Lexi Thompson, ad appena 19 anni, ha conquistato il primo major in carriera imponendosi con 274 colpi (73 64 69 68, -14) nel Kraft Nabisco Championship, disputato al Mission Hills CC, sul Dinah Shore Tournament Course (par 72), a Rancho Mirage in California. Ha effettuato un buon recupero nel turno conclusivo Giulia Sergas, da 47ª a 29ª con 290 (73 74 72 71, +2), grazie a un 71 (-1) suo punteggio migliore nel torneo.
La Thompson ha avuto ragione di Michelle Wie, seconda con 277 (67 71 68 71, -11), con la quale condivideva la leadership dopo tre giri. Entrambe si sono prese tutta la scena per la volata finale dalla quale sono state escluse le altre concorrenti. Stacy Lewis, terza con 281 (-7), ha dovuto concedere ben sette colpi alla Thompson e otto gliene hanno lasciati Cristie Kerr e la coreana Se Ri Pak, quarte con 282 (-6). In sesta posizione con 283 (-5) la cinese Shanshan Feng, in settima con 284 (-4) Angela Stanford, l’inglese Charley Hull e la spagnola Azahara Muñoz, in 11ª con 286 (-2) l’australiana Karrie Webb e in 16ª con 287 (-1) le coreane Na Yeon Choi e Jiyai Shin. Stesso piazzamento della Sergas per la neozelandese Lydia Ko e piuttosto deludenti le prestazioni di Paula Creamer, 34ª con 291 (+3), della coreana Inbee Park, numero uno mondiale e campionessa uscente, 38ª con 292 (+4), dell’altra coreana So Yeon Ryu, 46ª con 294 (+6), e della giapponese Ai Miyazato, 67ª con 300 (+12).
La Thompson ha decisamente staccato la Wie con quattro birdie sulle prime nove buche, poi con un vantaggio rassicurante si è limitata al contenimento chiudendo con nove par (68, -4). La Wie è andata subito in affanno con due bogey, seguiti a un birdie, e non le è stato sufficiente un cambio di ritmo con tre birdie e un bogey sulla seconda metà del tracciato (71). La Sergas è andata in altalena: dopo un birdie ha infilato quattro bogey di fila, quindi ha rimesso insieme lo score con altrettanti birdie e ha terminato con un bogey e un birdie.
La vincitrice, gratificata per il successo con 300.000 dollari su un montepremi di 2.000.000 di dollari, ha ottenuto il quarto titolo nel circuito (in precedenza ha vinto nel 2011 il Navistar Classic e nel 2013 il Sime Darby Malaysia e il Lorena Ochoa Invitational) e ne vanta anche uno sul LET (Dubai Masters, 2011). Detiene il record di più giovane giocatrice partecipante a un major: infatti a dodici anni riuscì a qualificarsi per l’US Womens Open del 2007 dove mancò il taglio e al quale ha preso sempre parte negli anni successivi.
PGA TOUR: NELLO HOUSTON OPEN MATT JONES BEFFA MATT KUCHAR – Finale a sorpresa nello Shell Houston Open (PGA Tour) e successo dell’australiano Matt Jones (273 – 68 68 71 66, -15), che nel turno conclusivo è riuscito ad agganciare Matt Kuchar (273 – 66 67 68 72), recuperando sei colpi di ritardo, per poi batterlo con un birdie alla prima buca di spareggio.
Sul percorso del Golf Club of Houston (par 72), a Humble in Texas, hanno seguito la coppia di testa lo spagnolo Sergio Garcia, terzo con 275 (-13), Cameron Tringale, quarto con 276 (-12), Shawn Stefani, quinto con 278 (-10), e Rickie Fowler, sesto con 279 (-9). Ha recuperato ben trenta posizioni il nordirlandese Rory McIlroy, settimo con 280 (-8), rinvenuto con un 65 (-7, con sette birdie), miglior score di giornata, e affiancato da Russell Henley, Brice Garnett, Ryan Palmer e dal sudafricano Retief Goosen. Qualche pausa per Phil Mickelson, 12° con 281 (-7), che sembra essersi ripreso dai dolori alla schiena, per l’inglese Lee Westwood, 17° con 282 (-6), per il sudafricano Charl Schwartzel, 19° con 283 (-5), per Steve Stricker e per l’inglese Luke Donald, 24.i con 284 (-4). A ritmo di allenamento per il Masters, in programma ad Augusta in Georgia, da giovedì 10 a domenica 13 aprile (in campo Francesco Molinari e Matteo Manassero), Keegan Bradley, il sudafricano Ernie Els e l’argentino Angel Cabrera, 43.i con 288 (par), lo svedese Henrik Stenson, 54° con 289 (+1), e Webb Simpson, 61° con 291 (+3) e finito in bassa classifica con un 77 (+5).
Kuchar, leader dopo tre giri con quattro colpi su Garcia e su Tringale e con sei su Jones, ha iniziato con qualche affanno e un “più 1” dopo cinque buche per un birdie e due bogey, ma senza essere insidiato dagli inseguitori più diretti, anche loro a passo lento. E’ invece andato in progressione Jones, che dopo un bogey in avvio ha segnato sei birdie e alla 11ª e arrivato a un colpo dallo statunitense. Kuchar, 36enne di Winter Park in Florida con sei successi nel circuito, ha allungato con due birdie, ma nelle tre buche finali ha accusato due bogey, il secondo alla 18ª deleterio, perché si è combinato con un birdie di Jones ed è stata parità. Alla prima buca supplementare (la 18ª, par 4) l’australiano, 34enne di Sydney, ha imbucato l’approccio per il birdie, per il primo titolo nel PGA Tour e per un assegno di 1.152.000 dollari su un montepremi di 6.400.000 dollari.
A partecipato al torneo Matteo Manassero, 91° con 146 colpi (69 77, +2), uscito al taglio dopo due giri insieme al tedesco Martin Kaymer, stesso score, al sudafricano Louis Oosthuizen, 77° con 145 (+1) e fuori per un colpo, all’inglese Ian Poulter, 108° con 147 (+3), e all’irlandese Padraig Harrington, 117° con 148 (+4).






