Programma del candidato 1
1 aprile 2012
Programma del candidato sindaco
Marco Doria
1. Genova. Una città che cambia in un mondo che cambia
2. I valori e la Politica
3. Una comunità di cittadini
3.1 – Le politiche di genere
3.2 – Le politiche per i giovani
3.3 – Le politiche per gli anziani
3.4 – Le politiche per le disabilità
3.5 – Le politiche per le nuove cittadinanze
3.6 – Le politiche per la famiglia
3.7 – Le politiche per i consumatori
4. La legalità
4.1 – Presupposti
4.2 – Linee di intervento generali
4.3 – Attività amministrativa: etica e trasparenza
4.4 – Impegno contro la criminalità organizzata
4.5 – Sicurezza urbana: includere per essere sicuri tutti
5. Il Progetto di città
5.1 – La città del lavoro
5.1.1 – Industria, lavoro e sviluppo di qualità
5.1.2 – Le piccole e medie imprese
5.1.3 – La ricerca
5.1.4 – I rapporti con l’Università di Genova
5.1.5 – Le industrie creative
5.1.6 – Il Turismo
5.1.7 – Il Commercio e l’Artigianato
5.1.8 – Il Porto
5.1.9 – Le infrastrutture per una nuova Genova
5.2 – La città dell’ambiente
5.2.1 – Sostenibilità dello sviluppo cittadino
5.2.2 – Il ciclo dei rifiuti
5.2.3 – Mobilità
5.2.4 – Smart city
5.2.5 – Innovazione e Tecnologie dell’Informazione
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5.3 – La città della solidarietà
5.3.1 – La persona al centro
5.3.2 – La casa
5.3.3 – La scuola
5.3.4 – Lo sport
5.3.5. La salute: i servizi sociali e sanitari
5.4 – La città delle città
5.5 – La città della cultura
5.5.1 – Cultura e sviluppo
5.5.2 – Linee guida per una politica culturale
6. Il Comune
6.1 – La valorizzazione di competenze e professionalità dei lavoratori del
Comune
6.2 – L’organizzazione della macchina comunale
6.3 – Un nuovo governo metropolitano
6.4 – Il decentramento: i Municipi
6.5 – Finanza e amministrazione
6.6 – Servizi pubblici locali e società partecipate
6.7 – Progettazione urbanistica (PUC, altri piani)
7. La partecipazione
7.1 – Diritti, cittadinanza attiva e partecipazione democratica
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1. Genova. Una città che cambia in un mondo che
cambia
All’inizio degli anni Settanta del Novecento Genova si presentava come una grande città polo di quel
“triangolo industriale”, vera locomotiva della crescita economica italiana dei decenni precedenti. Una città
segnata dalla presenza di grandi fabbriche e dal porto, il principale scalo del paese. Negli anni Settanta e
con maggiore intensità nel corso degli anni Ottanta si avverte una crisi che conduce al ridimensionamento
dell’apparato industriale genovese e a una contrazione dei traffici portuali. Si pensa allora a una diversa
caratterizzazione della città, valorizzandone e riscoprendone una vocazione turistica e culturale. Momento
decisivo di tale politica è stato il 1992 quando, grazie all’Expo, si recuperano a uso urbano le aree del Porto
antico avviando un processo di risistemazione del Waterfront che prosegue negli anni seguenti. Consistenti
finanziamenti pubblici erogati in occasione di grandi eventi (il G8 del 2001 e Genova 2004, capitale europea
della cultura) permettono il restauro e la valorizzazione di parti significative della città storica e monumentale.
Oggi Genova è assai cambiata rispetto a come era quaranta anni fa. Il settore industriale appare marginale
nell’economia della città; il porto conserva un ruolo importante pur avendo attraversato negli ultimi anni
momenti difficili; più positiva risulta invece la dinamica del turismo, un turismo culturale che scopre una città
d’arte dai tesori ancora poco conosciuti ma sempre più apprezzati.
Contemporaneamente a queste trasformazioni economiche la città conosce un cambiamento demografico
radicale. La popolazione diminuisce passando dagli oltre 800.000 abitanti dei primi anni Settanta del XX
secolo ai circa 610.000 di oggi. La popolazione è invecchiata e solo negli ultimi anni un trend demografico
costantemente negativo si è modificato, stabilizzandosi, grazie a un positivo saldo migratorio.
In un mondo che cambia a grande velocità la nostra città si trova di fronte a nuove sfide che ci impongono di
pensare al futuro rinnovando i nostri tradizionali modi di pensare. L’economia globale del XXI secolo, la
fragilità degli equilibri ambientali, la portata dei cambiamenti demografici e l’intensità dei nuovi flussi
migratori richiedono politiche all’altezza delle difficoltà che dobbiamo affrontare. La stessa crisi che ha
investito con l’Italia larga parte del mondo occidentale peggiora le condizioni di vita di numerosi cittadini,
acuisce il disagio sociale e accentua le diseguaglianze. Per queste ragioni c’è bisogno di una politica forte e
intelligente, capace di trovare adeguate soluzioni alle tante questioni che devono essere affrontate e risolte.
2. I valori fondanti
La politica che proponiamo si fonda su valori. Sono i valori richiamati con lucida chiarezza dall’articolo 3
della nostra Costituzione che pone l’obiettivo dell’eguaglianza tra i cittadini sottolineando altresì come spetti
alle istituzioni rimuovere gli ostacoli economici e sociali che di fatto la limitano o ne impediscono l’effettività.
L’impegno scevro da ogni interesse personale è vissuto come servizio alla comunità, una comunità chiamata
a essere protagonista in una fase non facile della sua storia. È un impegno ideale, ispirato da una precisa
visione del mondo e dalla determinazione ad affrontare concretamente, senza dispensare promesse vuote e
con la consapevolezza piena delle difficoltà del momento, i diversi problemi della città e della comunità.
Il sogno che ci anima è l’aspirazione a veder realizzati valori e ideali di giustizia sociale ed equità, in una città
solidale, aperta alla modernità e consapevole del suo ruolo in Italia. Una Genova capace di svilupparsi nel
rispetto dell’equilibrio ambientale e in continuità con una storia antica e nobilissima, capace di valorizzare le
sue tradizioni, le sue aziende e il suo patrimonio. Il patrimonio che rappresenta la forza della città è un
patrimonio naturale, la straordinaria posizione nel Mediterraneo, storico e artistico e soprattutto umano:
questo è rappresentato dall’operosità, dalla serietà, dalla correttezza, e dallo spirito solidale e generoso,
civico e civile della sua cittadinanza.
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3. Una comunità di cittadini
Inclusione, eguaglianza e laicità. Intorno a questi principi possono svilupparsi politiche che considerino e
valorizzino le differenze, in una società plurale e interculturale che deve avere attenzione per i bambini, gli
adolescenti, gli anziani, le donne, i nuovi cittadini, la famiglia nelle sue diverse declinazioni.
Una città moderna e civile non può che essere inclusiva e aperta, deve quindi combattere le
discriminazioni e garantire i diritti di tutte e di tutti.
3.1 – Le politiche di genere
L’amministrazione comunale dovrà improntare le proprie politiche al rispetto del principio di uguaglianza tra
uomini e donne, nella consapevolezza che esiste uno specifico impatto delle politiche rispetto al genere. Nel
governo della città è necessario e importante tenere conto dei diversi punti di vista delle cittadine e dei
cittadini genovesi.
Tra le scelte che l’amministrazione intende compiere con riferimento a una democrazia di genere rientrano
quelli relativi all’adozione di:
• un Bilancio di Genere come strumento che favorisca l’elaborazione di politiche adeguate,
strutturando entrate e uscite proprio nella prospettiva di uno sviluppo paritario tra i generi;
• una logica paritaria per le nomine nella giunta municipale e nei vertici dell’amministrazione
comunale e delle sue partecipate;
• la promozione di specifiche azioni di sostegno, di formazione, di sensibilizzazione contro le
discriminazioni di genere, tra cui l’attenzione peculiare contro la pubblicità lesiva della dignità delle
donne.
Un punto sul quale concentrarsi è quello relativo alla necessità di calibrare i servizi della città perché gli
stessi contribuiscano a bilanciare i tempi che le donne dedicano al lavoro e alle cure parentali. Spesso infatti
la cura dei bimbi, degli anziani e dei disabili è affidata esclusivamente alle figure femminili. Nei tempi dedicati
a tali attività incide in modo rilevante l’efficienza dei servizi (trasporti, orari di ingresso/uscita dalle scuole, ad
esempio).
C’è un ulteriore punto delicato e fondamentale rispetto al quale occorre aumentare di molto la sensibilità
della cittadinanza, quello relativo alla violenza alle donne. L’amministrazione comunale deve promuovere
con impegno una campagna di sensibilizzazione e informazione contro la violenza – domestica e non – sulle
donne, concretamente collaborando con le associazioni e le realtà attive sul territorio.
Perché questo programma si realizzi nel modo migliore si ritiene indispensabile un confronto e un dialogo
costante con il mondo articolato dell’associazionismo femminile.
3.2 – Le politiche per i giovani
Le politiche giovanili possono tradursi in una risorsa di grande rilievo, una risorsa partecipativa, culturale e
di animazione per una città che deve rigenerare i propri spazi e orizzonti; una risorsa formativa, educativa
e di crescita per il passaggio verso l'età matura.
Se questo è il fine, non si possono intendere gli interventi legati ai giovani come eventi temporanei e non
continuativi nel tempo, bensì come monitorati e continuativi.
Puntare alle energie delle nuove generazioni per sviluppare i territori diventa un modo concreto per
migliorare i territori stessi, sviluppando passioni, creatività, inventiva, immaginazione. Intendere il territoriospazio
come bene comune è il prerequisito per innescare processi creativi e partecipativi giovanili su vari
temi: musica, arte, poesia, sport, convivenza inter-religiosa, animazione sociale di comunità, cultura del
riciclo, solo per citarne alcuni.
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Riteniamo di particolare interesse e rilevanza nelle pratiche che andranno promosse dall’amministrazione
comunale:
• la diffusione di una cultura della legalità e dell'antimafia;
• l’incentivo fattivo a occasioni di incontro e messa in rete tra progettualità giovanili locali e
regionali, nazionali ed europee, sia virtuali (piattaforme di social networking) sia seminariali;
• la proposta di una Ri-generazione card: una card per tutti gli under 26 che preveda agevolazioni
per l’utilizzo dei mezzi pubblici e per l'accesso a teatri, cinema, concerti, musei, mostre;
• il sostegno alla creazione di una Banca del tempo giovanile una sorta di registro per giovani delle
superori e studenti universitari per agevolare il tutorato reciproco su attività extrascolastiche ma di
profilo formativo.
Un nodo che si rivela nell’oggi particolarmente problematico è quello dell’accesso dei giovani al mondo del
lavoro. Flessibilità infatti è divenuto purtroppo un sinonimo di precarietà. Tra le possibili azioni
dell’amministrazione comunale per alleviare questo penoso stato di cose riteniamo fattibili e utili:
• la promozione del Micro-credito come strumento a sostegno dell’imprenditorialità giovanile. In tale
ottica l’attivazione di uno sportello municipale potrà svolgere le seguenti funzioni:






