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PREMIATI OGGI BAHRAMI E LAMPEDUSA ALLA FESTA DELL’INQUIETUDINE DI FINALE LIGURE

11Premio Inquieto Bahrami - Foto Carlo Giuliano

11Premio Inquieto Bahrami - Foto Carlo Giuliano

Il pianista Ramin Bahrami, dal 1987 profugo dall’Iran e stimato tra i massimi interpreti di Johann Sebastian Bach e delle sue Fughe, e l’Isola di Lampedusa, crocevia di migranti in fuga dai loro Paesi, sono stati premiati oggi pomeriggio all’Auditorium di Santa Caterina a Finale Ligure a conclusione della settima edizione della Festa dell’Inquietudine, il cui tema conduttore è stato Inquietudine e Fuga.

“Nella figura di Bahrami, nonostante la giovane età, si incarnano vari aspetti che coniugano l’Inquietudine con la Fuga. – si legge nella motivazione del Premio – Egli stesso, ricordando la sua esperienza, ama sottolineare come abbia trovato, ancor fanciullo, nella musica di Bach un aspetto religioso. Una musica fatta di regole, un complesso di obblighi capace di legare umano e divino, di rappresentare uno stimolante viaggio iniziatico e, nel contempo, un suggestivo rifugio. Bach, pur non avendo mai lasciato i suoi luoghi natali, concepì armonie che comprendevano regole teutoniche, il modo italiano e la cultura levantina. Un percorso inverso ha portato nel suo viaggio-fuga il giovane Ramin dall’altopiano iranico ad approdare e studiare in Italia e ora a risiedere in Germania”.
Prima della consegna del premio a Bahrami, l’Auditorium si è collegato via Skipe con il sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini.
Spiega il presidente del Circolo degli Inquieti, Dario Caruso: “Abbiamo voluto affiancare nella premiazione a Ramin Bahrami l’isola di Lampedusa per sottolinearne ancora una volta il carattere emblematico di accoglienza dimostrato dai suoi abitanti verso un mondo di uomini, donne e bambini in fuga dai loro Paesi. Il Circolo degli Inquieti è lieto di poter contribuire anche a richiamare l’attenzione delle istituzioni sul tema dell’accoglienza e a trasformare Lampedusa da frontiera a porta d’Europa”.
A Giusi Nicolini è stata consegnata “virtualmente” la Medaglia che la Presidenza della Repubblica ha assegnato alla Festa e che il Circolo degli Inquieti ha voluto conferire all’isola siciliana. Il primo cittadino di Finale Ligure Flaminio Richeri si recherà a Lampedusa per consegnarla personalmente a Giusi Nicolini.
A Ramin Bahrami è stata inoltre consegnata la tessera di Socio Onorario dell’Associazione di cultura musicale Palma d’Oro di Finale Ligure.

Il premio “Inquieto dell’Anno” non ha un valore venale e consiste in una pentola di terracotta sghimbescia, schiacciata da un lato e contenente un piccolo drappo di lino con il titolo di Inquieto ricamato. Arrivato alla diciassettesima edizione, è stato conferito, tra gli altri, negli anni scorsi a Don Luigi Ciotti, Milly e Massimo Moratti, Raffaella Carrà, Oliviero Toscani, Gad Lerner, Gino Paoli, Antonio Ricci e Guido Ceronetti.

FESTA DELL’INQUIETUDINE
VII edizione
Inquietudine e fuga
Dal 15 al 18 maggio 2014
Complesso Monumentale di Santa Caterina – Finale Ligure (SV)

www.festainquietudine.it

Comitato promotore: Comune di Finale Ligure, Regione Liguria, Provincia di Savona, Fondazione De Mari, Camera di Commercio di Savona.

Ideazione e organizzazione: Circolo degli Inquieti di Savona

Il Circolo degli Inquieti, a conclusione della Festa dell’Inquietudine in cui il tema conduttore è stata la “Fuga”, è lieto di proclamare come Inquieto dell’anno 2013 il Maestro Ramin Bahrami

Nella sua figura, nonostante la giovane età, si incarnano, infatti, vari aspetti che coniugano l’Inquietudine con la Fuga. Egli stesso, ricordando la sua esperienza, ama sottolineare come abbia trovato, ancor fanciullo, nella musica di J.S. Bach un aspetto religioso. Una musica fatta di regole, un complesso di obblighi capace di legare umano e divino, di rappresentare uno stimolante viaggio iniziatico e, nel contempo, un suggestivo rifugio. J.S. Bach pur non avendo mai lasciato i suoi luoghi natali concepì armonie che comprendevano regole teutoniche, il modo italiano e la cultura levantina. Un percorso inverso ha portato nel suo viaggio-fuga il giovane Ramin, dall’altopiano iranico ad approdare e studiare in Italia ed ora a risiedere in Germania.
Tra le note di Bach, Ramin Bahrami trova quel contatto tra mondi in apparenza antitetici ma, in realtà, connessi come l’oriente e l’occidente e che solo il frangente di eventi politici mette in conflitto. Un frangente in cui il nostro Inquieto apprende con dolore un’altra accezione della fuga: quella del dramma storico e familiare; della separazione dagli affetti e dalla sua terra.

In Ramin Bahrami, tuttavia, l’Inquietudine già spirava potente e ancor più si rafforzava in Lui il bisogno di tenere uniti i caratteri culturali di mondi diventati separati e di ricercare una perfezione artistica che ne fosse la sintesi.

Fonte sorgiva ne è stata sia l’esempio dei Grandi sia, riteniamo, quel miracolo artistico costituito dal’altare barocco d’oriente della cui eccellenza si sono certamente nutriti occhi e sensibilità del giovane Ramin.
E’ il barocco, infatti, lo stilema bachiano. E come in architettura esso riesce a ben coniugare materiali nobili come il marmo e il legno con il gesso per realizzare le sue volute più ardite, in musica – la più immaterica delle arti – il Maestro trasforma questi disegni in una fuga anche spaziale e di luci capace di trasmetterne l’essenziale nonché il profondo spirito religioso.
Questo ha fatto e fa il Maestro Bahrami. Questo lo rende un Inquieto in fuga.
E, per questo noi, in Lui riconosciamo e a Lui affidiamo anche il compito di diffusione del messaggio – che pervade questa motivazione – di armonia degli opposti, di amore dei diversi, di complementarietà dei mondi.

Del resto, pur avvalendosi dell’arte più impalpabile che è, appunto, la musica, tutto nasce da un suono, da una vibrazione che – come la guglia di una cattedrale – ci eleva dalla nostra condizione terrena ad una dimensione ultraterrena. E l’ascolto di Bach e del suo esecutore Bahrami, ci rendono consapevoli che la fuga dal caos della quotidianità rappresenta un bisogno di raggiungere equilibri più alti e nobili.

Per queste ragioni il Circolo degli Inquieti è onorato di annoverare tra i Suoi interpreti più significativi Ramin Bahrami, Maestro di Armonia tra mondi e culture.

Ci consideriamo figli di Ulisse: desiderosi, quindi, di conoscenza, un po’ sognatori, insoddisfatti del vuoto presente, bisognosi di un pizzico di irrazionalità, sempre disponibili a partire, come viaggiatori culturali, per destinazioni insolite. Ma, ancor più, consideriamo Inquieti coloro che per necessità fuggono dai loro affetti per raggiungere, tra mille traversie, una sponda accogliente in cui sperare in un futuro benevolo e per testimoniare al mondo il sacrificio di chi, magari all’ultimo, non ce l’ha fatta.
Quest’anno il tema conduttore della Festa è stato Inquietudine e Fuga e per questa ragione abbiamo voluto affiancare, nella premiazione, alla personalità designata – il grande pianista Ramin Bahrami, massimo interprete di Bach e profugo iraniano, l’isola di Lampedusa per sottolinearne ancora una volta il carattere emblematico di accoglienza dimostrato dai suoi abitanti verso un mondo di uomini, donne e bambini in fuga dai loro Paesi.
Il Circolo degli Inquieti è lieto di poter contribuire anche a richiamare l’attenzione delle Istituzioni sul tema dell’accoglienza e a trasformare Lampedusa da frontiera a porta d’Europa.