LUNEDI’ 9 APRILE
AL VIA NELLE SCUOLE PRIMARIE DI CHIAVARI, A CURA DELL’ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI E PUBBLICA ISTRUZIONE COORDINATO DA VALERIA LEONI, IL PROGETTO “LA SCHIENA IN CLASSE”, PER PREVENIRE NEI BAMBINI LE PATOLOGIE DEL MAL DI SCHIENA
È partito da pochissimi giorni, a cura dell’assessorato ai Servizi Sociali e alla Pubblica Istruzione del Comune di Chiavari, coordinato dall’assessore Dott. Valeria Leoni (nella foto), l’interessante progetto “La Schiena in Classe”. L’iniziativa coinvolge la scuola primaria di Caperana, in Via Parma 182 e continuerà in tutte le scuole primarie di Chiavari: Ri Piani in Piazza Sanfront 33, Fara in Via Prandina 6, Mazzini in Piazza San Francesco 3, Sanpierdicanne in Via Sanpierdicanne 74, Solari in Salita De Scalzi 27. «Questo progetto – spiega la Dott. Valeria Leoni, che è anche primario di Fisioterapia dell’Asl 4 Chiavarese – si pone come fine la valutazione della schiena in età scolare, con lo scopo di individuare precocemente le alterazioni vertebrali (prevenzione primaria) e prevenire le deformità quali la scoliosi e la cifosi, che sono causa al mal di schiena nell’adulto. Una prima fase del progetto prevede la valutazione della schiena agli alunni di IV e V della scuola primaria (9 e 10 anni) sia maschi, sia femmine. Una seconda fase, invece, riguarderà la valutazione degli alunni, maschi e femmine, della I, II e III della scuola secondaria di primo grado (11-13 anni)». Il progetto prevede un incontro con gli insegnanti e gli esperti in patologie vertebrali e poi un incontro tra insegnanti, esperti e genitori, così da valutare l’adesione al progetto stesso con una scheda di consenso. La valutazione avverrà presso le palestre o luoghi idonei degli istituti scolastici sempre in presenza di un accompagnatore del minore, con un’indagine di I livello svolta da personale non medico ma esperto in patologie vertebrali e da un’indagine di II livello svolta da un medico esperto su indicazione del personale di I livello. Per ogni alunno visitato viene compilata una scheda anagrafica e annotati i dati sulla valutazione anteriore – laterale della schiena e sulla terapia consigliata, sia essa fisioterapica o correttiva (se per esempio si presenta un piede piatto si può richiedere un plantare, se c’è una differente lunghezza degli arti si può richiedere un rialzo). Il progetto prevede a seguito della valutazione tre indicazioni: nulla da segnalare; identificazione di un atteggiamento scoliotico; lieve alterazione vertebrale. In seguito a queste tre valutazioni i bambini potranno ricevere le seguenti indicazioni: per tutti attività fisica svolta presso la scuola da Personale specializzato, se possibile con la presenza della maestra, di 1 ora alla settimana per 6 settimane con ginnastica posturale e vertebrale; corsi più specifici di ginnastica vertebrale con 4-5 partecipanti che vengono svolti, sempre su iniziativa dell’Assessorato, presso il Palazzetto dello sport di Chiavari, al costo di 30 euro per 10 sedute; valutazione medica specialistica di secondo livello per un eventuale approfondimento diagnostico con esami specifici e/ o controllo a distanza di 6 o 12 mesi. In quest’ultimo caso verrà fissato l’appuntamento per la visita da parte del Personale valutatore con il Responsabile del progetto. «Il Comune di Chiavari – osserva la Dott. Leoni – da anni ha intrapreso iniziative per prevenire il mal di schiena, evitando così l’isolamento sociale e l’astensione dal lavoro dei propri cittadini. In questa fase del progetto l’Assessorato si vuole rivolgere ai propri cittadini più giovani, prevenendo le alterazioni vertebrali che, se non individuate e trattate, possono portare in età adulta a deviazioni vertebrali permanenti e al mal di schiena». Secondo gli studi, i soggetti che presentano deviazioni vertebrali che richiedono la visita del medico specialista sono dal 5 al 10%. Gli altri casi presentano delle alterazioni vertebrali dovute a posture sbagliate (atteggiamento scoliotico) che possono essere corretti con un’adeguata ginnastica vertebrale e una corretta postura da seduto, durante le ore di studio o evitando carichi eccessivi sulla schiena.
INFORMAZIONI
Dott. Valeria Leoni
Assessorato ai Servizi Sociali, Sanità e Pubblica Istruzione
Palazzo Comunale 1º piano – Tel. 0185 365206
E-mail: [email protected]
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IL CENTRO SPORTIVO “MANLIO BIGONI” S.S.D. a r.l. FOLTZER SI DOTA DI UN SERVIZIO DI PODOLOGIA .
Il Centro Sportico “Manlio Bigoni” S.S.D. a r.l. , conosciuto meglio come Piscine Foltzer, a Genova Certosa si dota dei servizi professionali di un rinomato Tecnico Podologo , la Dott . Elisa Scotto, . Le risposte tecnico professionali riguarderanno il trattamento podologico, onicopatie : unghie incarnite ipertrofiche; trattamentod elle verruche; trattamento delle micosi ungueali ; prevenzioni e medicazioni del piede diabetico; ortesi digitali protettive in silicone; prescrizione plantari ; esame podoscopico ; esame del paso computerizzato. Il servizio è su appuntamento : basta contattare la dott. Scotto al 3473548132 oppure il Lunedì e Mercoledì dalle 09.00 alle 12.00 presso il Centro Foltzer (Tel. 010 4694637 ; www.foltzer.it ) . “Intorno alla nostra attività di nuoto e fitness – ricorda Niccolo Lo Giudice , Presidente della Società Sportiva Valpoceverasca – stiamo organizzando tutta una serie di servizi per i nostri clienti cui assicuriamo professionalità e convenienza con l’obiettivo di una eccellenza cui costantemente miriamo la nostra opera”.
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A GENOVA SI PUÒ SCONFIGGERE L’ACQUAFOBIA. CENTINAIA DI PERSONE GRAZIE AI CORSI, SEMPRE PIÙ AGGIORNATI, DEL CENTRO SPORTIVO FOLTZER DI RIVAROLO HANNO RITROVATO LA PROPRIA DIMENSIONE IN ACQUA, SCONFIGGENDO UNA PAURA SUBDOLA CHE METTE IN CRISI IL RAPPORTO FRA INDIVIDUO E LIBERTÀ. TUTTI I GIORNI I CORSI DELL’ESPERTA MARINA CARDELLI.
Storie di uomini e donne. Storie di una paura verso l’elemento naturale per eccellenza: l’acqua. Una fobia che porta nel proprio ventre, già di per sé, un paradosso, essendo l’acqua creatrice di vita sulla terra e nido di madre dai cui nascono i figli. L’acqua, appunto, è vita e provare una sensazione di disagio nei confronti di essa vuol dire non solo limitare la propria libertà, ma anche vivere male con sé stessi. Un limite reale che affligge il 5% della popolazione mondiale che ha paura, nello specifico, dell’immersione in acqua.
Marina Cardelli conosce molto bene queste storie, questa realtà. Responsabile fitness in acqua e dei corsi nuoto per adulti dell’impianto sportivo Foltzer di Rivarolo (Piazza Emilio Guerra 1; Tel. 010 4694637; http://www.foltzer.biz/) è riuscita, grazie alla propria esperienza e professionalità, ma anche alla lungimirante ricettività del Presidente dell’impianto ponentino Nicolò Lo Giudice, a creare una rete di corsi specifici per adulti e bambini al fine di combattere i disagi con il mondo della acqua.
<Ho iniziato a tenere questi corsi specifici per superare l’acquafobia nel 2002 – spiega la maestra – adesso che ricopro la carica di responsabile corsi fitness ho deciso di allargare ed espandere le lezioni, i risultati ottenuti mi stanno dando ragione. Adoperando una metodologia di insegnamento più personale, più individuale le persone trovano il coraggio di iscriversi. Ho studiato in Francia, a partire dal 2000, con un grande maestro come Paul Fernandez che teneva lezioni di aggiornamento sul mondo della acqua e sulle paure che può creare. In Italia, purtroppo, questi argomenti non sono trattati perché molte volte non si sa come affrontarli>.
Il Centro Sportivo Foltzer è diventato uno dei centri nevralgici in Italia per il superamento dell’acquafobia, riscuotendo un grande successo suggellato dall’ampliamento del programma servizi e dal grande numero di iscritti. <Centinaia di persone, qui da noi, hanno superato le proprie paure – racconta il Presidente Nicolò Lo Giudice – abbiamo deciso di aumentare i corsi, visto il numero di iscritti. Da quando Marina è responsabile fitness, l’approccio empatico è diventato il fulcro dei nostri servizi che si differenziano da quelli comuni proprio per l’attenzione che riserviamo al singolo>. L’acquafobia, infatti, è una paura molto personale, legata a vicende traumatiche della vita e quindi, per essere superata, necessita di un trattamento del singolo particolare e complesso.
<Sono sensazioni di disagio che sorgono da vicende passate – continua Cardelli – giochi stupidi, cadute improvvise in acqua, condizionamenti esterni o, nel peggiore dei casi, la morte per affogamento di un parente o un proprio caro. Così la persona si chiude e mette una barriera che lo separi dall’acqua concepita come nemico, come elemento avverso. La maggior parte degli individui non hanno paura dell’acqua, ma dell’immersione in essa. Questo genere di sensazioni crea una rottura fra l’uomo e la propria libertà>.
Uno strappo che va ricucito con esercizi mirati a far capire a chi soffre di queste paure che l’acqua è un elemento accogliente che può essere affrontato in modo naturale con emozioni piacevoli, positive, vissute anche durante l’immersione.
<La prima cosa da fare è far capire alla persona la positività dell’ambiente – esplica Cardelli – far conoscere la piscina, far delle passeggiate intorno alla vasca. Successivamente si prosegue con un immersione graduale dove si spiegano i movimenti, gli atteggiamenti da tenere nell’ambiente acquatico, in modo che l’individuo capisca di essere padrone del contesto. Si lascia massima libertà alla persona. Questa, ovviamente, è una delle fasi più delicate e si segue quasi singolarmente. Poi ci sono degli esercizi di gruppo dove si canta in acqua o dove ci si passa un nastro. Tutto è finalizzato a regalare sicurezza all’agire acquatico dell’uomo>.
<I risultati si vedono dopo poche settimane e, secondo le statistiche dell’impianto, molte persone dichiarano di aver superato la paura all’incirca dopo sei mesi. I corsi per il superamento dell’acquafobia stanno diventando i veri fiori all’occhiello dell’impianto>, conclude Alessandra Lozzi, Direttore commerciale.
Superare sé stessi, le proprie paure, tornare ad essere scultori delle azioni anche nei luoghi che più si temono: l’acquafobia, a Genova, può essere sconfitta.
CORSI ANNUALI PER SUPERARE L’ ACQUAFOBIA
Dal Lunedì al Venerdì 8.45-9.30
Da Martedì a Giovedì 13.15-14.00
Dal Lunedì al Venerdì escluso il Mercoledì 20.00-20.45
Martedì e Giovedì 20.45-21.30
Per maggiori info: http://www.foltzer.biz/
PROFILO. MARINA CARDELLI
È docente Settore Istruzione Tecnica della Federazione Italiana Nuoto e Responsabile Fitness in acqua nel Foltzer Nuoto a Genova ove ha attivato, sin dal 2002, un corso di Acquafobia; opera da anni nel campo della sperimentazione oltre che della formazione e ha avuto esperienze come allenatore Federale del Nuoto Agonistico. Ha partecipato attivamente a corsi e conferenze in Italia e all’Estero su temi quali Acquafitness, Nuoto per la terza età e Patologie. Inoltre ha completato numerosi corsi di Medicina e Chirurgia ad indirizzo Neuropsichiatrico presso l’Università di Genova ed è in possesso di molti certificati, brevetti e attestati di Associazioni e Federazioni Nazionali ed Estere.
Mail: [email protected]
INFORMAZIONI
Società Sportiva Dilettantistica a R.L. Foltzer; Piazza Emilio Guerra 1
Genova Rivarolo
Tel. 010 4694637 – Cell. 366 4878610 – Fax 0106426469
Web: http://www.foltzer.biz/
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L'ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DI CHIAVARI PROSEGUE NEL PROGETTO DELLA “BANCA DEL TEMPO”: GLI SCAMBI DI DISPONIBILITÀ E DI COMPETENZE PRESSO LA SEDE DEL CIRCOLO PESCATORI DILETTANTI E SU UN APPOSITO PORTALE WEB
Il Comune di Chiavari, con l’Assessorato ai Servizi Sociali coordinato dalla Dott. Valeria Leoni, prosegue nel progetto “La Banca del Tempo”. Si tratta di una iniziativa il cui intento è quello di ottimizzare l’uso del tempo e favorire il benessere delle persone, mediante la solidarietà sociale e il mutuo aiuto. «In particolare – afferma l’assessore Valeria Leoni – si è ravvisata l’urgenza di agire nell’ambito scolastico sia della prima infanzia sia della scuola media, per coordinare e armonizzare i tempi sociali con quelli individuali, gli orari della scuola specialmente, quelli del mattino e dei compiti scolastici pomeridiani, con quelli lavorativi dei genitori, i tempi per la conduzione familiare con quelli per la cura della persona, e dei rapporti sociali».
La Banca del Tempo è un luogo, fisico e virtuale, nel quale si predispongono attività di mutuo-aiuto in svariati ambiti, «tra i quali ricordiamo le prestazioni relative alla vita quotidiana: la spesa, le pratiche burocratiche, la cura dei bambini e degli anziani, piccoli lavori domestici e di manutenzione, il giardinaggio oppure lo scambio/baratto delle conoscenze che il gruppo-classe o le singole persone possiedono: ad esempio lingue, informatica, nozioni giuridiche e tutto quello che può essere messo a disposizione in termini di conoscenza». La sede è il Circolo Pescatori Dilettanti di Piazza Beato Giovanni Paolo II, 1 (tel. 0185 301824). Gli scambi avvengono senza circolazione di denaro, essendo la valuta misurabile solo in unità di tempo. La Banca del Tempo si avvale del conto corrente informatico (Internet: www.chiavarintempo.it) dove i correntisti, cittadini e cittadine, mediante un libretto di assegni on-line, potranno “pagare” le prestazioni ricevute. «Iscriversi alla Banca del Tempo – prosegue l’assessore Valeria Leoni – significa entrare a far parte di una comunità di cittadini e avrà come effetto non secondario la creazione di nuove relazioni sociali, basate sulla fiducia e la reciprocità e produrrà un notevole incremento dei rapporti di buon vicinato». La Banca del Tempo, in ultima analisi abbattendo eventuali barriere economico-sociali, educa alla cultura della solidarietà, promuovendo l’individuo nelle sue peculiarità e, partendo dalla soddisfazione di bisogni materiali, crea una socialità virtuosa.
Maggiori particolari, e il modulo di iscrizione sono reperibili nel sito dedicato: www.chiavarintempo.it/la_nostra_banca_del_tempo.axd
LA STORIA
La Banca del Tempo è rappresentata da gruppi di persone che si auto-organizzano e si scambiano tempo per aiutarsi; sono luoghi, fisici e virtuali, nei quali si predispongono attività di mutuo-aiuto. La Banca del Tempo ripropone e valorizza, in forma nuova e più estesa, i rapporti di buon vicinato, offre la possibilità di conoscersi e scambiarsi servizi che riguardano la vita quotidiana delle persone. La Banca del Tempo rappresenta non soltanto uno strumento di gestione delle disponibilità di lavoro da parte dei soggetti, ma anche un mezzo di educazione sociale sul valore del tempo. La Banca del Tempo offre la possibilità di scambiarsi servizi e prestazioni alla pari, senza differenza tra professionalità e senza circolazione di denaro: il valore è infatti dato solo e unicamente dal tempo. La Banca, quindi, oltre a offrire l’opportunità di risolvere problemi di ordine materiale e personale, crea le condizioni per avviare e consolidare relazioni di amicizia, per combattere l’esclusione sociale e la solitudine, per dare a ciascun individuo una motivazione affettiva ed ideale per promuovere una cultura della solidarietà. Siamo di fronte, dunque, a un luogo dove si depositano e ritirano alla pari unità di tempo senza l’ingresso nella transazione del denaro.
La Banca del Tempo “Chiavari In-Tempo” ha l’obiettivo di creare una forte interazione tra scuola, alunni e genitori; vi è l’idea della complementarietà tra quanto diversi agenti sanno/possono offrire e le politiche educative della scuola, nonché un mutuo-aiuto nella gestione delle attività familiari con obiettivi di miglioramento della socializzazione tra i partecipanti. La nostra Banca del Tempo deve, pertanto, intendersi come un luogo di scambi da effettuarsi sia all’interno del gruppo-classe, sia tra la scuola e la società complessivamente considerata. Così come già sperimentato in altre Regioni italiane, il fatto che lo scambio avvenga alla pari tra i diversi soggetti, educa i ragazzi a dare unicamente importanza alla persona e a quello che sa fare e dare, senza nessun’altra complicazione propria della nostra società, soprattutto dal punto di vista economico. La parità dei soggetti che aderiscono, i quali sono contemporaneamente portatori di risorse e istanze, rappresenta senza dubbio un aspetto educativo importante foriero di un aumento dei livelli di cooperazione, reciprocità e impegno civico.
INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Circolo Pescatori Dilettanti
Piazza Beato Giovanni Paolo II, 1
Tel. 0185 301824
Orari Segreteria: il martedì e il mercoledì dalle ore 15 alle ore 17, il giovedì dalle ore 11 alle ore 12
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Masone (Ge) Museo Civico “A.Tubino”
Dal 17 marzo al 22 aprile 2012
Mostra fotografica “Terre d'Orba” di Elisabetta Goggi
Inaugurazione della mostra
sabato 17 marzo ore 17,00
DA SABATO 17 MARZO A DOMENICA 22 APRILE 2012, IN CONCOMITANZA CON GLI EVENTI DELLA XIV SETTIMANA DELLA CULTURA, SARÀ VISITABILE PRESSO IL MUSEO CIVICO “ANDREA TUBINO” DI MASONE LA MOSTRA FOTOGRAFICA “TERRE D’ORBA” DI ELISABETTA GOGGI.
IL GIORNO DELL'INAUGURAZIONE, SABATO 17 MARZO ALLE ORE 17,00, LA MOSTRA SARÀ PRESENTATA DAL PITTORE E STUDIOSO D'ARTE ERMANNO LUZZANI
L’affascinante esposizione, già presetata presso la sede del Comune di Predosa nell'agosto del 2011, verterà sulle fotografie dei dipinti del grande maestro Cesare Viazzi e sugli scatti di Elisabetta Goggi. Cesare Viazzi (Alessandria 1857 – Predosa 1943) è passato attraverso diverse fasi artistiche, ha avuto committenze importanti, ricoperto ruoli autorevoli in campo accademico. Per la pittura di paesaggio, la zona scelta a lui particolarmente cara, fu la campagna dei dintorni di Predosa dove aveva fissato la sua residenza estiva e ove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Questa la motivazione del sito scelto per a mostra. La manifestazione è nata dall’idea di coniugare i paesaggi di Cesare Viazzi con i panorami attuali che, nel corso del tempo, hanno subito qualche variazione a causa della mano dell’uomo. Visitando la mostra, attraverso la fotografia, si può rivivere il percorso emozionale della ricerca delle vedute di Cesare Viazzi, trasportato nell’attualità. La fotografa Elisabetta Goggi, infatti, ha studiato e analizzato il paesaggio in questione nei minimi dettagli, lasciandosi suggestionare dai luoghi che, poi, ha ripreso con indiscussa bravura.
CHI SONO
CESARE VIAZZI. Studiò a Novi Ligure presso la scuola di disegno del Cavanna. Quindi proseguì gli studi all'Accademia Romana e all’ Albertina di Torino. Nel 1893 venne chiamato come professore alla Accademia Ligustica di Belle Arti. In Genova esplicò una intensa attività di ritrattista, realizzando dipinti per la Società Promotrice di Belle Arti, decorando grandiosi complessi (Palazzo Raggio in via Balbi, Villa Weil, Villa Bisio in Albaro, Castello Raggio di Cornigliano), soggetti per il Cimitero monumentale di Staglieno. Nel pieno del successo interruppe l'attività di pittore per dedicarsi solo agli studi, sempre coltivati anche con frequenti viaggi in Europa. Morì a Predosa nel 1943.
STILE. In principio di attività Viazzi ha connotazioni di tipo veristico, in consonanza con i tempi. Ma presto, soprattutto nel paesaggio, emergono tendenze più propriamente formalistiche che, apparentemente, si collegano al fenomeno dei Macchiaioli, ma che denunciano un desiderio di chiarezza costruttiva che ha il suo fulcro nel rapporto cristallino fra colore e luce. Appare infine una visione dell'arte che viene definita accademica, ma che più esattamente evidenzia una profonda cultura storica collegata alle certezze del Classicismo
ELISABETTA GOGGI. Con una passione genetica per la fotografia derivatale dal padre, Elisabetta Goggi ha realizzato i suoi primi scatti con una reflex. In principio si è occupata principalmente di reportages; dopo la laurea in storia dell’Arte, e il Dottorato di ricerca con una tesi sulla storia della fotografia, “Genova: l’idea di città attraverso dei fotografi tra la metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento”; ha seguito le lezioni di fotografia dell’Accademia Ligustica ed ha collaborato per due anni con una galleria d’arte di Genova, partecipando a diverse mostre. Il primo premio al concorso “Acqua e Ferro” l’ha indirizzata verso le foto di archeologia industriale, agraria e urbana, senza però farle trascurare altri temi, come il paesaggio e i riflessi.
INFORMAZIONI
MUSEO CIVICO “ANDREA TUBINO”:
Piazza Castello, 2
16010 Masone (GE)
orari di visita: sabato e domenica 15,30-18,30
Possibilità di visite infrasettimali per gruppi su prenotazione
Info: 347 1496802; http://digilander.libero.it/museomasone
COMUNE DI MASONE:
Piazza 75 Martiri, 1
16010 Masone (GE)
tel: 010/926003
www.comune.masone.ge.it; [email protected]






