Sabato 29 e Domenica 30 Marzo 2014 si terrà la manifestazione “14° TROFEO ANDREA ROLA” di Ju Jitsu presso il Centro Sportivo PalaDonBosco di Sampierdarena (via S.G. Bosco 14r). La manifestazione è organizzata dal C.S. PalaDonBosco col contributo del CSI – Centro Sportivo Italiano, dell’Associazione Italiana Ju Jitsu e D. A, e della Regione Liguria, del Municipio 2 – Genova Centro Ovest e del CONI Liguria, che hanno concesso il loro patrocinio.
Alla presentazione hanno partecipato l’Assessore Regionale allo Sport, Matteo Rossi e il Presidente del CONI Liguria, Vittorio Ottonello.
A scendere sui tatami sampierdarenesi sabato pomeriggio (inizio ore 14.00) e domenica mattina (inizio ore 9.00) saranno atleti ed atlete delle categorie Aspirant Juniores e Seniores provenienti non solo da tutta Italia ma anche da Belgio, Croazia, Germania, Israele, Serbia, Slovenia e Svizzera. E’ il primo anno che al “Trofeo Andrea Rola” partecipano così tante nazionalità diverse.
Al trofeo, in memoria dell’atleta genovese ed Azzurro d’Italia Andrea Rola, prenderanno parte atleti di ju-jitsu che hanno vinto e preso parte ai Campionati Mondiali in Montenegro (Maggio 2009), ai Campionati Europei ad Atene (Novembre 2009), ai World Game in Cina, ai Campionati Europei a Vienna (Maggio 2010), ai Campionati Mondiali di San Pietroburgo (Novembre 2010), ai Campionati Europei a Genova (Maggio 2012), ai Campionati Mondiali in Austria (Ottobre / Novembre 2012), ai World Combat Games di San Pietroburgo (Ottobre 2013) e ai Campionati Mondiali a Bucarest Romania (Novembre 2013).
Il meeting internazionale del trofeo Rola, ormai diventato un appuntamento classico per gli amanti della “dolce arte” del ju jitsu, quest’anno, prevede le specialità Fighting System, Duo System e Ne-Waza e l’utilizzo di tre tatami, uno in più rispetto agli anni passati.
La prova di Fighting System è individuale ed agonistica e prevede l’esecuzione di calci, pugni e prese, mentre la specialità Duo System sono gare che si affrontano in coppia, con mosse preparate in palestra. Il Duo System si caratterizza invece per l’utilizzo di mosse di difesa personale. Il Ne-Waza è un combattimento che si svolge prevalentemente a terra e che prevede leve articolari e strangolamenti. La vittoria viene aggiudicata o per resa dell’avversario o per bloccaggio prolungato a terra.
Il “14° Trofeo Andrea Rola” precederà il IV° trofeo Don Bosco di ju-jitsu (Agonistica e Fighting System), ai quali prenderanno parte atleti provenienti da tutta Italia.
La scorsa edizione del Trofeo Andrea Rola, svoltasi 17 Marzo 2013, ha visto trionfare il “Club La Dolce Arte” di Perugia precedendo, tra l’altro, le nazionale slovena, belga, israeliana e serba.
Il progetto sportivo, ma dalle forti valenze sociali, ha anche lo scopo di promuovere il quartiere e la città favorendo la visita di centinaia di atleti e pubblico proveniente non solo da tutta Italia ma anche da Belgio, Croazia, Germania, Israele, Serbia, Slovenia e Svizzera. L’ingresso al palazzetto è gratuito. Ancora una volta a Genova si respira aria di sport. Quello vero. Nel ricordo di Andrea.
ANDREA ROLA
Questo Trofeo, giunto quest’anno alla quattordicesima edizione, è nato in ricordo di Andrea Rola, un atleta di Ju-Jitsu mancato il 29 luglio 2000, dopo un tragico incidente di moto.
Andrea ha iniziato a praticare il Ju-Jitsu a 8 anni, ma già a 16 riceveva dal C.O.N.I e A.I.J.J. la cintura nera agonistica e all’età di 18 anni otteneva il 2° Dan.
Andrea Rola è giunto a tale traguardo nonostante un handicap sensoriale con cui, principalmente sui tatami di gara, ha dovuto, più di una volta, fare i conti: era infatti audioleso. Prima dell’incidente era cintura nera 3° Dan, si allenava e insegnava la disciplina del Ju-Jitsu presso la Palestra “Ju-Jitsu Don Bosco”.
Nel 1997 aveva partecipato ai mondiali di Judo in Norvegia come atleta della Nazionale Italiana di Judo F.I.S.S. vincendo la medaglia di bronzo e nel 1999 ai mondiali in Argentina conquistò la medaglia d’argento. In Italia il suo albo d’oro nel Ju-Jitsu comprendeva 10 titoli italiani. Per tutti questi eccezionali risultati nel novembre 1999 gli era stato assegnato il titolo di “Atleta Azzurro d’Italia”.
JU JITSU DON BOSCO
Nato nel 1998, il Ju Jitsu Don Bosco partecipa alle gare nazionali e vanta 6 campioni italiani di categoria Ragazzi e Senior.
I 30 atleti (dai bambini di 6 anni agli over 35) si allenano nella palestra intitolata ad Andrea Rola, collocata all’interno dell’Opera Don Bosco di Genova Sampierdarena, sotto gli insegnamenti del Maestro Mirko Minguzzi (Cintura Nera 2° DAN). Gli orari di allenamento sono lunedì e giovedì dalle 20 alle 22 e sabato 14,30 18.30 (info 010.645 14 44). Il Presidente della palestra “Andrea Rola” è il sig. Gennaro Mango.
CENTRO SPORTIVO PALADONBOSCO
La nostra mission è: rendere accessibile al maggior numero di persone la pratica dello sport e uno stile di vita sportivo in un ambiente sano, con particolare attenzione ai giovani ed alle fasce deboli.
Negli ultimi decenni, lo sport si è profondamente evoluto ed ha radicalmente trasformato lo stile di vita delle persone e delle famiglie: dei bimbi e dei loro genitori, dei giovani, degli adulti e degli anziani, del principiante e del professionista, di atleti abili e diversamente-abili. Oggi, grazie alla ricerca scientifica, a nuove professionalità ed alle tecnologie applicate in diversi ambiti, i concetti di attività fisica, benessere, salute, tempo libero e socialità hanno assunto significati molteplici a seconda delle aspettative e degli obiettivi del singolo. In ogni caso indici per misurare la qualità della propria vita.
Fin dalla sua nascita nel 1997, il PalaDonBosco ha svolto un importante ruolo in questa trasformazione: prima a Sampierdarena, oggi anche a Genova ed in Liguria, grazie ad un “network” di impianti sportivi che, seppure nella propria specificità ed offerta di servizi diversi, si basano su valori comuni.
La nostra mission, che prende spunto dal carisma salesiano (Don Bosco), riflette questo ruolo e ci permette di focalizzarci sulle opportunità che implica.
CSI – Centro Sportivo Italiano
Il CS Paladonbosco, aderendo al progetto del Centro Sportivo Italiano, intende sottolineare come lo sport non sia solo semplice divertimento o faticoso confronto alla ricerca della vittoria, ma anche un tempo privilegiato di convivenza con gli altri.
Il Centro Sportivo Italiano è un’associazione senza scopo di lucro, fondata sul volontariato, che promuove lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla visione cristiana dell’uomo e della storia nel servizio alle persone e al territorio.
I nostri obiettivi
– consentire una congrua accessibilità a servizi di alta qualità, in temini economici
– ascolto e soddisfazione dei bisogni personali (“centralità della persona”)
– completezza e capillarità dell’offerta sportiva
– vivere e conoscere la natura
I nostri valori
– professionalità e competenza degli operatori
– salesianità: cristianità, attenzione ai giovani ed alle fasce deboli, ascolto e prevenzione
– ambiente familiare
– diffusione della cultura della pratica sportiva
– completezza ed efficienza degli spazi sportivi
– attenzione all’ambiente ed alla natura
– presenza sul territorio
– prevenzione e tutela della salute
I nostri servizi
– attività agonistica e amatoriale sia giovanile, sia per adulti
– affitto spazi sportivi
– servizi medico-sportivi
– organizzazione di eventi e manifestazioni con valenza sportiva, sociale e culturale
– consulenza tecnico-sportiva e preparazione atletica
– sport e natura
JU JITSU LA SCHEDA
DESCRIZIONE
Il j?jutsu (??) è un’arte marziale giapponese il cui nome deriva da j? (“flessibile”, “cedevole”, “morbido”) e jutsu (“arte”, “tecnica”, “pratica”). Veniva talvolta chiamato anche taijutsu (arti del corpo) oppure yawara (sinonimo di j?). Il j?jutsu era praticato dai bushi (guerrieri), che se ne servivano per giungere all’annientamento fisico dei propri avversari, provocandone anche la morte, a mani nude o con armi.
Il j?jutsu è un’arte di difesa personale che basa i suoi principi sulle radici del nome originale giapponese: Hey yo shin kore do, ovvero “Il morbido vince il duro”. In molte arti marziali, oltre all’equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel jujitsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall’avversario. Più si cerca di colpire forte, maggiore sarà la forza che si ritorcerà contro. Il principio, quindi, sta nell’applicare una determinata tecnica proprio nell’ultimo istante dell’attacco subito, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l’avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto.
IN ITALIA: INIZIANDO DA GENOVA
La prima fugace apparizione del j?jutsu in Italia si deve a Pizzarola e Moscardelli, marinai della Regia Marina, che nel 1908 ne diedero una dimostrazione al Re; ma Gino Bianchi (un marinaio), dopo quaranta anni, portò il j?jutsu in Italia.
Il Maestro Bianchi, già campione militare di Savate, era impegnato durante la Seconda Guerra Mondiale col contingente italiano nella colonia giapponese di Tien Sing in Cina dove venne a contatto col j?jutsu e, rimanendone colpito per l’efficacia, decise di diffonderlo una volta tornato in Italia.
L’opera di diffusione iniziò a Genova, nella palestra di via Ogerio Pane, dove il Maestro Bianchi insegnava gratuitamente a cinque o sei allievi nel difficile clima di ristrettezze del secondo dopoguerra; con la fine degli anni quaranta la palestra si trasferì nella sede storica di Salita Famagosta e l’opera di diffusione del j?jutsu “stile Bianchi” procedette a pieno ritmo anche grazie alle varie dimostrazioni pubbliche svolte col gruppo dei Kaze Hito (uomini vento). Dopo la scomparsa del Maestro, il “metodo Bianchi” è stato razionalizzato dal M° Rinaldo Orlandi che nel 1972 presentò un nuovo programma che diventò parte integrante del nuovo regolamento tecnico della FIK settore Ju Jitsu organizzando le tecniche praticate in 5 gruppi di 20 tecniche. I 5 gruppi presero i nomi delle prime cinque lettere dell’alfabeto e vennero chiamati settori. Il settore A raggruppa tecniche che provocano sbilanciamento dell’avversario (atterramento) e un eventuale controllo al suolo. Il settore B raggruppa tecniche dove è predominante la proiezione dell’avversario. Il settore C raggruppa tecniche mirano allo studio degli effetti di compressione e torsione articolare (cosiddette leve articolari). Il settore D raggruppa tecniche che mirano alla resa o allo sbilanciamento dell’avversario agendo sul suo collo (strangolamenti e torsioni). Il settore E raggruppa tecniche che sono la somma e il sunto dei precedenti gruppi. Attualmente questo è diventato il programma ufficiale dell’Associazione Italiana Ju Jitsu.
Negli anni cinquanta nasce l’ O.L.D.J. (Organizzazione Ligure Divulgativa di Ju Jitsu) che raggiungerà in breve tempo 5000 soci tesserati a molti dei quali si deve il proseguimento dell’opera del Maestro Bianchi dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1964. In onore del maestro Bianchi, ogni anno, grazie alla Polisportiva Tegliese, al M° Luciano Mazzaferro ed alla Associazione Italiana Ju Jitsu, si svolge una gara:il trofeo Gino Bianchi; al quale partecipano tutte le Società italiane.






