Il 20 marzo 2014 alle ore 16.30 presso la sede dell’Archivio di Stato di Genova, Via di Santa Chiara 28r, verrà presentato l’Archivio Lazagna che conserva carte e fotografie raccolte da Charlotte Cattaui De Menasce, sposata Lazagna, nel corso della prima metà del XX secolo.
Al termine dell’incontro verrà inaugurata la mostra “Carte di famiglia: storie e immagini dell’Archivio Lazagna. Alessandria in Egitto – Parigi – Genova – Frassi in Val Trebbia†curata da Chiara Dogliotti, Pietro Lazagna e Alberto Rizzerio.
Il progetto di riordino dell’Archivio, nato per impulso di Claudio Costantini docente di Storia moderna all’Università di Genova fino alla fine degli anni ’90, è frutto di un lavoro di ricerca svolto da Pietro Lazagna, figlio di Charlotte e Umberto, durato oltre 15 anni e che ha consentito di raccogliere documenti provenienti da archivi pubblici e privati conservati nelle città di Egitto, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Israele e Italia.
Dalle carte familiari esce un punto di vista privato e inconsueto sulla prima parte del XX secolo che si osserva in filigrana attraverso le storie e le immagini dei protagonisti.
Quattro giovani cugini appartenenti ai casati Cattaui e De Menasce – famiglie di origine ebraica sefardita che avevano espresso figure di rilievo in ambiti professionali e culturali – lasciano l’Egitto per l’Europa a ridosso della prima guerra mondiale. E’ un gruppo che contiene una carica di dinamismo non conformista espresso soprattutto nella personalità prorompente di Charlotte che, nei giudizi e nella pratica quotidiana, si esprimeva in valutazioni politiche, religiose, estetiche e culinarie inusuali per una donna dell’epoca.
Dopo una breve permanenza a Parigi, nel corso della quale si converte al cristianesimo, Charlotte nel 1923 raggiunge Genova per sposare il Marchese Umberto Lazagna. A Parigi e Oxford si fermano il fratello Jean Marie e i due cugini Georges e Jean Pierre che nell’ ambiente di Massignon, dei Maritain e dei Fumet, maturano le rispettive vocazioni di studio e di passione civile e religiosa. Tra il ’25 e il ’26 anche i tre cugini si battezzano senza abiurare la loro storia, ma vivendola in una dimensione di completamento. Charlotte manterrà con loro una vivace corrispondenza fino alla morte.
Orientalismo, saggistica e poesia, servizio sociale, dialogo inter religioso furono cifra del gruppo. Charlotte con la venuta del fascismo e sopratutto le guerre di Etiopia e di Spagna maturò la riflessione critica che presto portò tutta la famiglia nella rete della resistenza confermata dai legami con gli amici del salotto Rensi, Pelizzari, Poggi, Cassiani Ingoni, Tarello, Antolini e altri.
Con la guerra le cose precipitano: Umberto, che aveva alle spalle l’esperienza della prima guerra mondiale, è richiamato in servizio nel 1938 come Tenente Colonnello di complemento e, dopo l’8 settembre 1943, sceglie la clandestinità e viene incaricato nel comando militare del CLN. Nella primavera del 1944 ricercato sfugge all’arresto e, al suo posto, Charlotte viene incarcerata a Marassi.
Il figlio Giambattista, dopo l’esilio francese, la legione straniera e due anni di sanatorio, nel 1942 rientra in Italia e si lega a Buranello e Scano nel circuito resistenziale. Scoperto finisce a Cichero con Bisagno e Bini per assumere il ruolo di Vice comandante della divisione Pinan Cichero. Mutilato in combattimento, al termine della guerra viene decorato con la medaglia d’Argento al Valor Militare.
All’incontro di presentazione dell’Archivio parteciperanno Francesca Imperiale (Soprintendente archivistico per la Liguria e Direttore ad interim dell’ Archivio di Stato di Genova), Antonio Gibelli (Università di Genova), Manlio Calegari (storico, scrittore), Paolo Cugurra (Vicepresidente Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea), Chiara Dogliotti (ricercatrice e curatrice dell’Archivio Lazagna), Paola Pesci (autrice della tesi di dottorato sull’Archivio Lazagna), Pietro Lazagna.
La mostra “Carte di famiglia: storie e immagini dell’Archivio Lazagna. Alessandria in Egitto – Parigi – Genova – Frassi in Val Trebbia†sarà visitabile fino al 2 aprile il lunedì, venerdì e sabato ore 10-13 e martedì, mercoledì e giovedì ore 10-17.






