
Sciallino, marchio d’eccellenza della nautica “made in Italy” e soprattutto della grande tradizione artigiana dei mastri d’ascia liguri, grazie a Carlo Bassi continua a guardare avanti imprimendo al nome Sciallino una modernizzazione che non tradisce lo stile dello storico cantiere di Ceriale.
Dopo tre anni, da quando l’imprenditore milanese, d’accordo con gli eredi Sciallino, si è imposto di perpetuare (con l’affitto di ramo d’azienda) il nome e la fama del marchio, abbandona i vecchi scafi non più competitivi per un ambizioso “ritorno al futuro”.
A Milano ha infatti presentato la Sciallino Yacht, con relativi moderni logo e sito Internet, la partnership con il progettista Luca Maschera, fondatore e “firma” del cantiere Baumarine, con il quale stanno prendendo vita tre modelli completamente nuovi.
Tanto per essere chiari, portano tutti la sigla Sc di Sciallino seguita dal numero corrispondente ai “piedi” e, per non lasciare il minimo dubbio, anche dalla misura scritta in lettere: Sc27 Ventisette, Sc30 Trenta e Sc36 Trentasei.
Come afferma Bassi, lo stile Sciallino è “sobrietà e gusto italiano, sicurezza in mare, grande sostanza e concretezza” e in questo Luca Maschera “ha dimostrato di saper interpretare ai massimi livelli la tradizione delle linee con moderne soluzioni tecniche, stilistiche e costruttive”.
Tutti e tre i nuovi modelli, dunque, ricalcano le caratteristiche e la qualità tipiche di Sciallino ma adottando una nuova linea di carena planante, via di mezzo tra gozzo e fisher per soddisfare anche i pescatori; motori con trasmissione in linea d’asse che, in luogo della vecchia baderna, utilizza il sistema PPS con flangia di tenuta in carbonio; pattini integrati nello scafo; elica di prua; elettronica Raymarine touch.
Grazie a uno studio molto attento sui pesi, le nuove barche sono molto più leggere permettemdo così di proporre motori meno potenti ma più performanti e meno costosi.
Tra l’altro per ogni modello è prevista una ampia scelta di motorizzazioni per andare incontro a diverse fasce di mercato, così come gli allestimenti interni, anch’essi riprogettati per assicurare più spazio ad ogni ambiente (ad esempio, il bagno ora ha doccia separata), maggior comfort e la vivibilità di barche molto più grandi. Bassi, inoltre, conferma di voler proseguire, in un secondo tempo, la scelta di proporre versioni differenziate per ciascun Sciallino come ha già fatto in questi tre anni.
Il primo a scendere in acqua, in autunno inoltrati, sarà lo Sciallino Sc30 Trenta, attualmente in costruzione nel cantiere Baumarine di Erbusco (vicino al lago d’Iseo). Per questo, Sciallino Yacht non sarà al Salone di Genova bensì al successivo Salone di Duesseldorf.
Nonostante la sua fiducia in una ripresa del mercato, Carlo Bassi non si nasconde che oggi l’export ha un’importanza determinante.
Per questo ha già in parte rinnovato la rete con rappresentati anche in Cina, Gran Bretagna e presto negli Stati Uniti, con un obiettivo di vendite del 50 percento oltre i nostri confini.
E per questo ha dato vita alla nuova linea di modelli, progettati con criteri produttivi per consentire economie di scala e prezzi contenuti: seppure ancora non definitivo l’Sc27 costerà tra 110mila e130mila euro e l’Sc30 “al di sotto dei 180-190mila euro”.
Ciliegina sulla torta, non solo l’8 e il 9 metri ma anche l’11 metri e 60 (nella foto, l’Sc36 Trentasei) ha lunghezza di omologazione di soli 9,98 m. pertanto classificato natante é esentato dall’obbligo di iscrizione nei registri delle imbarcazioni da diporto!
Ultima notizia, non meno importante riguarda Ceriale, il cantiere e l’occupazione. Lo scorso mese di marzo, secondo gli accordi stipulati a suo tempo con la famiglia Sciallino, Carlo Bassi ha presentato “un’offerta di acquisto al Commissario Liquidatore della Cantieri Navali Sciallino srl, nella speranza che i nuovi modelli possano essere ancora prodotti nel Ponente Ligure”. (Rossella Dallò)







