesta nella propria metacampo e alla prima riconquista della sfera Bergessio viene lanciato da solo verso l'area, l'attaccante argentino però, contenuto da un difensore, calcia sull'esterno della rete.
Il Milan soffre un altro paio di affondi sulla destra chiusi da fendenti verso il cuore dell'area, su cui, con qualche brivido, si salvano i difensori, e poi finalmente, cementati meglio i reparti, inizia a far correre la palla con Ibra che si erge a faro pronto a distribuire invitanti palloni verso i compagni, Nocerino serve Emanuelson che controlla, salta un difensore e, solo in area, calcia addosso a Carrizo.
La partita è bellissima e ricca di capovolgimenti di fronte, da centrocampo Ambrosini pesca in area Ibra che controlla, stretto tra un paio di difensori, e tocca di fino, Carrizo è miracoloso e salva di piedi da portiere di pallamano.
La risposta del Catania arriva ancora con Bergessio che salta più in alto di tutti ma conclude di testa appena sopra la traversa.
Tutto questo in 20 minuti, le acque si chetano un po', il Milan riesce a manovrare con più tranquillità, il Catania decide di difendere più basso e poi di ripartire, ma, al 34', Robinho prova a cercare Ibra all'altezza del limite dell'area, lo svedese difende di forza la palla e, con incredibile delicatezza, di sinistro, la serve per la corsa a Robinho che, solo davanti a Carrizo, lo batte con un tiro facile facile che porta in vantaggio i suoi.
La replica del Catania arriva 3 minuti dopo, quando, su un disimpegno sbagliato, Gomez si libera con un rimpallo di Bonera ed esplode un gran tiro che scende solo un attimo prima del tempo schiantandosi conto la trasversale ad Abbiati battuto.
La ripresa vede un Catania formato fiume in piena che travolge tutti gli argini e difese, il Milan balla , subisce e non reagisce e sembra battuto quando Gomez, sotto misura, segna di testa, l'arbitro annulla per off side, questo giusto, di Bergessio che gli regala l'assist in spaccata volante.
Neanche lo scampato pericolo scuote i rossoneri e, alla fine, sull'ennesimo corner, subisce il meritato pareggio da Spolli che conclude sotto misura trasformando in gol la torre di testa di Legrottaglie facendo esplodere il Massimino.
Il Catania continua ad attaccare trovando in Almiron il suo alfiere, ben tre le sue conclusioni dal limite che però non trovano la porta.
Negli ultimi 25 minuti si erge a protagonista il segnalinee Ghiandai che, prima, ferma due volte Ibra e Prince, lanciati verso la porta in splendida solitudine, sbagliando di netto la valutazione, poi, non vede in gol la palla che Robinho, al termine di una grande azione personale, aveva calciato verso la porta sguarnita e Marchese aveva respinto al di là della linea, certo non c'è certezza assoluta neanche da parte delle tv, ma la sensazione è quella di una altro gol fantasma.
Il Milan attacca a pieno organico fino alla fine, corroborato dall'ingresso in campo del sempre elettrico El Shaarawy e dell'ex di turno Maxz, due volte Carrizo salva in extremis su Ibra, anche se però l'ultima occasione è etnea e solo un grande salvataggio di un difensore impedisce la beffa finale.
Alla fine arriva dunque un pareggio che frena un Milan colpevole di aver regalato il primo quarto d'ora della ripresa e premia un Catania bellissimo e mai domo.
Il risultato è comunque sostanzialmente giusto e fotografa al meglio una grande partita giocata al meglio dalle due formazioni, in chiave Champions per il Milan è stato un testo molto probante, il Catania ricorda non poco certe giocate del Barcellona e conferma che l'impresa al Camp Nou suonerebbe come un miracolo, ma il sogno, almeno fino a martedì sera si può continuare a cullare.
I migliori: nel Catania Bergessio e Carrizo, nel Milan Bonera e Ibrahimovic.
giuseppe floriano bonanno
Non tragga in inganno il 4-0 dell'andata, la squadra etnea è in questo momento una delle compagini più in forma e convincenti del torneo, difficile da affrontare, quasi impossibile da superare, come prova la rimonta di ben 2 gol nell'ultimo quarto d'ora al San Paolo di domenica scorsa.
I rossoneri devono fare turn over per salvaguardare gli anziani e gli acciaccati per il match di Martedì, ma non possono neppure affidarsi solo alle seconde linee, pena un inciampo quanto mai inopportuno in chiave scudetto.
Tutto esaurito ed atmosfera da brividi al Massimino all'ingresso in campo delle squadre con gran sventolio di bandiere rosso azzurre e rosso nere.
Catania (4-3-3): Carrizo; Motta, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Lodi, Almiron (47' st Seymour); Barrientos (26' st Llama), Bergessio, Gomez (40' st Lanzafame). A disposizione: Kosicky, Bellusci, Capuano, Ricchiuti. All.: Montella.
Milan (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Bonera, Mexes, Antonini; Aquilani (40' st Maxi Lopez), Ambrosini, Nocerino; Emanuelson (7' st Boateng); Ibrahimovic, Robinho (28' st El Shaarawy). A disposizione: Amelia, Yepes, Zambrotta, Gattuso. All.: Allegri.
Arbitro: Bergonzi
Non c'è tempo per studiarsi, il match comincia a 100 all'ora, il Catania si assesta nella propria metacampo e alla prima riconquista della sfera Bergessio viene lanciato da solo verso l'area, l'attaccante argentino però, contenuto da un difensore, calcia sull'esterno della rete.
Il Milan soffre un altro paio di affondi sulla destra chiusi da fendenti verso il cuore dell'area, su cui, con qualche brivido, si salvano i difensori, e poi finalmente, cementati meglio i reparti, inizia a far correre la palla con Ibra che si erge a faro pronto a distribuire invitanti palloni verso i compagni, Nocerino serve Emanuelson che controlla, salta un difensore e, solo in area, calcia addosso a Carrizo.
La partita è bellissima e ricca di capovolgimenti di fronte, da centrocampo Ambrosini pesca in area Ibra che controlla, stretto tra un paio di difensori, e tocca di fino, Carrizo è miracoloso e salva di piedi da portiere di pallamano.
La risposta del Catania arriva ancora con Bergessio che salta più in alto di tutti ma conclude di testa appena sopra la traversa.
Tutto questo in 20 minuti, le acque si chetano un po', il Milan riesce a manovrare con più tranquillità, il Catania decide di difendere più basso e poi di ripartire, ma, al 34', Robinho prova a cercare Ibra all'altezza del limite dell'area, lo svedese difende di forza la palla e, con incredibile delicatezza, di sinistro, la serve per la corsa a Robinho che, solo davanti a Carrizo, lo batte con un tiro facile facile che porta in vantaggio i suoi.
La replica del Catania arriva 3 minuti dopo, quando, su un disimpegno sbagliato, Gomez si libera con un rimpallo di Bonera ed esplode un gran tiro che scende solo un attimo prima del tempo schiantandosi conto la trasversale ad Abbiati battuto.
La ripresa vede un Catania formato fiume in piena che travolge tutti gli argini e difese, il Milan balla , subisce e non reagisce e sembra battuto quando Gomez, sotto misura, segna di testa, l'arbitro annulla per off side, questo giusto, di Bergessio che gli regala l'assist in spaccata volante.
Neanche lo scampato pericolo scuote i rossoneri e, alla fine, sull'ennesimo corner, subisce il meritato pareggio da Spolli che conclude sotto misura trasformando in gol la torre di testa di Legrottaglie facendo esplodere il Massimino.
Il Catania continua ad attaccare trovando in Almiron il suo alfiere, ben tre le sue conclusioni dal limite che però non trovano la porta.
Negli ultimi 25 minuti si erge a protagonista il segnalinee Ghiandai che, prima, ferma due volte Ibra e Prince, lanciati verso la porta in splendida solitudine, sbagliando di netto la valutazione, poi, non vede in gol la palla che Robinho, al termine di una grande azione personale, aveva calciato verso la porta sguarnita e Marchese aveva respinto al di là della linea, certo non c'è certezza assoluta neanche da parte delle tv, ma la sensazione è quella di una altro gol fantasma.
Il Milan attacca a pieno organico fino alla fine, corroborato dall'ingresso in campo del sempre elettrico El Shaarawy e dell'ex di turno Maxz, due volte Carrizo salva in extremis su Ibra, anche se però l'ultima occasione è etnea e solo un grande salvataggio di un difensore impedisce la beffa finale.
Alla fine arriva dunque un pareggio che frena un Milan colpevole di aver regalato il primo quarto d'ora della ripresa e premia un Catania bellissimo e mai domo.
Il risultato è comunque sostanzialmente giusto e fotografa al meglio una grande partita giocata al meglio dalle due formazioni, in chiave Champions per il Milan è stato un testo molto probante, il Catania ricorda non poco certe giocate del Barcellona e conferma che l'impresa al Camp Nou suonerebbe come un miracolo, ma il sogno, almeno fino a martedì sera si può continuare a cullare.
I migliori: nel Catania Bergessio e Carrizo, nel Milan Bonera e Ibrahimovic.
giuseppe floriano bonanno






