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Passi carrabili, Gioia (UdC): “Balzello evitabile che strangola le piccole imprese”

«Contesto la decisione della giunta Doria di non aver impiegato i 5,9 milioni di euro di avanzo non vincolato nel bilancio 2013 per ridurre la pressione fiscale che oggi soffoca le nostre piccole imprese, il tessuto produttivo più vitale della nostra città che rischia di morire al ritmo di 29 chiusure al giorno, secondo la media regionale registrata nel 2013».

La denuncia arriva da Alfonso Gioia, capogruppo UdC nel Comune di Genova, che punta il dito contro la mancanza di interventi da parte di Palazzo Tursi nella riduzione del peso dei tributi locali sulle imprese di piccole dimensioni: negozi di vicinato e attività artigiane.
«Oltre a non aver considerato l’impiego di risorse disponibili tra le voci di bilancio – spiega Gioia – ritengo molto grave avere escluso la possibilità di rinnovare gli sconti del 15%, previsti fino allo scorso anno, per chi per esempio paga, entro i termini, la Cosap, il canone per le occupazioni permanenti o temporanee, sul suolo pubblico. Con questa decisione, il Comune in pratica scoraggia i comportamenti virtuosi e appesantisce la fiscalità a carico delle imprese. La Cosap, per altro, è una tassa molto controversa, sulla cui applicazione si era già espresso con parere negativo nel 2008 il Difensore civico nei confronti della Provincia. Il canone infatti non è di certa applicazione per i cosiddetti passi carrabili “a raso”, quelli cioè che non hanno un ingombro sul suolo pubblico. Pensiamo, per esempio, alla saracinesca di un negozio o di un laboratorio: non ha nessun ingombro, tuttavia, se riporta una segnaletica di divieto di sosta, solo per consentirne il libero accesso al proprietario o ai clienti, viene assoggettata dal Comune al pagamento del tributo.
La ratio, oltre a essere contestabile nel metodo dell’applicazione, è fortemente penalizzante nel merito perché si traduce nell’ennesima mannaia sul collo delle piccole imprese, già strozzate dalla situazione di crisi economica e dal diffuso calo dei consumi delle famiglie.
Purtroppo la Cosap sarà l’ulteriore aggravio fiscale che si va ad aggiungere al prelievo sugli immobili strumentali, quindi sui negozi, decisamente più salato quest’anno rispetto al 2013. Si prevede infatti che il carico fiscale aggiuntivo sugli immobili a uso commerciale e produttivo previsto, in media in Italia, passerà dai circa 400 euro del 2011 agli oltre 900 nel 2014, con un rincaro del 132% in tre anni.
Alla luce di queste drammatiche previsioni, ritengo che la giunta Doria avrebbe potuto fare lo sforzo di ridurre almeno una voce a carico delle imprese, per esempio la Cosap, impegnandosi nella vendita di alcuni immobili (ex Nira e ex Facoltà di via Bertani) e ridare un po’ di fiato ai nostri commercianti e artigiani».